AMALTEO ASCANIO

AMALTEO ASCANIO (? - 1691)

precettore, poeta

Nato intorno al 1630, fratello di Aurelio, e come Aurelio fin da giovane appassionato cultore di poesia, l’A. si trasferì a Parigi nel 1646, ove visse alla corte di Luigi XIV, del quale fu insegnante di lingua italiana; nel 1652 venne nominato cavaliere di S. Michele e nel 1655 consigliere reale. L’opera sua più nota, Il tempio della pace edificato dalla virtù dell’eminentissimo cardinale Mazarino, composizione di settantuno stanze di nove versi ciascuna, fu pubblicata a Parigi nel 1660. Interessante testimonianza dell’attività didattica presso la corte parigina è un quaderno di esercizi di lingua italiana, comprendente testi d’argomento geografico, cosmografico ed etnografico, corredati della traduzione francese, nonché alcuni sonetti dell’A. Già custodito nell’archivio dei conti Montereale Mantica, e tuttora parte di collezione privata, il quaderno fu integralmente edito alla fine dell’Ottocento, e parzialmente riprodotto nel saggio di Andrea Benedetti. Nel 1662, per il battesimo del Delfino, e per la visita in quell’occasione compiuta a Parigi dal cardinale Chigi, l’A. compose due sonetti, i quali, insieme a un terzo (Alla convalescenza della maestà regina madre Maria d’Austria), furono musicati da Giovanni Francesco Tagliavacca. Nel 1666 era di nuovo in Friuli, e nel 1667 indirizzava da San Daniele una lettera al cardinale Giovanni Dolfin. Come il fratello Aurelio, l’A. fu ascritto alla Accademia dei Dodonei; liriche dei due fratelli si trovano accumunate in diverse raccolte a stampa. Non documentata è la notizia trasmessa da Pizzi, secondo cui l’A. sarebbe morto a Venezia nel 1691.

Bibliografia

Ms BAV, Chigi, Q. IV. 15 (contiene i sonetti musicati da Tagliavacca). Per l’eccelsa vittoria dell’armata veneta, ottenuta su l’ottomana a’ Dardanelli. Ode del cavalier Amalteo, s.d.t. (non prima del 1656).

Sonetti dell’A. sono compresi nelle raccolte a stampa: Oratione e componimenti poetici in lode dell’illustrissimo et eccellentissimo sig. Gabriel Marcello raccolti nel fine del suo reggimento di luogotenente generale della Patria del Friuli e dedicati all’illustrissimo et reverendissimo sig. abbate Marco Delfino dal co. Giovanni Tacelli, Udine, Schiratti, 1687; Poesie al merito dell’illustrissimo et eccellentissimo signor Zaccaria Valaresso luogotenente generale della Patria del Friuli, nella partenza dal suo gloriosissimo reggimento raccolte e consacrate a S. E. da Servilio Treo di Raimondo nell’Accademia de’ signori Sventati detto il Mutabile, Udine, Schiratti, 1668; Esercizio per la lingua italiana dell’augustissimo monarca, re cristianissimo Luigi 14., da Dio dato, per ossequio del cavaliere Amalteo cons. e interprete della lingua italiana a sua maestà l’anno 1658, Pordenone, Gatti, 1890 (nozze Wiel-Lawley).

LIRUTI, Notizie delle vite, I, 74-75; G. PIZZI, Storia degli Amaltei, Oderzo, Becco Giallo, 1990 (Passato e Presente. Le storie, 2), 98-101; A. BENEDETTI, Un quaderno di esercizi di lingua italiana di Luigi XIV re di Francia, «Il Noncello», 6 (1956), 3-24.

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