ANTONIO DA CIVIDALE

ANTONIO DA CIVIDALE

canonico, notaio

Immagine del soggetto

Signum del vicedomino Antonio da Cividale.

A., attivo a Cividale nella seconda metà del XIII secolo, fu un nipote del vicario patriarcale Alberto de Collice, al seguito del quale è probabile fosse giunto in area friulana. La prima notizia relativa alla sua persona data all’11 maggio 1258, quando Gregorio di Montelongo ratificò l’elezione di A., nipote del suo vicario, a canonico di Cividale. L’anno seguente il patriarca investì lo stesso A. di un manso d’abitanza a Fagagna e di una braida presso S. Daniele. Dieci anni dopo, nonostante nel suo testamento il presule aquileiese avesse delegato un francescano, frate Gerardo da Modena, e suo nipote Giovanni, arcidiacono di Aquileia, a disporre dei beni del defunto vicario, due giorni prima di morire, decise di restituire ai fratelli Alessandro e A., nipoti del vicedomino, il possesso di alcune case con broilo ubicate presso la chiesa dei frati minori di Udine e al solo A., con un atto distinto, anche il possesso di alcune case situate a Cividale, in borgo Porta S. Silvestro presso la chiesa dei frati predicatori (6 settembre 1269). Proprio nel canonico nipote del vicedomino va individuato l’«Antonius quondam vicedomini notarius de Civitate» menzionato nelle fonti coeve: anch’egli, dunque, va incluso nella folta schiera di notai duecenteschi membri del capitolo cividalese (assieme ai maestri Anselmo da Cremona, Enrico detto Gardamomo, Giuliano da Rizzolo, Gualtiero da Cividale (v. Gualtiero di Cucagna), e ancora Benvenuto da Pertica, Corrado da Martignacco, Giovanni Rosso e numerosi altri). Benché le poco meno di venti pergamene autografe conservatesi, contraddistinte dal signum del notaio e dalla sua sottoscrizione, siano tutte degli anni Ottanta, l’attività notarile di A. da C., svolta in buona misura per la Collegiata cividalese, dovette iniziare ben prima, come testimonia l’apografo di un’investitura feudale stilata il 6 luglio 1265 con la medesima sottoscrizione. ... leggi Il libro degli anniversari di Cividale ricorda l’obito di «Antonius notarius quondam vicedomini» l’8 aprile 1291: l’appellativo del notaio si giustifica non solo come segno di distinzione sociale ma anche per la presenza, a partire dalla metà degli anni Ottanta, di un omonimo collega – Antonio di Martino da Cividale – il quale, alla morte di A., ricevette le sue imbreviature e ne esemplò alcune in forma pubblica.

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Bibliografia

Per un elenco delle pergamene autografe di A. da C. cfr. S. Blancato, I notai del Patriarcato di Aquileia. Uomini delle istituzioni patriarchine (seconda metà del XIII secolo), tesi di dottorato, Università degli Studi di Udine, anno accademico 2015-2016 (disponibile in: https://dspace-uniud.cineca.it/handle/10990/729), 116 n. 66; per le copie autentiche stilate dall’omonimo Antonio da Cividale cfr. ivi, 116 n. 65. MANC, Pergamene Capitolari, tomo VIII n° 107. Bianchi, Indice, 13 n° 258; BianchiTEA,  184 n° 387, 187 n° 394; S. BLANCATO, Le note di Giovanni da Lupico, notaio patriarcale (1265, 1267-1271, 1273, 1277-1279, 1283-1285, 1288, 1294-1298), Roma, 2013, (Fonti per la storia della Chiesa in Friuli. Serie medievale, 5), 235-239, n° 36, 253-254 ni 46-47; BLANCATO, I notai del Patriarcato cit., 115-116; Le carte del monastero femminile di S. Maria in Valle di Cividale (secoli XI-XIII), cura di E. MAFFEI, con A. Bartoli Langeli e D. Maschio, Udine, 2006 (Fonti per la storia della Chiesa in Friuli, 9),  233-235 n° 143, 265-268 n° 160; LEICHT, Parlamento,  26-28 n° XXV; SCALON, Libri degli anniversari, 288 e n. 27.

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