BARBINA GUIDO

BARBINA GUIDO (1936 - 1999)

geografo, docente

Immagine del soggetto

Il geografo Guido Barbina.

Nato a Udine il 1° febbraio 1936, crebbe all’interno di una famiglia dove la politica, l’impegno pubblico e le battaglie per lo sviluppo del Friuli erano di casa. B., figlio del deputato democristiano Faustino, partigiano dell’Osoppo e fervente autonomista, ha avuto un percorso di vita articolato e complesso che si è dispiegato lungo diverse direttrici, tra le quali vanno sicuramente segnalate la scuola, l’accademia, la ricerca, l’impegno politico e amministrativo, l’associazionismo e il volontariato. Ma soprattutto è stato un geografo a tutto campo che ha cercato di unire la correttezza teorica e metodologica agli stimoli e alle suggestioni che gli derivavano da una spiccata capacità di leggere il territorio, di interpretare i fenomeni e le azioni dell’uomo, di saper cogliere in chiave problematica i grandi temi delle società moderne come dimostra la sua opera principale dedicata alla Geografia nel mondo contemporaneo (2000), ultimo suo lavoro, che al tempo stesso è un manuale rivolto agli studenti, ma anche una riflessione ed uno stimolo di ricerca sui grandi temi della geografia umana. Laureatosi in economia e commercio all’Università di Trieste, B. evidenziò da subito un interesse verso la geografia e verso i problemi territoriali. Come giovane laureato si dedicò, per una decina di anni (1963-1972), all’insegnamento nelle scuole superiori, mantenendo il ruolo di assistente volontario di geografia politica ed economica nella stessa università. A partire dal 1972 divenne assistente ordinario di geografia all’Università di Trieste, ma nella sede staccata di Udine, dove avrebbe svolto l’intera carriera accademica diventando dapprima professore associato di geografia antropica e poi professore ordinario di geografia umana, ricoprendo anche la carica di preside della Facoltà di lingue e letterature straniere per un lungo periodo, dal 1986 al 1998. I suoi primi studi focalizzano l’attenzione su problematiche di geografia economica, di geografia urbana e di didattica della geografia, ma già in un lavoro del 1966, dedicato alle capitali dell’Africa (Le capitali dell’Africa nuova) si fa strada uno dei grandi ed originali interessi che B. avrebbe sviluppato lungo tutto il suo percorso di studioso: l’Africa e le tematiche del sottosviluppo. ... leggi In questi primi lavori sono già presenti i segnali delle linee di ricerca degli anni successivi e della maturità: il territorio regionale e il problema delle minoranze, la geografia delle lingue, l’emigrazione, il sottosviluppo e i rischi naturali, con riferimento in particolare all’esperienza del terremoto friulano del 1976. L’interesse profondo per il Friuli, che si inserisce nella grande tradizione dei geografi di questa terra, da Giovanni e Olinto Marinelli a De Gasperi, da Musoni a Biasutti, per ricordarne solo alcuni, lo avrebbe portato ad interessarsi sia ai problemi della organizzazione del territorio, ai segni residuali della civiltà rurale, alle grandi trasformazioni postbelliche, sia alle implicazioni legate ad una regione complessa ed articolata dal punto di vista etnico, linguistico ed amministrativo. Amore tra l’altro condiviso, come quello dei viaggi, con la moglie Maria Tore Barbina, anch’essa illustre esponente della cultura friulana e della letteratura italiana. La prospettiva regionale gli permise inoltre di affrontare due importanti tematiche: quella della geografia delle lingue e quella dei disastri naturali. La prima, che sarebbe sfociata nella monografia La Geografia delle Lingue. Lingue, etnie e nazioni nel mondo contemporaneo (1993, 1997), lo vide interessarsi in particolare delle lingue delle minoranze in Europa e delle problematiche sociospaziali che questi gruppi umani dispiegano sul territorio da loro abitato. L’altro filone si riferisce al terremoto del Friuli del 1976 e alla successiva ricostruzione e rinascita materiale e culturale. L’impegno di B. per la sua regione si è manifestato anche in una serie di studi e ricerche per enti ed istituzioni locali nell’ambito della pianificazione e programmazione territoriale. Inoltre questa attenzione per una geografia professionale e militante lo ha portato ad affiancare l’impegno di studioso a quello di politico e di amministratore. In questo contesto va inserita la sua attività di consigliere comunale della città di Udine dal 1975 al 1990 e di assessore, dapprima ai lavori pubblici ed urbanistica e poi alla cultura. Questo costante e lungo impegno pubblico non lo ha mai distolto dal suo interesse per la ricerca e per lo studio, ed in particolare non gli ha mai impedito di affrontare i suoi viaggi; viaggi intesi come studio e come ricerca, indispensabili per la conoscenza e per il lavoro di geografo: le mete più amate e frequentate erano quelle del Vicino e Medio Oriente e dell’Africa in particolare. La ricchezza di saggi, articoli, memorie e studi, tra i quali vanno segnalate le numerose voci redatte sui Paesi dell’Africa per la Grande Enciclopedia Treccani ed il Grande Atlante Rizzoli, testimonia questo amore e questo interesse di ricerca che lo avrebbero portato a realizzare l’opera sicuramente più matura e ricca di spunti e di stimoli: Il piatto vuoto. Geografia del sottosviluppo (1995). Il volume offre un percorso interpretativo delle problematiche del sottosviluppo, viste non solo in chiave economica o geopolitica, ma frutto di ben precise dinamiche territoriali e spaziali, con una non usuale attenzione per gli aspetti delle popolazioni e delle fasce più deboli di queste in particolare dei bambini. Questa sensibilità ha portato B. ad assumere impegni diretti nell’Unicef regionale e nazionale, ma anche a porre in maniera forte, specie nell’ultimo periodo della sua vita, le questioni legate ai diseredati del mondo e delle nuove migrazioni. In questo contesto va ricordata la prolusione ufficiale all’inizio dell’anno accademico 1997-1998 dedicata ai nuovi fenomeni migratori, dove ha posto con forza e con spirito quasi profetico le grandi questioni dei fenomeni migratori tra Nord e Sud del mondo, ma allo stesso tempo le difficoltà interpretative degli studiosi talvolta caparbiamente ancorati a vecchi modelli di analisi. Dopo una non lunga malattia è deceduto a Udine il 28 ottobre 1999.

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Bibliografia

Studi in ricordo di Guido Barbina. Terre e uomini: geografie incrociate, a cura di A. BIANCHETTI - M. PASCOLINI, I, Udine, Forum, 2001; Studi in ricordo di Guido Barbina. Est Ovest, Lingue, stili, società, a cura di G. BORGHELLO, II, Udine, Forum, 2001; G. MENEGHEL, Guido Barbina: le pubblicazioni, ibid., I, 27-38 (con bibliografia completa); M. PASCOLINI, Guido Barbina: le tesi di laurea, ibid., I, 39-44; G. BORGHELLO, Guido Barbina, il geografo giramondo e il politico, «MV», 27 ottobre 2009.

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