BENINI ISAIA (ISI)

BENINI ISAIA (ISI) (1924 - 1990)

giornalista

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Il giornalista Isaia Benini.

Nato a Moggio Udinese nel marzo 1924 da padre romagnolo e madre friulana, si iscrisse alla Facoltà di lingue straniere a Ca’ Foscari di Venezia (aveva frequentato il Liceo scientifico annesso al collegio arcivescovile Bertoni). Entrò nella Resistenza nelle formazioni partigiane Osoppo – Giustizia e libertà; tradito da una spia che aveva denunciato i genitori, si presentò al comando tedesco e nel febbraio 1944 fu deportato a Mauthausen, in campo di concentramento, da dove ritornò nel giugno 1945. Vent’anni dopo ricordò questa tragica stagione pubblicando una specie di diario “per non dimenticare”, Il lager della morte: Niemals Vergessen. In clandestinità aveva dato vita a un periodico, «Gioventù Libera», e, alla nascita del nuovo quotidiano «Messaggero Veneto» nel 1946, entrò come redattore, poi caposervizio e, per un brevissimo periodo, nel 1965 come direttore. Nel 1966 – con alle spalle una collaudata e affermata esperienza giornalistica in diverse testate locali e nazionali – diede vita ad una tanto attesa redazione radiofonica friulana, con sede a Udine: per quasi trent’anni, conquistandosi con tenacia e con incontrastata bravura una sempre più larga indipendenza da Trieste (sede Rai per eredità del governo militare alleato dell’immediato dopoguerra nel 1945), seppe dare al Friuli una voce e uno spazio di identità culturale. Oltre un milione di ascoltatori quotidiani venne coinvolto in un processo di sempre più visibile appartenenza ad una terra e ad un popolo che B. seppe far conoscere ed esaltare come valori storici di grande dignità. La sua ora domenicale Vita nei campi dedicata al mondo contadino che stava modernizzandosi, era sentita in Veneto, Romagna e Marche. Le sue rubriche e le sue cronache diedero al Friuli una specie di orgoglio etnico che si rivelò non piccolo merito anche delle sue iniziative. ... leggi Nel dicembre 1971 firmò una rivista di grande prestigio con il titolo «Il Vino». Voleva essere – come gli venne riconosciuto a livello nazionale – una scoperta, una valorizzazione e soprattutto una promozione assolutamente riuscita dei grandi prodotti di questa sua terra: e primo fra tutti il vino friulano. Si può dire che questa rivista di B., diventata dopo pochi anni organo ufficiale dei sommelier italiani, ha inventato il vino friulano, divenuto in pochi anni determinante settore di progresso economico. Ha fatto anche di più: ha dato coscienza a imprenditori e produttori friulani che poi seppero conquistarsi primati mondiali. B. ne fu decisamente l’ideatore e il realizzatore. Un’altra sua invenzione del 1972 fu il “Ducato dei vini friulani”, di cui fu segretario fino alla morte e che fece conoscere e vincere i vini friulani in tutto il mondo. La sua rivista ebbe, per i suoi temi specifici, collaborazioni prestigiose e contributi scientifici di grande rilievo. Con altre iniziative editoriali si rivelò pioniere di una stampa pubblicitaria al servizio di uno sviluppo turistico regionale, che in quegli anni muoveva i primi passi. Gli fu attribuito il premio Epifania nel 1984. Morì a Montevideo (Uruguay) il 26 gennaio 1990, colpito da un attacco di malaria contratta in Africa. Personalità esuberante, capace di invenzioni originali e di sicuro successo, nei primi difficili e ancora faticosi decenni del secondo dopoguerra italiano, B. ebbe un posto di notevole rilevanza nella creazione di una nuova immagine culturale, economica, antropologica e, al limite, allargata ben oltre i confini geografici, del Friuli. La sua attività – sempre legata al mondo giornalistico locale, ma con frequentissimi rapporti e consuetudini personali con la stampa nazionale e alcuni suoi protagonisti – trovò spazio e grande efficacia in quel rapido processo di innovazione che segnò la trasformazione di una società contadina e la sua modernizzazione definitiva, cercando sempre una possibile sintesi tra i due mondi culturali di una regione di confine, il Friuli e la Venezia Giulia.

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Bibliografia

D. DANIELE - G. DEGANUTTI, A tu per tu. Ritratti, Trieste, Rai del Friuli Venezia Giulia, s.d. [ma 1991]; M. BLASONI, Nel taccuino di un cronista, in Mezzo secolo con il Friuli, supplemento del «MV», 24 maggio 1996; Isi Benini. La sua terra, il suo ricordo, Udine, Circolo udinese della stampa, 2000.

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