BOSSI PIETRO ANTONIO

BOSSI PIETRO ANTONIO (1775 - 1848)

organaro

Immagine del soggetto

Organo della parrocchiale di Perteole, opera di Pietro Antonio Bossi del 1799.

Figlio di Valentino e Paola Poian, nacque a Romans d’Isonzo (Gorizia) il 19 febbraio 1775. Nel 1798 si unì in matrimonio con la gradiscana Caterina Sel, dalla quale ebbe numerosi figli; rimasto vedovo, si sposò con la triestina Caterina Brustolin. Negli ultimi anni del Settecento aprì la sua prima bottega a Gradisca d’Isonzo, lavorando assieme al fratello Michele (1792 – post 1836). Nel 1813 chiese al comune di Gradisca che gli venissero diminuite le tasse dovute per il ruolo di fabbricatore e venditore di strumenti musicali, a causa delle «sue circostanze di famiglia e per mancanza di lavori». Fu sicuramente quest’ultimo motivo a spingerlo – dopo il 1815 – a trasferirsi a Trieste. In una pubblicazione del 1848, anno della sua morte, lo storico C. Vascotti lo definì «discepolo del famigerato Callido», ma questa importante notizia rimane ancora priva di ulteriore documentazione. Nella sua bottega si formò l’organaro tedesco Carl Hesse (1808-1882), giunto a Trieste verso il 1833. La prima opera di B., e anche la meglio conservata, è l’organo di Perteole, datato 1799 e fornito di un’interessante tabella per le registrazioni. Nel giugno 1800 propose senza successo alla chiesa di S. Barbara di Palmanova l’acquisto di un organo; l’anno seguente costruì per il convento della Castagnavizza il suo secondo strumento, poi trasferito nella chiesa di Versa (Romans d’Isonzo) e in seguito disperso; nel 1812 trasformò radicalmente l’organo di Gonars, che Giovanni Monaci aveva costruito per Mortegliano quarant’anni prima. ... leggi L’organo di Cavenzano (Campolongo al Torre), acquistato all’asta e riformato da B. nel 1814, proviene dal soppresso convento dei domenicani di Aiello; nello stesso anno fabbricò l’organo di Flambro (op. 12). A Poverio/Povir (Slovenia) si trova un suo organo datato 1825; suoi erano alcuni organi collocati nella zona al confine con la Slovenia (chiese di Monte Santo, Prosecco, Quisca e Ronzina). Si dedicò anche alla costruzione di fortepiani, come testimonia un simile strumento fabbricato da B. a Gradisca d’Isonzo nel 1802 su modello di A. Walter e conservato nella tedesca Greifenberger Werkstatt für historische Tasteinstrumente. Morì a Trieste il 30 maggio 1848, mentre stava portando a compimento l’organo di Barcola, e l’attività della bottega proseguì con il nipote Vincenzo (1813-1882), autore dell’organo di Verzegnis (1862).

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Bibliografia

C. VASCOTTI, Storia della Castagnavizza, Gorizia, Paternolli, 1848, 77; RADOLE, Istria, 13, 49, 125, 131, 133, 135, 137; I. PARONI - O. BARBINA, Arte organaria in Friuli. Catalogo dei 252 organi della diocesi di Udine con saggi di documentazione, Udine, La Nuova Base, 1973, 31, 112-113, 116; M. BIZJAK - E. ŠKULJ, Pipe organs in Slovenia, Ljubljana, Državna založba Slovenije, 1985, 104-105; Organi restaurati, 100, 102-104, 158, 159; H. BERGANT, Ob Orglah, Nova Gorica, Branko, 1996, 70-72; L. NASSIMBENI - F. METZ, Musica e Musicisti in Palmanova tra il XVII e XIX secolo, in Pietro Alessandro Pavona e la musica sacra a Palma, Palmanova, Circolo comunale di cultura Nicolò Trevisan, 1996, 54; G. RADOLE, Organi e tradizioni organarie nel Friuli Venezia Giulia. La Diocesi di Trieste, Udine, Pizzicato, 2002, 7, 9, 27, passim; NASSIMBENI, Gorizia, 10, 32, 46, 47, 67-73, 200, 202, 205, 210, 212, 213, 215, 279-287, 297, 371; Z. KUŠĆER, Johann August Carl Hesse, in Die Orgel als europäisches Kulturgut, hrsg. von C. BOSSERT - M. G. KAUFMANN - Z. KUŠĆER, Öhringen, Organum Buch, 2007, 79, 171.

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