BROSADOLA GIUSEPPE

BROSADOLA GIUSEPPE (1879 - 1942)

avvocato, politico, amministratore pubblico

Immagine del soggetto

L’avvocato Giuseppe Brosadola (Pagnacco, Archivio fotografico del Seminario di Castellerio).

Nacque a Cividale del Friuli il 6 gennaio 1879 da antica famiglia borghese di proprietari terrieri, medici e avvocati, tradizionalmente cattolica e particolarmente vicina al popolo nei momenti di tensione sociale. Compì gli studi ginnasiali e liceali presso il collegio dei somaschi a Venezia. Nel 1896 iniziò gli studi giuridici a Torino, ma, scontento per l’imperversare dell’anticlericalismo, del materialismo e dell’idealismo nel corpo docente, nel 1898 si trasferì alla Sapienza di Roma, dove si laureò in giurisprudenza nel 1900. Attivo nelle organizzazioni di studenti cattolici, fu inizialmente molto legato a don Romolo Murri, l’esponente del movimento cattolico-democratico, allora impegnato nella pastorale universitaria. Terminati gli studi, tornò a Cividale, dove risiedette fino a quando vi morì, il 20 dicembre 1942. Va rilevata la propensione alla devozione, che si manifestò fin dall’infanzia e che la formazione veneziana e romana fece fiorire in una ricca vita spirituale, testimoniata dal suo diario. I segni furono una intensa vita di preghiera, una grande devozione eucaristica, un costante impegno nella carità, sia materiale sia spirituale. Sino alla morte si interrogò su una possibile vocazione presbiteriale, ma fu dissuaso dai genitori, che avevano bisogno del suo aiuto (anche il padre era avvocato), e dall’invito a persistere nella vita laicale per impegnarsi in politica che gli fu proposto sia dal suo padre spirituale (il p. Giuseppe Leonardi, S. I., conosciuto da studente), sia dallo stesso Pio X (quando questi era patriarca di Venezia, lo aveva premiato per i brillanti risultati scolastici, e poi, eletto papa, lo aveva insignito del cavalierato pontificio ed era sempre rimasto in rapporti con lui). Alla sua morte, molti parlarono della sua santità e il p. ... leggi Leonardi scrisse addirittura una lettera all’arcivescovo di Udine, mons. Giuseppe Nogara, profilando l’opportunità di valutarne il possibile riconoscimento formale. Nogara, d’altra parte, non dovette essere refrattario alla proposta, visto che promosse la stesura di una biografia, che poi lui stesso introdusse, atta a raccogliere le testimonianze di quelli che avevano conosciuto B. La biografia fu redatta da don Guglielmo Biasutti. Sul fronte del movimento cattolico, fin dal rientro a Cividale, a ventuno anni, B. si diede un gran da fare per organizzare gli organi periferici, a livello parrocchiale, dell’associazionismo cattolico, allora promosso dall’Opera dei congressi. Fu inizialmente espressione delle correnti più progressiste del movimento, quelle legate al Murri; ma presto si accorse degli equivoci relativi alla nozione di democrazia abbracciata da questi e giunse allo scontro aperto con lui in una famosa riunione dei democratici cattolici tenutasi a Bologna il 9 novembre 1903, vigilia dell’apertura dei lavori del convegno dell’Opera dei congressi. Anche se la sua linea ebbe più voti di quella di Murri, questi riuscì a prevalere, preludio ad una serie di eventi che portarono prima alla soppressione dell’Opera da parte del pontefice e, infine, al lungo ma temporaneo allontanamento di Murri dalla Chiesa cattolica. B. si mantenne sempre assolutamente ed esplicitamente fedele al magistero pontificio, rimanendo fino alla morte alla guida del movimento cattolico in Friuli, nell’ambito del quale promosse l’organizzazione delle casse rurali ed artigiane, delle associazioni dei lavoratori, e varie misure atte al miglioramento delle condizioni di vita delle classi inferiori. Sul versante politico, fu consigliere comunale di Cividale dal 1901, consigliere provinciale dal 1904, sindaco di Cividale dal 1909. La sua attività politica fu caratterizzata dal costante tentativo di migliorare le condizioni di vita sia materiale (promosse lo sviluppo di parti depresse di Cividale e dell’edilizia popolare) sia morale (cercò di arginare il dilagare di forme discutibili di divertimento) della città, e diede risultati lusinghieri con i quali si meritò il cavalierato del Regno. Disgiunse sempre il forte senso di attaccamento alla patria e di soddisfazione per la sua unità da qualsiasi sentimento anticlericale: per lui la patria non era un progetto rivoluzionario, ma una realtà storica che andava riconosciuta. Questo lo portò allo scontro con le forze liberal-anticlericali e socialiste, che ottennero, nel 1911, per mezzo del prefetto, la sua sospensione triennale da qualsiasi carica pubblica, dopo che, in un poco noto consiglio provinciale, egli aveva assunto, con altri cattolici, una posizione contraria alla proposta di celebrare il cinquantenario dell’unità d’Italia in una forma che egli, con gli altri contrari, giudicava anticattolica. Dal 1920, fu ancora consigliere comunale e provinciale. Fu esponente del Partito popolare, spendendosi nel tentativo di sanarne le lacerazioni, fino alla sua soppressione nel 1925. In epoca fascista abbandonò la politica in senso stretto, per concentrare il proprio impegno sociale nel movimento cattolico. Oltre ad articoli pubblicati su giornali cattolici («Il Crociato», «L’Avvenire d’Italia»), lascia alcuni scritti di carattere storico e politico. Con i lavori giovanili su Paolo Diacono e sui longobardi, voleva opporsi all’utilizzo in chiave anticlericale della storia promosso dal comitato cividalese per le celebrazioni dell’anniversario della morte dello storico medievale. Con il Pro veritate voleva evidenziare quelli che, secondo lui, erano equivoci della propaganda liberale.

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Bibliografia

G. BROSADOLA, Vita ed opere di Paolo Diacono, Cividale del Friuli, Tip. F. Strazzolini, 1899; ID., Della civiltà dei Longobardi, Cividale del Friuli, Tip. F. Strazzolini, 1899; ID., Le corporazioni nel Medio-Evo, in Federazione delle Casse Rurali. Almanacco del popolo, Udine, Tip. del Patronato, 1900, 58-59; ID., Pro veritate. Risposta alla Lega XX settembre, Udine, Tip. del Patronato, 1900.
G. BIAVASCHI, Commemorazione dell’Avv. Comm. Giuseppe Brosadola, Udine, AGF, 1943; G. BIASUTTI, Un fedelissimo: Giuseppe Brosadola, fulgido esempio d’apostolato, Udine, AGF, 1950; T. TESSITORI, Storia del movimento cattolico in Friuli, Udine, Del Bianco, 1964.

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