BUFALINI LEONARDO

BUFALINI LEONARDO (1450 - ?)

intagliatore, topografo

Immagine del soggetto

Particolare della Pianta di Roma, realizzata da Giovanni Battista Nolli su disegno di Leonardo Bufalini (Udine, Biblioteca civica).

L’origine friulana del B. è confermata dal suo testamento del 18 luglio 1552, nel quale si qualifica come «magister Leonardus Bufalinus de Udene, faberlignarius». Figlio di Giovanni Pietro, forse l’artigiano udinese che intagliò la cornice lignea del Polittico di Aquileia (1503) di Pellegrino da San Daniele, il maestro, nato verso la fine del XV secolo, si trasferì a Roma in giovane età, verosimilmente al seguito dello stampatore asolano Antonio Blado, del quale fu collaboratore. È probabile che il B. intrattenesse rapporti lavorativi e di amicizia con Giovanni da Udine: un «Iohanni de Udine, parafrenario illustrissimi domini Baldovini» è infatti citato nelle sue ultime volontà e nominato esecutore testamentario. Per quest’ultimo il B. potrebbe aver realizzato il modello relativo allo studio della ristrutturazione del coro e dell’altare maggiore del duomo udinese, importante incarico conferito all’artista friulano dal patriarca Marino Grimani. Nonostante il termine generico di “faberlignarius” con il quale viene ricordato nei documenti, il B. fu un architetto molto apprezzato, un misuratore eccellente e un abile intagliatore. La sua fama è legata alla realizzazione della Pianta di Roma, stampata presso il tipografo Antonio Blado il 26 maggio 1551. Si tratta di una rappresentazione verticale, iconografica e orografica della città, comprensiva dei monumenti e del circuito delle mura aureliane, disegnata e incisa dal B. stesso, dopo almeno sette anni di rilevamenti dettagliati; a lui si riconosce pertanto il merito di aver dato inizio alla topografia romana moderna. ... leggi Purtroppo dell’edizione del 1551 non si conosce alcuna copia. Tra il 1560 e il 1561 tuttavia, dopo il decennio stabilito dal privilegio, Antonio Trevisi da Lecce curò una ristampa, verosimilmente usando le matrici originali; di questa si conservano tre esemplari, due nella Biblioteca Vaticana e uno al British Museum. Quelli completi sono costituiti da venti fogli (in media mm 495 x 350 ciascuno) e quattro strisce poste lungo il lato destro (in media mm 495 x 132 ciascuna). Sui margini sono raffigurate le maschere di ventiquattro venti; la scala con relativa didascalia e modulo graduato è posta in alto; l’orientamento è con il nord a sinistra, indicato da una freccia. La toponomastica è sia in latino sia in italiano, con parecchi errori in entrambe le lingue. Particolarmente interessanti anche gli stemmi collocati in margine: di Venezia, di Carlo V, di Roma, di Enrico II di Francia e del conte Michele della Torre vescovo di Ceneda, ovvero delle città e dei sovrani che avevano concesso privilegi per la stampa e di colui che, udinese di nascita, deve essere stato il protettore del B. La Pianta si ispira a quella di Roma antica di Bartolomeo Marliano, anche se si caratterizza per maggiori capacità geodetiche; ebbe un influsso importantissimo sulle successive rappresentazioni topografiche di Roma e fu ristampata, in misura ridotta, da G. B. Nolli nel 1748, assumendo da quel momento significato storico. Malgrado la portata della sua realizzazione, il B. fu immeritatamente poco famoso tra i contemporanei. Dal testamento citato emerge infatti la quantità di debiti contratti per le misurazioni e la stampa della Pianta e la conseguente coscienziosa suddivisione del patrimonio familiare per garantire l’assolvimento degli stessi e il sostentamento della moglie. Il 2 dicembre 1552 il maestro risulta già morto.

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Bibliografia

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