BUFFOLO OSCAR

BUFFOLO OSCAR (1893 - 1940)

organizzatore politico, impiegato

Immagine del soggetto

L’organizzatore politico Oscar Buffolo (Roma, Archivio centrale dello Stato, Casellario politico centrale).

Nacque a Sarone di Caneva (Pordenone) il 1° settembre 1893 da Angelo e Prudenza Buttignol. Compì gli studi fino alla quarta ginnasio, lavorando quindi come impiegato. Durante la prima guerra mondiale servì come militare del genio e fu prigioniero a Linz (Austria). Nel primo dopoguerra fu il principale organizzatore socialista del Sacilese, in linea con le convinzioni astensioniste di Amadeo Bordiga; in occasione delle elezioni amministrative del 1920 fu accusato dai compagni di aver contribuito con la sua azione alla perdita del comune di Caneva, conquistato dai socialisti nel 1914. Trasferitosi a Portogruaro, nel maggio 1921, operò come organizzatore politico e sindacale nel Veneto orientale e fu vittima di un’aggressione fascista. Segretario della Federazione provinciale giovanile comunista di Padova, operò con lo pseudonimo “Giovanni Vicenzi”, fino al licenziamento per rappresaglia dal posto di assistente capo merci presso le Ferrovie dello Stato, nel settembre 1926. Nel 1927 fu condannato a quattro anni di confino di polizia, che trascorse a Lipari. Nel gennaio 1928 cercò di ricostituire con altri compagni la sezione comunista del luogo. Nel luglio 1932 partì da Sarone facendo perdere le sue tracce; fu individuato in Francia l’anno successivo, sotto lo pseudonimo “Lucifero Volpe”. Inspiegabilmente, nel 1933 fu diffidato pubblicamente ed espulso dal partito perché ritenuto elemento provocatore e spia. L’anno successivo B. venne segnalato nelle regioni di Clermont-Ferrand, Lione e Tolosa per la sua «intensa attività comunista». Si arruolò volontario con l’esercito repubblicano spagnolo il 7 ottobre 1936, operando come sergente delle trasmissioni. ... leggi Nel 1937 fu ricoverato presso l’ospedale del Soccorso rosso internazionale ad Albacete, a causa di una ferita in combattimento. Rientrò a Tolosa nella prima decade di luglio 1938, a causa di una bronchite cronica contratta durante la guerra. L’ultimo periodo di vita a Tolosa fu reso penoso dai ricoveri ospedalieri, dalla mancanza di lavoro e di fondi, dall’impossibilità di ricevere aiuti dai compagni. Nel marzo 1940 fu anche condannato a quattro mesi di prigione per infrazione al decreto di espulsione dalla Francia. Morì di malattia il 20 novembre successivo; secondo notizie raccolte dalla famiglia avrebbe invece aderito alla Resistenza francese e sarebbe stato fucilato dalla Gestapo.

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Bibliografia

ACS, Casellario politico centrale, 886/12176; M. VENTURELLI, Le storie di Maria, «Il Pungitopo», 5-8 (2009-2010) (www.sarone.it/1/le_storie_di_ maria_128706.html).

M. PUPPINI, In Spagna per la libertà. Antifascisti friulani, giuliani e istriani nella guerra civile spagnola 1936/39, Udine, IFSML, 1986, 135; G. L. BETTOLI, Una terra amara. Il Friuli Occidentale dalla fine dell’Ottocento alla dittatura fascista, Udine, IFSML, 2003; ID., La Guerra di Spagna attraverso gli articoli e le lettere degli antifascisti e dei garibaldini del Pordenonese, Pordenone, Casa del popolo di Torre, 2008 (www.casadelpopolo.org); R. PASCUTTO, Razza Piave, in Teatro, a cura di L. MUCCI, Venezia, Marsilio, 2010.

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