CANDONI PROMETEO APOLLO

CANDONI PROMETEO APOLLO (1911 - 1985)

industriale

Immagine del soggetto

Prometeo Apollo Candoni e la moglie a Tolmezzo negli anni Sessanta (Tolmezzo, Gruppo Gli Ultimi, Archivio U. Candoni).

Nacque ad Amaro, in Carnia, il 24 agosto 1911 da Umberto e Maria Monai. All’età di quattordici anni divenne cieco a causa dello scoppio di un residuato bellico della prima guerra mondiale. Frequentò l’Istituto per non vedenti di Trieste e nel 1928 si trasferì a Imola con il padre, che era rimasto vedovo due anni prima. Nel 1933 emigrò in Francia ove, per ragioni politiche, si era rifugiato il genitore. Iniziò una serie di brevi rientri a Imola e partenze per la Francia, che insospettirono le autorità italiane, convinte che egli fosse un corriere antifascista. Si mise allora in contatto con il Consolato generale d’Italia a Parigi, al quale si professò di fede fascista e dichiarò di vivere separato dal padre. I frequenti viaggi erano dovuti all’attività d’importazione di stoffe e tessuti italiani, che convinse C. ad aprire un negozio, sempre in Francia, tra il 1943 e il 1944. Nel Paese transalpino si sposò con Carmen Sbranna assieme alla quale gestì un ristorante situato a Morsang sur Orge, nella periferia di Parigi. C. non si sentiva portato per questo mestiere e cominciò a pensare quale attività avviare nel dopoguerra. Intravide nel settore automobilistico un comparto contraddistinto da un elevato potenziale di crescita e individuò nei morsetti, ossia nei terminali che si trovano alle estremità dei fili dell’impianto elettrico di una vettura, dei componenti che richiedevano un limitato investimento iniziale. Assieme al socio Costantin Lovstoff, detto Constant e conosciuto durante la guerra, acquistò nel 1947 un bilanciere manuale e una trancia per morsetti, che vennero posti nel garage del ristorante. Nacque così la SEIMA, che in seguito divenne un marchio della SSA (Société de signalations automobiles). Per garantire un’adeguata crescita dell’attività, C. s’impegnò nella meccanizzazione del ciclo produttivo, acquistando una pressa a motore sulla quale operava direttamente, alternandosi con il socio giorno e notte. ... leggi Nel 1950 la produzione fu allargata alle plafoniere e ai fanali e si organizzò una prima struttura commerciale. A tal fine C. puntò allo sviluppo della clientela, rivolgendosi non solo alle officine e ai grossisti locali, ma direttamente ai costruttori nazionali. Nel 1952 ottenne il primo contratto con la Citroën per il montaggio delle luci di posizione anteriori del modello Traction Avant. Con l’entrata in vigore del nuovo Codice stradale francese del 1954 colse le opportunità di sviluppo del mercato, realizzando nuovi modelli di fanali posteriori e laterali e intraprendendo lo studio dei materiali catarifrangenti. Comprese per primo la necessità di sostituire il vetro con la plastica e iniziò una serie di spostamenti tra Milano e Torino, dove aveva individuato degli accessoristi in grado di realizzare degli stampi per iniettare il materiale plastico. La scelta si rivelò vincente, tanto che a metà anni Cinquanta la SSA SEIMA produsse il primo catarifrangente completamente in plastica, che venne montato in esclusiva sul rivoluzionario modello DS, presentato dalla Citroën nel 1955. Nel frattempo C. aveva acquisito nuovi importanti clienti quali la Peugeot, la Simca e, in misura marginale, la Renault. Nel 1958 rilevò gli stabilimenti della Ferson a Hirson, un’azienda attiva nella fabbricazione di avvisatori acustici: ciò gli permise sia di inserire tale componente nella gamma produttiva, sia di ampliare consistentemente le relazioni d’affari con la Renault. Nel 1965 venne inaugurato un nuovo moderno impianto da 33.000 metri quadrati a Saint Clément (Sens), a centoventi chilometri a sud di Parigi, che divenne la sede ufficiale del gruppo. C. ne curò personalmente l’ideazione, volendo costruire un’industria modello in grado di affrontare la crescente concorrenza che andava sviluppandosi con l’apertura del mercato comune. Nel 1967 la SEIMA raggiunse i 1.540 dipendenti e un fatturato di 58 milioni di franchi, ma il volume delle esportazioni era ancora limitato. Visto il forte nazionalismo caratterizzante allora il settore automobilistico, C. cominciò a riflettere sulla possibilità di avviare le proprie fabbricazioni in Italia nei pressi dei grandi costruttori esistenti. Durante una delle sue periodiche visite in Carnia, espresse tale intenzione al padre e agli amici, che lo consigliarono di dar vita al progetto nella terra natale. A convincerlo definitivamente furono il sostegno politico ed economico da parte della neonata regione autonoma del Friuli Venezia Giulia e la volontà del comune di Tolmezzo di creare un’area industriale. A tali fattori si aggiunse anche la possibilità di reperire facilmente le maestranze nel comprensorio locale, contando soprattutto sull’ampio bacino di manodopera femminile disponibile. Nel giugno del 1969 fondò la SEIMA Italiana Spa con sede a Tolmezzo, decidendo di puntare su una zona depressa da un punto di vista socio-economico, per instaurarvi una realtà operante in uno dei settori più avanzati sul piano tecnologico. Nei tre anni successivi gli investimenti furono indirizzati alla formazione del personale, che veniva inviato in Francia per apprendere i cicli produttivi e le lavorazioni realizzate presso gli stabilimenti transalpini del gruppo. Vennero così implementati processi industriali altamente innovativi, quali, ad esempio, la deformazione a freddo del metallo, gli stampaggi delle materie plastiche e diversi trattamenti superficiali. Sempre nel territorio carnico, C. costituì nel 1970 la Viteria Carnica Srl per la produzione di viti speciali per tutto il gruppo, e, nel 1979, la Carnica Gomma Spa specializzata nelle fabbricazioni di guarnizioni per fanali. L’opera di C. favorì la diffusione di una solida cultura imprenditoriale, che permise la nascita di molteplici realtà aziendali collegate alla SEIMA Italiana. Nel 1974 la SSA SEIMA rilevò una serie di aziende in crisi a causa del primo shock petrolifero e ampliò considerevolmente la sua gamma produttiva. Tre anni più tardi venne costruita la fabbrica di Fougères vicino a Rennes in Bretagna, dove venivano assemblati serrature e antifurti. Nel 1975 C. venne insignito del titolo di commendatore al merito della Repubblica italiana e nel 1977 della Légion d’honneur francese. Nonostante a fine anni Settanta il gruppo contasse 8.000 dipendenti e fosse uno dei più importanti di Francia, le precarie condizioni di salute convinsero C. a cederlo nel 1981 al concorrente Neiman-Klaxon, controllato dal gruppo bancario Paribas. Nel medesimo anno decise di ritirarsi a vita privata, affidando la direzione delle proprie aziende italiane al figlio. Morì ad Antibes in Francia il 13 aprile 1985.

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Bibliografia

Udine, Archivio della Camera di commercio, industria, artigianato, agricoltura, 114109, Seima Italiana Spa; 117182, Viteria Carnica Srl; 146971, Carnica Gomma Spa.

Ritratti esemplari. Prometeo Candoni, «Ora Zero», 32 (1969); Le assunzioni alla Seima Italiana, «Carnia domani», maggio 1971, 1-2; R. TIRELLI, La «Seima Italiana Spa» da Tolmezzo per l’Europa, «Il dono», 108 (marzo 1987); Prometeo Apollo Candoni, «Il Gazzettino», 16 aprile 1985 (necrologi); Prometeo Apollo Candoni, «MV», 16 aprile 1985 (necrologi); M. NATALO, Seima - Tolmezzo. Non c’è auto che non monti i suoi fanali, «Il Gazzettino», 22 giugno 1987; M. PUPPINI, “Ed è per sfruttati…”. Umberto Candoni fotografo anarchico nella Carnia del «miracolo economico», in La Carnia di Candoni così vicina, così lontana. La Carnia degli anni Sessanta nelle immagini di un fotografo “irregolare”, a cura di G. FERIGO - M. LEPRE, Udine, Forum, 1999, 8-21.

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