CARNIER CARLO ALESSANDRO

CARNIER CARLO ALESSANDRO (? - 1851)

erudito, compositore

Fu avvocato e membro di una famiglia di avvocati, con più fratelli e una sorella. Ebbe moglie e dei figli. Il padre Giovanni Battista ebbe funzioni di podestà a San Daniele al tempo del Regno d’Italia: nel 1807 pronunziò un discorso «a’ piedi dell’Augusto Sovrano» («Giornale di Passariano», 1807, 807) e nel 1808 dedicò un componimento poetico a Teodoro Somenzari. C., tipico esempio di borghese letterato e amante della cultura, molto religioso e perciò vicino alla chiesa e alle sue istituzioni, ereditò da lui il gusto, comune all’epoca, di comporre d’occasione. L’epitaffio che Girolamo Venanzio gli dedicò in occasione della sua morte afferma che egli «nacque allo amore alla bontà / al culto delle ottime discipline / visse combattuto sempre / da fortuna astiosa da potenti ire / da domestici dolori / e / morì perdonando» (Memorie funebri…, 202). Svolse attività lavorativa all’interno del Monte di pietà di San Daniele almeno dal 1834 al 1844, quando fu sollevato dall’incarico e sospeso dallo stipendio. Giandomenico Ciconi, nella sua galleria di friulani illustri incluse poco più di quattrocento persone, non più in vita, dall’epoca romana ai suoi giorni: di esse poco più di quaranta riguardano personaggi vissuti in tutto o in parte nel secolo XIX, di alcuni dei quali nessuno fa più menzione. In questa rassegna C. ha un lemma molto scarno. Si dice che fu «buon cultore della lingua italiana, qual scrittore di epigrafi». Giudizi analoghi esprimeva a pochi anni dalla sua morte Giuseppe Barbaro per il quale C. «fu strenuo coltivatore dei buoni studj, e delle cose patrie erudito» (Sini, 1865, 80). Da più fonti risulta essere stato possessore di manoscritti (così Zambaldi, 1840, 301 e nel suo Saggio bibliografico di storie stampate e manoscritte dell’antica provincia del Friuli, pubblicato come capitolo XVI dell’opera, in relazione ai Collectanea MS. opus Jo. ... leggi Dominici, Jo. Hieronymi et Jo. Baptistae Colutta, volumi 25 «con indice presso il Sig. Carlo Carnier di S. Daniele», 338-339). È ricordato come possessore degli opuscoli dell’abate Domenico Fontanini (Melzi, Zardetti, 1852, 116). Egli possedeva anche la Cronica di Sandaniele, dello storico cinquecentesco Girolamo Sini («presso il sig. Carlo Carnier», Zambaldi 1840, 342). Fece delle annotazioni al discorso di Iacopo Pirona pronunciato il 16 luglio 1846, in occasione dell’inaugurazione da parte del vescovo mons. Carlo Fontanini della Biblioteca di San Daniele. Lo stesso C. è ricordato da Giuseppe Valentinelli per aver ordinato «gran parte de’ documenti della doviziosa Guarneriana di Sandaniele» (Valentinelli, 1857, 9). Barbaro riferisce che «l’indice voluminoso dei libri venne compilato dal predetto sig. Carnier» (Sini, 1865, 82). Si occupò anche di storia locale, estendendo un indice dei pievani di San Daniele (Sini, 1865, 84), curando nel 1837 una storia del santuario della B. V. di Madonna di Strada e raccogliendo genealogie delle famiglie sandanielesi e notizie sulla storia di San Daniele. Iacopo Pirona gli affidò uno studio sulle varianti di Paolo Diacono, che non fu completato «a motivo che le domestiche cure furono più imperanti». Fu amico di Teobaldo Ciconi, di Girolamo Venanzio e soprattutto di Iacopo Pirona, molto legato alla sua famiglia almeno fin dagli anni Trenta ed ebbe con questi contatti all’interno dell’Accademia di Udine. Favorì gli studi storici, nel clima del nascente positivismo, ponendosi come uno dei circa quattrocento sottoscrittori (associati, prima della pubblicazione della terza dispensa) dell’opera di Giuseppe Bianchi (Bianchi, 1844, 227). È ricordato come creatore di epigrafi (di Manzano, 1884, 31), attività in cui oltre al Monti eccellevano a quel tempo molti scrittori italiani. Alcune iscrizioni sono conservate dai manoscritti; quelle di argomento politico erano di «competenza Censoria», ovvero dovevano essere approvate dal censore provinciale Iacopo Pirona. Si ricordava nell’Ottocento una sua collana di epigrafi per l’ingresso del vescovo Zaccaria Bricito a Udine nel 1846 («Ateneo veneto», 1891, 395, n. 2158). Accogliendo l’invito di Pirona, espresso in una famosa seduta dell’Accademia di Udine, a raccogliere documenti e testimonianze storiche, C. trascrisse epigrafi romane in un suo manoscritto, che fu trasmesso dallo stesso Pirona a Giovanni Girolamo Orti Manara, il 3 marzo 1839 (Rebaudo, 2004, 19). Si occupò anche di archeologia, scrisse di un rinvenimento di monete romane (finora inedito) effettuato nel 1832 presso Chiusaforte (ms BCU, Principale, 471/3) o delle croci d’oro longobarde scoperte a Rodeano Alto nel 1848 (Buora, 2004). C. fu anche fecondo verseggiatore, almeno fin dal 1828, per occasioni festose (visite pastorali, ingresso di nuovi parroci etc.) o funebri. I moti del 1848 segnarono per lui un momento importante. Dopo il rientro degli austriaci a Udine, al comando del generale Nugent (23 aprile 1848), per impulso di questi il governo austriaco decise di promuovere anche qui la pubblicazione di un giornale in qualche modo “liberale”. Perciò incaricò Iacopo Pirona, che fino a marzo era stato a capo della censura cittadina, di dirigere «Lo spettatore friulano» di cui C. divenne redattore. Ne furono stampati dalla tipografia Trombetti e Murero tredici numeri, che uscirono tre volte alla settimana, dal 2 al 30 maggio 1848, quando lo stesso governo lo soppresse. Altri suoi amici fecero scelte diverse, come Teobaldo Ciconi e l’arciprete di Motta Giampiero De Dominici, in corrispondenza con Daniele Manin ancora all’inizio di ottobre del 1848. C. morì il 1° ottobre 1851.

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Bibliografia

Mss BCU, Principale, 488, O. Carnier, lettera a Jacopo Pirona, 488/1, 488/21, 488/23, 488/29 (22 aprile 1846); 853b, c.202, C. A. Carnier, lettera all’Ab. Jacopo Pirona, 6 luglio 1834; 1035; 471/83; sulla sua morte «L’alchimista», (1851), 319.

Opere di C.A. Carnier: Omaggio all’ill.mo e rev. Mons. Emmanuele Lodi che onora della seconda visita la chiesa di Sandaniele, in questo giorno 10 agosto 1828, Sandaniele, A. Biasutti, 1828; Della influenza che ha la fortuna del popolo sui costumi di esso: ragionamento, S. Daniele del Friuli, Tip. Biasutti, 1836; Pel solenne ingresso del rev. Sig. d. Giampietro De Domini alla chiesa arcipretale di Motta (Inno al Sole, dedicato da G. DELLA VOLTA - C.A. CARNIER ), Udine, Vendrame, 1841; Elegia di Giovanni Carga, pubblicata nell’occasione in cui compieva la quadragesimale predicazione in S. Daniele del Friuli il molto reverendo padre Basilio da Udine del serafico ord. de’ Cappuccini, San Daniele, Tip. Biasutti, 1843; Annotazioni al discorso di Jacopo Pirona, pronunciato in occasione dell’inaugurazione da parte del vescovo mons Carlo Fontanini della Biblioteca di San Daniele, il 16 luglio 1846, San Daniele, Tip. Biasutti, 1846; Per la solenne inaugurazione dell’effigie dell’Ill.mo e rev.mo Mons. Carlo Fontanini, San Daniele, Tip. Biasutti, 1846; Collana di epigrafi pel solenne ingresso dell’Ill.mo e Rev.mo Mons. Zaccaria Bricito alla sede arcivescovile di Udine, San Daniele, s.n., 1847; Iscrizioni al cenotafio, e motti conformati allo spirito e alla lettera delle sante Scritture, del cittadino C.A. CARNIER, s.d. [ma 1848].

G. MELZI, Bibliografia italiana ossia Elenco generale delle opere d’ogni specie e d’ogni lingua stampate in Italia e delle italiane pubblicate all’estero, anno III, Milano, presso A.F. Stella e figli, 1837, 189; A. ZAMBALDI, Monumenti storici di Concordia e annali della città di Portogruaro, San Vito, Tip. ... leggi Pascatti, 1840; Del preteso soggiorno di Dante in Udine od in Tolmino durante il patriarcato di Pagano della Torre dal 1317 al 1332, dell’ab. G. BIANCHI, Udine, Tip. di O. Turchetto, 1844; E.A. CICOGNA, Saggio di bibliografia veneziana composto da E. A. C., Venezia, Tip. G.B. Merlo, 1847, 579, n. 4369; G. ZAMBELLI, «L’alchimista», 8 dicembre 1850, 217; G. A. MELZI - G. ZARDETTI, Dizionario di opere anonime o pseudonime di scrittori italiani o come che sia aventi relazioni all’Italia, 2, H-R, Milano, L. di G. Pirola, 1852; Menzioni onorifiche dei Defunti ossia raccolta di Lapidi, Necrologie, Poesie, Annunzii a distinti Defonti di Venezia, nell’anno 1854, per cura di G.B. CONTARINI, Venezia, Tip. F.A. Perini, 1854, 27; Memorie funebri antiche e recenti raccolte dall’ab. Gaetano Sorgato, Padova, Tip. del Seminario, 1856, 202; G. VALENTINELLI, Degli studi sul Friuli, «Abhandlungen der k. Böhmischen Gesellschaft d. Wissenschaften», s. V, 9 (1854-1856); G. CICONI, Udine e la sua provincia, Udine, Tip. Trombetti-Murero, 1862, ma con dati del 1863 (es. alle 331, 400 etc.); G. SINI, Cronaca della Magnifica Comunità di San Daniele del Friuli, esposta e corredata di note per Giuseppe BARBARO, Venezia, Premiata tip. di G. Cecchini edit., 1865; DI MANZANO, Cenni; VALENTINELLI, Bibliografia, 193, 201, 262, 307, 309, 311, 396, 399 e 450; L. PILOSIO, Giornali e giornalisti a Udine nel 1848, Udine, AGF, 1934; Il Friuli nel Risorgimento, Udine, Accademia di Udine, 1966, 42, 66; COMELLI, Arte della stampa, 214; G. D. BERTI, Censura e circolazione delle idee nel Veneto della restaurazione, Venezia, Deputazione di storia patria per le Venezie, 1989, 31; A.M. PREZIOSI, Jacopo Pirona e lo “Spettatore Friulano”, in Il Lombardo Veneto dal 1849 al 1866. Atti del convegno di studi (San Martino della Battaglia, 25 giugno 1977), Padova, Tip. L. Scudier, 1979, 209-225; L. REBAUDO, Jacopo Pirona epigrafista, «Quaderni friulani di archeologia», 14 (2004), 17-39; M. BUORA, Dalla documentazione d’archivio allo scavo. Il caso di Rodeano, ibid., 121-126.

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