CASARTELLI LEONIDA

CASARTELLI LEONIDA (1924 - 1978)

impresario circense, artista

Nato a Pasian di Prato (Udine) nel 1924, è iscritto nell’albo d’oro dell’arte circense, anche internazionale, in cui ascese a vertici di fama e di stima che solo la morte prematura, avvenuta a Quarto d’Altino il 3 ottobre 1978 per un banale incidente stradale, troncò bruscamente. Al successo artistico, e poi particolarmente imprenditoriale, C. pervenne grazie a straordinarie capacità di tenacia, coraggio e lavoro, ereditate anche dalla madre Eleonora Gerardi, in arte Rosina, che, rimasta poverissima dopo la morte del marito Umberto, a Gorizia nel 1933, e la conseguente rovina del piccolo circo che egli dirigeva, risollevò un po’ alla volta le sorti economiche della dinastia familiare, avviando all’arte della “pista” anche i quattro figli (oltre a Leonida, c’erano anche le sorelle Jonne, Liliana e Luciana). L’iniziale Arena Rosa, semplicissima e scoperta, poté dotarsi di un primo “chapiteau” già nel 1939 e fregiarsi così dell’insegna di Circo Arena Aurora, dove C., che all’inizio si esibiva come piccolo clown, detto “Fagiolino”, rivelò abilità anche da ginnasta e domatore di leoni, tigri ed elefanti. Fu nel 1945, al termine della guerra che aveva di nuovo compromesso fortemente l’economia dell’impresa, che C. subentrò definitivamente alla madre nella direzione del clan e del circo, rinato e cementato anche dal sodalizio con la famiglia Togni, di cui intanto aveva sposato l’erede Wally. Da lì, per siglare le varie diramazioni della carovana viaggiante, disponibile anche a tournée all’estero, a partire da una prima trasferta nel 1958 verso la Spagna, fu tutto un variare di nomi coloriti e pittoreschi: Circo Ker-Krol, Monumental, Coliseum, Circo di Madrid, Circo di Barcellona, Circo di Israele, quest’ultimo poi ribattezzato nel 1971 in Magic Circus. ... leggi Nel 1968, da Bussolengo, in provincia di Verona, dove intanto «era stata creata la sede fissa dell’organizzazione» (Giancarlo Pretini) con tanto di capannone-magazzino, pista per le prove e scuderie per gli animali, partirono addirittura tre complessi, gestiti contemporaneamente da C. e dalla sua “casa”: il circo nazionale Togni, il Circo di Francia e il Circo di Tokio, impreziosito dall’attrazione di esotici artisti giapponesi. L’intelligenza imprenditoriale di C. consisteva del resto nella capacità di saper intrattenere ottime relazioni anche con altre famiglie circensi e di riuscire ad aggregare alla sua nutrita tribù familiare artisti e collaboratori di grande valore, come avvenne nel 1975 con il gruppo dei Caroli, grandi cavallerizzi e clown. Fu nel 1972 che questa infaticabile e operosa abilità conobbe il sigillo di un chiaro prestigio. C., che da tempo si dedicava solo all’impegno organizzativo, rilevò allora il nome e l’impresa del circo Medrano, ormai decaduto ma sempre carico di gloria storica (a fine Ottocento era stato immortalato a Parigi da Degas e Toulouse-Lautrec) e ancora celebre per le prodezze da equilibrismo equestre delle proprietarie, le leggendarie sorelle Swoboda. Anche dopo la scomparsa del suo “re” e almeno fino agli anni Ottanta, il Medrano degli eredi Casartelli continuò i suoi vagabondaggi, facendo tappa pure a Trieste, Udine e Gorizia con la sua lunga teoria di roulotte, camion e traini, un enorme tendone da 4000 posti a quattro antenne dagli inconfondibili striscioni bianchi e celesti, e un vero zoo viaggiante (giraffe, cavalli, belve feroci, un gorilla e perfino pescecani) che oggi fa rabbrividire la nostra coscienza animalista, ma allora costituiva un infallibile motivo di stupore per grandi e piccini.

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Bibliografia

G. PRETINI, I Casartelli, in ID., La grande cavalcata, Udine, Ed. Trapezio, 1984, 99-103.

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