CAUCIGH EMILIO (1905-1972)

CAUCIGH EMILIO (1905-1972)

illustratore, pittore, grafico

Immagine del soggetto

Manifesto per la Mostra Regionale 1948, disegnato da Emilio Caucigh.

Nacque a Udine nel 1905 da Enrico, titolare di una nota pasticceria di via Gemona, e Filomena Giocoso e si impiegò come operaio presso l’officina di Alberto Calligaris, come risulta dal catalogo della II Mostra d’Emulazione del 1921. Probabilmente aiutato da Calligaris, continuò a studiare diplomandosi all’Accademia di Venezia nel 1929 e nel 1935 prese anche la Licenza del corso di Decorazione presso il Liceo artistico e la R. Accademia di belle arti di Bologna. La sicura preparazione accademica si manifestò nei disegni e nei quadri di figura, che dipinse con un salde volumetrie, tornite da stesure cromatiche che esaltano la plasticità secondo le regole di Novecento. Nel 1931 i suoi quadri di figura furono accettati alla Mostra di Ca’ Pesaro ed espose anche a Udine alla V Mostra sindacale d’arte del Friuli Venezia Giulia. Alla II Mostra d’arte sindacale della sezione udinese del 1935, espose Dormienti (1934) ritenuto da Damiani «uno dei quadri più belli del Novecento friulano», che ricorda il monumentale classicismo di Achille Funi e Felice Casorati. Alle figure e ai delicati nudi femminili si associano anche solide nature morte dal vigoroso plasticismo e intensi ritratti, esposti anche alla Mostra natalizia degli artisti friulani (dicembre 1943-gennaio 1944). Contemporaneamente all’attività pittorica che continuò anche dopo il 1945 con una maggiore attenzione al colore, C. si dedicò anche alla decorazione degli edifici eretti dal regime fascista, un argomento tutto da studiare, ma di cui restano interessanti bozzetti per affreschi nella Casa Littoria di Trieste (1943), altri relativi alle varie attività sportive probabilmente per una Casa del balilla e ironici bozzetti per una Casa dell’aviatore, cui si alternano decorazioni di un leggiadro gusto déco. ... leggi In questa attività decorativa si può inserire la realizzazione di mosaici, specie nel dopoguerra per cappelle funerarie, come la cappella De Reggi (1966) su progetto di Giacomo Della Mea e per villa Domini di Moruzzo, in collaborazione con la scuola di Spilimbergo. Già nel 1943 C. lavorava per la tipografia Chiesa, per cui realizzò alcune interessanti etichette per vini e liquori, un’attività che l’artista proseguì fino agli anni ’70. Il segno grafico moderno e schematico di C., dotato di una grande vitalità in cui l’aspetto ironico e caricaturale si abbinava sempre a un elegante buon gusto, ebbe modo di esplicarsi nel secondo dopoguerra. Dal 1945 al 1948 le sue vignette umoristiche animarono il giornale del PUF (Partito Umoristico Friulano) e una grande occasione fu la Mostra regionale del 1948, dove l’artista realizzò il manifesto premiato e, insieme con Ernesto Mitri, i 18 pannelli che, nella sezione dedicata al Turismo e allo sport, raccontavano la storia del Friuli: dai celti al 1945. Amico degli intellettuali friulani del tempo come Ottavio Valerio, Dino Virgili, Arturo Feruglio, Ado Furlan non si possono enumerare le vignette, i finalini, le caricature per le pubblicazioni della Società Filologica Friulana, dallo Strolic a Sot la nape a La biele stele (1972), e le collaborazioni con i quotidiani locali. Numerose le illustrazioni di vari argomenti, tra cui particolare rilievo assumono le litografie sul lavoro artigiano e gli Itinerari del vino, che gli valsero nel 1969 la medaglia d’oro conferitagli dalla fiera campionaria di Pordenone per aver saputo «cogliere e rappresentare in 30 anni di molteplice e feconda attività pittorica l’animo della gente friulana». Diventato direttore della scuola di disegno Giovanni da Udine, morì nel 1972 travolto da un’auto in viale Venezia.

 

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Bibliografia

Archivio Famiglia Caucigh, Udine. V Mostra regionale d’arte del Sindacato regionale della Venezia Giulia, catalogo della mostra (Udine, Palazzo Comunale, 17 ottobre-18 novembre 1931), Udine, Tipografia Fiorini, 1931; II Mostra d’Arte della sezione di Udine del Sindacato fascista belle arti della Venezia Giulia. Catalogo della mostra (Udine, Palazzo Comunale, 19 dicembre 1934-20 gennaio 1935), Udine, Grafiche Chiesa, 1935; L. DAMIANI, Arte del Novecento in Friuli. 2 - Il Novecento Mito e Razionalismo, Udine, Del Bianco, 1982, 61-62; A. NEGRI, Pittori del Novecento in Friuli Venezia Giulia, Udine, Magnus, 2000, 70, 77; L. DAMIANI, La scuola friulana d’Avanguardia e l’arte italiana del Novecento, in Le arti a Udine nel Novecento. Catalogo della mostra a cura di I. REALE (Udine, Chisa di San Francesco 19 gennaio-30 aprile 2001, Venezia, Marsilio, 2000, 85-87, 293; G. BUCCO, Etichette per vino, etichette per grappa:una storia tutta friulana Chel Blecut di cjarte, «Tiere Furlane», 26, (dicembre 2016), 84-97; G. BUCCO, L’etichetta in Friuli. Storie di artisti, designer e aziende grafiche, in Storia della vite e del vino in Friuli e a Trieste, a cura di E. COSTANTINI, Udine, Forum, 2017, 500-521.

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