CECONI DI MONTECECON MARIO

CECONI DI MONTECECON MARIO (1893 - 1980)

scultore

Immagine del soggetto

Mario Ceconi di Montececon ritratto nel suo studio al castello di Pielungo da Attilio Brisighelli, 1930 ca., particolare (Udine, Civici musei, Fototeca).

Nacque a Trieste nel 1893, figlio di Giacomo e di Giuseppina Novak. Ad avviarlo agli studi artistici fu il pittore Pietro Fragiacomo, conosciuto a Venezia nel 1911. Dopo un iniziale interesse per la pittura, il giovane C. si dedicò alla scultura che iniziò a praticare da autodidatta. Tra il 1912 e il 1913 compì un soggiorno di studio a Firenze; a quel torno di tempo risale l’esecuzione della scultura dal titolo Mia madre di cui esistono diverse versioni in bronzo (una di esse si conserva alla Galleria d’arte moderna di Udine, le altre si trovano invece in una collezione privata svizzera), opera che inviò al Salon d’Automne di Parigi (1912), inaugurando una lunga serie di partecipazioni a mostre nazionali ed internazionali. Nel 1913 lo scultore partecipò all’annuale mostra di Ca’ Pesaro a Venezia (Uomo-Dio, in cera), alla I Esposizione d’arte della secessione di Roma (Vecchio), a Firenze presso la Società di belle arti con la scultura Uomo-Dio, proposta anche al Glaspalast di Monaco, a Gand con un S. Giovanni Battista in gesso ed infine a Udine alla I Esposizione degli artisti friulani. In quest’ultima occasione presentò al pubblico, oltre ad opere già note come Mia madre e Uomo-Dio, anche il Busto del padre in marmo, la Visione della monaca morta e un Ritratto di pittore francese. Si tratta di sculture che evidenziano i caratteri fondamentali della poetica di C. impegnato, in quel momento, a confrontarsi da un lato con i modelli offerti dallo scultore francese Auguste Rodin e dall’altro con l’impressionismo scultoreo di Medardo Rosso. Alla II Esposizione d’arte della secessione di Roma, nel 1914, l’artista ottenne una sua sala personale che allestì con quattordici opere plastiche e numerosi disegni. ... leggi Accanto all’Uomo che ride (Udine, collezione privata) e al bassorilievo Il sogno (Gorizia, Musei Provinciali) sintonizzato sul recupero di tematiche simboliste, C. espose anche uno Studio per «Satana» e un Torso di cui oggi non si conosce l’ubicazione. L’anno seguente alcune sculture dell’artista, tra cui Transumanazione (Udine, Galleria d’arte moderna), vennero accolte alla III Mostra della secessione romana. Allo scoppio della prima guerra mondiale C. si arruolò volontario e durante il periodo bellico diede alle stampe una raccolta di liriche dal titolo Notturni. Rientrato in Friuli nel 1919, riprese la sua attività espositiva inviando uno Studio alla LXXXVIII Esposizione degli amatori e cultori di belle arti di Roma, mentre nel 1922 si presentò alla Mostra d’arte di Ca’ Pesaro a Venezia con sedici sculture e alcuni disegni. Nei primi anni Trenta il suo nome compare negli elenchi degli espositori alle mostre Sindacali regionali di Udine (1931) e di Trieste (1932). Nel 1934 C. decise di stabilirsi definitivamente a Milano e da lì inviò le sue opere alla II Quadriennale di Roma del 1935, alla Biennale di Venezia del 1936 e nuovamente alla IV Quadriennale di Roma del 1943, anno in cui la sua statua raffigurante l’Agricoltura venne collocata all’esterno del palazzo della Civiltà Italiana nel quartiere romano dell’E42 (EUR). Nel secondo dopoguerra l’artista organizzò diverse personali in gallerie milanesi e partecipò alle mostre della Permanente a Milano (1961) e all’esposizione “Arte moderna in Italia 1915-1935” tenutasi a Firenze a palazzo Strozzi nel 1967. L’anno seguente realizzò delle sculture per la chiesa di Ossago (Lodi) e nel 1970 alcuni lavori per la cappella Buscaini nel cimitero di Casalpusterlengo (Lodi), ultime opere eseguite prima di morire a Milano nel 1980.

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Bibliografia

DBF, 179; DAMIANI, Arte del Novecento I, 200-204; G. BRUSSICH, Il Novecento, in La scultura nel Friuli Venezia Giulia, II. Dal Quattrocento al Novecento, a cura di P. GOI, Pordenone, GEAP, 1988, 383-385; I. REALE, Per Mario di Montececon, in Âs, 657-662; Mario Ceconi di Montececon. Sculture dall’ombra 1912-1970. Catalogo della mostra (Udine, 11 febbraio-15 aprile 1994), a cura di I. REALE, Udine, Civici musei/Galleria d’arte moderna, 1994; Ado Furlan 1905-1971. Scultura in Friuli Venezia Giulia. Figure del Novecento. Catalogo della mostra (Pordenone, 10 dicembre 2005-26 febbraio 2006), a cura di A. DEL PUPPO, Cinisello Balsamo (Milano), Silvana, 2005, 92-97, 114-115 e passim.

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