CICONI GIANDOMENICO

CICONI GIANDOMENICO (1802 - 1869)

medico, erudito, scrittore

Immagine del soggetto

Frontespizio litografato di "Illustrazioni storiche statistiche della città di Udine" di Giandomenico Ciconi, Udine 1847.

Nacque a Udine nel marzo del 1802 da una famiglia di origine borghese e si laureò a Padova in medicina con una tesi intitolata Intorno ad alcune malattie derivate agli uomini dall’abuso del viver sociale, che venne pubblicata nel 1825; nella città di Antenore, a partire dal 1822, poco più che ventenne, entrò anche a far parte dell’Accademia patavina. Conclusi gli studi universitari rientrò in Friuli, ottenendo prima l’incarico di medico carcerario e successivamente quello di primario dell’ospedale civile di Udine. Parallelamente alla professione medica, C. si dedicò fin da giovane alla ricerca storica erudita, raccogliendo una gran mole di documenti e notizie sul Friuli, come fecero in quegli stessi anni personaggi del calibro di Francesco di Manzano, Giuseppe Bianchi e, qualche tempo dopo, Giulio Andrea Pirona e i fratelli Antonio e Vincenzo Joppi. Collaborò con diverse associazioni, sia venete (oltre all’Accademia patavina, fu membro dell’Ateneo di Bassano e dell’Accademia dei Filoglotti di Castelfranco Veneto), sia austriache (Società storica della Stiria, con sede a Graz); intensa fu la sua partecipazione alle attività della Società agraria friulana e, soprattutto, dell’Accademia di Udine, dove ricoprì il ruolo di vicepresidente nel 1847 e di presidente nel 1858. È interessante notare come intorno alla prima metà dell’Ottocento si registri nella maggiore associazione culturale udinese una forte presenza di medici e scienziati i quali volevano illustrare lo stato del Friuli contemporaneo anche attraverso l’ausilio delle scienze e della statistica. ... leggi Tra i medici che in quel periodo facevano parte dell’Accademia sono da ricordare, oltre a Pirona e Vincenzo Joppi, anche Agostino Pagani – che C. commemorò pubblicamente al momento della morte avvenuta nel 1847 – e Francesco Pelizzo. Negli anni Quaranta C. si dedicò allo studio delle condizioni dell’industria agraria e nel Discorso sull’agricoltura friulana, tenuto nel 1844 in occasione della distribuzione dei “premi d’industria” della Camera di commercio di Udine, propose, tra le altre cose, l’istituzione in città di una scuola popolare di agraria per formare gastaldi e fattori di campagna. Ma il progetto avrebbe trovato piena attuazione solo dopo il 1866, quando il commissario straordinario del Regno d’Italia Quintino Sella fondò nel capoluogo friulano un istituto tecnico con una sezione commerciale e una sezione agraria. Nello stesso periodo C. cercò di promuovere una migliore e più corretta conoscenza della Patria annotando tutti gli errori e le omissioni delle compilazioni geografiche o degli itinerari proposti dalle guide riguardanti il Friuli. Il 20 marzo 1843 commentando l’uscita della Storia fisica del Friuli (1842-1843) dell’accademico Giuseppe Girardi, il medico udinese sostenne che «l’oscurità dell’antica geografia friulana può essere delucidata meglio di quanto egli [Girardi] non faccia» e di come prima di lui l’avevano descritta molti autori di geografia. Nel discorso Intorno al Friuli, infatti, che venne pubblicato nel 1845 sugli «Annali di statistica di Milano», C. assegnava alla geografia un ruolo primario nello sviluppo della regione e, a partire da questo momento, si può dire che il ritardo del Friuli negli studi di geografia fisica ed umana cominciò a ridursi preparando la strada per le ricerche di Pirona, di Giovanni Marinelli e di Torquato Taramelli. Anche l’editoria nell’Ottocento contribuì a far conoscere i diversi volti della regione: in particolare il libraio-litografo Luigi Berletti nel 1841 pubblicò con successo l’Album pittorico con le vedute delle principali località friulane e nel 1843 diede inizio al Friuli illustrato, una nuova serie a dispense dove, come scrive l’editore per spiegare il piano dell’opera, ogni tavola di Ottavio Codecasa «sarà accompagnata da un’illustrazione fisica, statistica, storica od artistica a seconda del soggetto estesa da Giandomenico Ciconi». Il Friuli illustrato venne interrotto al decimo fascicolo e le annotazioni del medico udinese si fermarono alla città di Udine: pur nella volontà di divulgazione, si tratta di commenti di carattere erudito che cercano di vivacizzare la narrazione storica attraverso note di costume. Nel 1847, ancora per il Berletti, uscirono le Illustrazioni storiche statistiche della città di Udine e del Friuli, la prima monografia di C. interamente dedicata al capoluogo friulano, e nello stesso anno pubblicò anche le guide su Pordenone e Sacile che vennero inserite all’interno delle Monografie friulane offerte a monsignore Zaccaria Bricito. Sempre rivolti alla descrizione del territorio friulano sono i Cenni storico-statistici sulla città di San Vito al Tagliamento che videro la luce nel 1853. Tutti questi lavori e altri simili rappresentano per C. i primi risultati propedeutici alla realizzazione di un’opera di più ampio respiro: una guida generale del Friuli. Sia l’Accademia di Udine sia la locale Camera di Commercio spingevano in questa direzione e l’ambizioso progetto sembrò trovare un primo approdo nel 1853 quando l’Accademia ricevette in dono i tre volumi manoscritti delle Notizie statistiche della provincia del Friuli raccolte dal defunto Francesco Pelizzo. Le Notizie, che si ispiravano al positivismo scientifico, descrivevano l’aspetto fisico, economico, industriale, commerciale amministrativo, intellettuale e morale della regione, un’opera complessa che secondo C. aveva la necessità di essere ulteriormente integrata e coordinata. Nel frattempo, a partire dal 1857, iniziò la pubblicazione dei primi volumi della Grande illustrazione del Lombardo-Veneto sotto la direzione dello storico lombardo Cesare Cantù: un’iniziativa affidata a studiosi esperti delle varie zone, che si proponeva di descrivere le singole provincie del Lombardo Veneto austriaco, dall’ambiente fisico, alla storia, alle divisioni amministrative, con note statistiche, demografiche ed economiche. Quando nel 1860 venne chiesto a Vincenzo Joppi di segnalare a Cantù uno studioso che fosse in grado di approntare una monografia sul Friuli, C. sembrò essere l’uomo più adatto. Il medico udinese, infatti, accettò immediatamente l’incarico, spinto dal desiderio «di far noto un lavoro che in tutti i riguardi rendesse noto il Friuli alla rimanente Italia», e nel giro di pochi mesi stese Udine e sua provincia che nel 1861 andò a costituire la seconda parte del quinto volume della Grande illustrazione del Lombardo Veneto. Il testo, dedicato al nobile Francesco di Toppo, si articolava in capitoli più o meno corposi spesso frammentati in sottocapitoli ed era caratterizzato da un tono colloquiale arricchito talvolta da considerazioni personali. Diffuso era anche l’uso di tabelle esplicative e di immagini ispirate sia alle vedute dell’Album pittorico o del Friuli illustrato, sia ad incisioni di opere friulane sette-ottocentesche alcune a firma dello xilografo Pietro Vajani. Nel 1862 C., ritenendo che l’opera del Cantù fosse «voluminosa e di costo» poco accessibile quindi ad un vasto pubblico, decise di far ristampare il suo contributo in un volume a se stante presso la tipografia udinese Trombetti-Murero. Oltre ad apportare alcune brevi aggiunte e a correggere gli errori tipografici, la versione udinese – che è priva dei disegni che impreziosivano l’edizione milanese – si apriva con una dedica indirizzata «ai friulani» in cui l’autore annunciava di aver composto un’opera che esponeva in poche pagine gli aspetti rilevanti della topografia, della storia della statistica, della bibliografia e delle cose notevoli del Friuli. Con la pubblicazione di Udine e sua provincia la descrizione della regione da più parti auspicata era tutt’altro che compiuta: essa costituiva solo un primo passo che verrà perfezionato alcuni decenni più tardi dalla pubblicazione delle Guide del Friuli dirette da Giovanni e Olinto Marinelli. Nel 1866 C. venne nominato da Quintino Sella nella Commissione archeologica per il Friuli insieme al canonico di Cividale Lorenzo D’Orlandi, Giuseppe Bianchi, Vincenzo Joppi, Alexander Wolf e all’abate Iacopo Pirona. Morì a Udine il 20 dicembre 1869. Negli ultimi decenni del XIX secolo gli eredi vollero donare la biblioteca del loro congiunto alla Biblioteca civica V. Joppi, mentre nel 1958 l’amministrazione comunale di Udine appose in via Grazzano, sulla facciata dell’abitazione del medico, una targa commemorativa che recita: GIANDOMENICO CICONI, 1802-1869, IN QUESTA CASA CON IMMENSO AMORE AL FRIULI MEDITÒ E RACCOLSE MEMORIE E SCRITTI IMPERITURI.

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Bibliografia

Opere di G. Ciconi: Intorno ad alcune malattie derivate agli uomini dall’uso del viver sociale. Dissertazione inaugurale alla laurea medico-chirurgica, Padova, Tip. della Minerva, 1825; Discorso sull’agricoltura friulana, in Atti della distribuzione dei premi d’industria 1844 […], Udine, Vendrame, 1845; Intorno al Friuli, […] discorso letto nella tornata del 20 marzo 1843 della stessa Accademia, con note di G. Sacchi, «Annali di statistica», 76 (1845), 129-147; Illustrazioni storiche statistiche della città di Udine e del Friuli, Udine, Berletti, 1847; Monografie friulane offerte a monsignore Zaccaria Bricito arcivescovo di Udine…, Udine, Vendrame, 1847; Parole pronunziate nel 14 settembre 1847 sulla tomba del medico Agostino Pagani, Udine, Vendrame, 1847; Cenni storico-statistici sulla città di San Vito al Tagliamento, Udine, Trombetti-Murero, 1853; Udine e sua provincia, in Grande illustrazione del Lombardo-Veneto […], 5/II, Milano, Corona e Caimi, 1861, 245-399 (= Udine, AGF, 1992); Udine e sua provincia, 2a ed. rifusa e ampliata, Udine, Trombetti-Murero, 1862 (= Bologna, Atesa, 1974).

DBF, 195; MARCHETTI, Friuli, 953; F. FATTORELLO, Storia della letteratura italiana e della coltura nel Friuli, Udine, La Rivista Letteraria, 1929, 279-280; A. MAGGIOLO, I soci dell’Accademia patavina dalla sua fondazione (1599), Padova, Accademia patavina, 1983, 71; L. CARGNELUTTI, Presentazione, in G. CICONI, Udine e la sua provincia, in Grande illustrazione del Lombardo-Veneto […], 5/II, Udine, AGF, 1992, XI-XVI; A. TONUTTO, L’Accademia di Udine dalla caduta della Repubblica di Venezia all’unione del Friuli al Regno d’Italia: 1797-1866, Udine, Accademia udinese di scienze lettere e arti, 1997, 79, 109, 113-114, 126, 128, 130; Provincia del Lombardo Veneto, indice; P. MAGGIOLO, I soci dell’Accademia. Lettere C e D, Padova, Accademia patavina, 2002, 170; La biblioteca privata di Giuseppe Domenico Della Bona (1790-1864). I libri, la collezione numismatica, il carteggio, a cura di S. VOLPATO, Udine, Forum, 2003, indice; Vincenzo Joppi, 1824-1900. Atti del convegno di studi (Udine, 30 novembre 2000), a cura di F. TAMBURLINI - R. VECCHIET, Udine, Forum, 2004, indice.

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