COBENZL

COBENZL

famiglia

Immagine del soggetto

Ritratto di Guidobaldo Cobenzl, olio su tela di Mar tin van Meytens (Gorizia, Fondazione palazzo Coronini Cronberg).

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Ritratto di Giovanni Gasparo Cobenzl, olio su tela anonimo (Gorizia, Fondazione palazzo Coronini Cronberg)..

Famiglia di origine slovena proveniente da San Daniele del Carso, riuscì ad occupare alti posti di governo e a ricevere dalla Casa imperiale i più lusinghieri contrassegni di stima e benevolenza.

Giovanni (m. 1594), segretario al servizio dell’imperatore Ferdinando I fin dal 1562, trattò col papa Gregorio III del modo e dei mezzi per rendere sicure le coste dell’Adriatico contro le incursioni dei Turchi. L’imperatore Massimiliano II lo inviò perfino a Mosca presso lo zar Ivan il Terribile per concludere un trattato di alleanza contro i Turchi. Della sua missione in Russia lasciò una relazione che costituì per lungo tempo un’autorevole fonte per la conoscenza di quel paese. Fu capitano di Gradisca (1590) e poi capitano di Lubiana (1592). Concluse la sua carriera come delegato imperiale alla dieta di Ratisbona nel 1594.

Raffaele (15671627), secondo goriziano entrato nella Compagnia di Gesù (1583), divenne superiore dell’importante residenza gesuitica di Vienna. Uomo di fiducia della corte, fu incaricato di recarsi a Roma per ottenere l’autorizzazione della Santa Sede ad aprire un collegio a Gorizia, di cui fu anche rettore nel difficile avvio.

Giovanni Gasparo (16641742) fu capitano provinciale di Gorizia (1713-14) e della Carniola (1715-22), nonché supremo maresciallo di corte e presidente del consiglio aulico di Carlo VI e di Maria Teresa. ... leggi Emanò provvide misure per arginare l’epidemia di peste che aveva colpito Gorizia nel 1682 e fece confinare e rinchiudere gli Israeliti nel ghetto per favorire l’ampliamento della città.

Gian Carlo Filippo (17121770), fu uno dei più avveduti ministri della monarchia austriaca. Fu nominato commissario imperiale per fissare i confini della Lorena e ministro plenipotenziario dal 1753 nei Paesi Bassi austriaci. Grande mecenate di artisti, fondò a Bruxelles l’Accademia delle Scienze e una scuola libera per disegnatori. Possedeva una ricchissima biblioteca e una collezione di quadri e disegni di particolare pregio, che fu acquistata dopo la sua morte dalla zarina Caterina II per l’Ermitage.

Guidobaldo (17161797), figlio di Giovanni Gasparo e fratello di Gian Carlo Filippo, fu avviato alla carriera militare. Combattè in Ungheria contro i Turchi agli ordini del Feldmaresciallo Neipperg nel reggimento del principe di Ogilvy ma, presentatasi l’occasione di concludere un buon matrimonio con la ricca lorenese Maria Benigna contessa di Montrichier, lasciò le armi e si ritirò in un castello vicino a Lubiana. Fu uomo di profonda erudizione e gran mecenate, tanto che il pittore Francesco Caučig dovette a lui il principio della sua fortuna. Fondò a Gorizia nel 1780, assieme a Raimondo della Torre, l’Accademia degli Arcadi romano-sonziaci, della quale fu il primo vice-custode con il nome di Eurimante Epidaurico. Per il suo tramite anche Lorenzo Da Ponte venne a contatto con il sodalizio. Fu insignito di molti ordini cavallereschi, titoli nobiliari e cariche onorarie e divenne membro della Società agraria goriziana e della Società dei cavalieri di Diana cacciatrice. Il Coronini e il Patuna gli dedicarono nel 1785 i loro contributi sull’antica moneta goriziana e sui crinoni.

Giovanni Filippo (17411810), intraprese la carriera diplomatica sotto la protezione del principe Kaunitz e fu inviato straordinario nei Paesi Bassi, in Francia e in varie corti d’Italia. Appartenne alla ristrettissima cerchia degli intimi di Giuseppe II, che accompagnò nel 1777 nel suo viaggio in Francia. Nel 1779 concluse, in qualità di commissario plenipotenziario, la pace di Teschen con Federico II di Prussia, che fu celebrata a Gorizia dalla canzone Le gare degli uccelli di Lorenzo Da Ponte stampata a spese del padre Guidobaldo in moltissime copie. Nominato vice-cancelliere di Stato, mantenne la carica fino al 1793, quando dovette ritirarsi in seguito all’accordo russoprussiano sulla seconda spartizione della Polonia. Assunse il cancellierato per le province italiane e, dopo la pace di Lunéville nel 1801, venne inviato come ambasciatore straordinario a Parigi fino al 1805. Fu presidente dell’Accademia delle Scienze e delle belle arti di Vienna. Ritiratosi a Vienna nella sua bella residenza sopra Grinzing, nota a tutti i viennesi come “Schloss Cobenzl”, vi morì nel 1810 lasciando erede universale del suo patrimonio il pronipote conte Michele Coronini.

Giovanni Lodovico Giuseppe (17531809), fu poliglotta e uomo di straordinaria cultura. Percorse la carriera diplomatica e fu ambasciatore a Copenaghen (1774), a Berlino (1775) e, dal 1779 al 1797, a Pietroburgo, dove diventò confidente dell’imperatrice Caterina II. Richiamato in patria dopo la morte della zarina, concluse nel 1797 le trattative con Napoleone Bonaparte e firmò la pace di Campoformido, con la quale veniva decretata la fine della Repubblica di Venezia e il passaggio del suo territorio sotto la sovranità austriaca. Conclusa la pace di Lunéville con la Francia nel 1801, divenne vice-cancelliere dell’impero e ministro degli esteri. Si ritirò a vita privata dopo la pace di Presburgo.

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Bibliografia

Ms BSI, Civica, 225.

DBF, 204; MARCHETTI, Friuli, 954; B. ASQUINI, Cent’ottanta, e più uomini illustri del Friuli, Venezia, Pasinello, 1735, 83, 88; C.L. BOZZI, Gorizia nell’età napoleonica, Gorizia, Libreria Paternolli, 1929, 44, 138; Primorski slovenski biografski leksikon, I, Gorica, Goriška Mohorjeva družba, 1974-1994, 190-192; Maria Teresa, passim; FORMENTINI, Contea di Gorizia, 20-21, 52, 67-68, 79-80, 83; GROSSI, Annali della tipografia, 153-154, 156-157.

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