COLAUSSI LUIGI (GINO)

COLAUSSI LUIGI (GINO) (1914 - 1991)

calciatore, allenatore

Luigi Colàusig era il suo nome originario, italianizzato in epoca fascista. Nacque a Gradisca d’Isonzo il 4 marzo 1914. È stato il primo italiano a siglare una doppietta in una finale del campionato del mondo di calcio. Cresciuto nel vivaio della squadra della sua città, l’Itala Gradisca, figlio di agricoltori e apprendista ciabattino, C. si affacciò giovanissimo al grande calcio quando lo notò la Triestina. A quei tempi, negli anni Trenta, la formazione rossoalabardata militava nel massimo campionato italiano, guidata in campo da personaggi poi entrati nella leggenda, come Nereo Rocco e Pietro Pasinati. Al giovanissimo “Ginut” bastarono poche sedute per convincere di essere pronto per un posto in prima squadra: l’esordio arrivò nella stagione 1930-1931. Con la casacca della Triestina disputò undici stagioni consecutive, giocando 275 incontri e realizzando 47 reti. Un simile rendimento gli valse ben presto la chiamata in quella che risulta essere tuttora la Nazionale azzurra più vittoriosa, guidata dal commissario tecnico Vittorio Pozzo, campione mondiale nel 1934 in Italia e olimpico nel 1936 a Berlino. C. vi esordì il 27 ottobre 1935 contro la Cecoslovacchia. Con 26 presenze e 15 centri l’attaccante gradiscano risulta ancora oggi uno dei giocatori più prolifici in azzurro. Le sue reti più celebri furono quelle realizzate nella finale del campionato mondiale disputato in Francia nel 1938: dopo avere segnato ai transalpini padroni di casa e al quotato Brasile, C. siglò le prime due reti nella finalissima contro l’Ungheria, spianando il successo verso il secondo titolo mondiale consecutivo per la squadra di Pozzo. Dopo undici stagioni in rossoalabardato, intervallate dal biennio nella Juventus e dall’esperienza nel Vicenza, C. chiuse la carriera a Padova nel 1948. Come allenatore esordì nella Ternana (serie C, stagione 1949-1950). Seguirono le esperienze nel Campobasso e nella Tharros di Oristano in Sardegna. ... leggi A causa delle difficoltà economiche di alcuni club e di qualche investimento poco fortunato, la situazione economica di C. andò lentamente peggiorando. Arrivò anche al punto di offrire in pegno la medaglia d’oro di campione del mondo conquistata nel 1938. Tentata anche una fugace avventura in Libia, ormai ridotto in miseria, in età avanzata si vide riconosciuto un vitalizio statale. Una delle più grandi ali del calcio italiano, morì in povertà nel 1991 a Trieste. Nella città giuliana gli fu intitolata una delle due tribune dello stadio Nereo Rocco, mentre il paese natale gli ha dedicato lo stadio comunale.

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Bibliografia

D. DI RAGOGNA, Undici ragazzi. La Triestina e Trieste nell’avventura del calcio alabardato, Trieste, Pro Sport Editore, 1984; P. BRESSAN, I 75 anni dell’Itala San Marco, Gradisca d’Isonzo, s.n., 1994; D. DI RAGOGNA, La storia della Triestina, Trieste, C. Luglio Editore, 1997; G. SADAR, El Paròn, Vita di Nereo Rocco, Trieste, Lint, 1997; M. CATTARUZZA, La Triestina. Storie di piccoli tormenti e grandi, Pordenone, Edizioni Biblioteca dell’immagine, 2003; G. SADAR, Una lunga giornata di bora. Trieste e la Triestina, storie di calcio attraverso terre di confine, Trieste, Limina, 2004; M. CECI, Gino Colaussi, l’ala che inventò il doppio passo, Gradisca d’Isonzo, luglio 2010 (tesi ordine dei giornalisti).

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