COLUTA GIAN GIROLAMO

COLUTA GIAN GIROLAMO (1737 - 1798)

ecclesiastico, bibliotecario

Immagine del soggetto

Pagina autografa del catalogo dei codici della Biblioteca guarneriana di Gian Girolamo Coluta (San Daniele, Archivio storico comunale, 145).

Il cognome Coluta è legato alla storia della Biblioteca Guarneriana di San Daniele del Friuli e precisamente a Gian Domenico, Gian Girolamo e Giovanni Battista, i primi tre bibliotecari. G.G. nacque a San Daniele da Francesco e Lucia Andriuzzi l’11 giugno 1737 e compì probabilmente i primi studi nel paese natale, dove esisteva fin dal secolo XIV una prestigiosa scuola di grammatica, e successivamente nel seminario di Udine. Sacerdote a San Daniele, subentrò nel 1776 allo zio Gian Domenico nel ruolo di bibliotecario della locale Biblioteca, incarico che questi ricopriva ufficialmente dal 1758, ma praticamente senza stipendio da diversi anni prima di tale data, dopo che il cospicuo lascito di manoscritti e di libri a stampa di Giusto Fontanini aggiungendosi al fondo originario di Guarnerio d’Artegna, aveva finalmente trovato adeguata sistemazione nei locali allestiti per la nuova istituzione. La presenza di un bibliotecario era espressamente prevista dal testamento del Fontanini, che per tale figura aveva espresso la volontà che la scelta cadesse su un esponente del clero locale. L’attiva presenza di G.G. nella Biblioteca è tuttavia antecedente al 1776: dieci anni prima egli compilava infatti un Catalogus mss. codicum Guarnerianae Bibliothecae communitatis terrae Sancti Danielis, che servirà come base al Mazzatinti per l’edizione a stampa del 1893. Il catalogo, che si aggiungeva ai precedenti inventari del 1456 di mano di Guarnerio, del 1461 di Nicolò Pittiani e del 1528 di Domenico Rangan, comprendeva i manoscritti del fondo guarneriano e fontaniniano, precedeva di poco la copia con aggiunte e qualche modifica redatta nello stesso anno da Giovanni Leonardo Vidman e seguiva di qualche decennio l’Index per autori di Gian Giuseppe Liruti. Quando il 5 marzo 1776 lo zio Gian Domenico moriva improvvisamente in età di sessantanove anni, per G.G. la successione nel ruolo di bibliotecario fu quindi quasi automatica: deliberata dal consiglio dei Dodici del 9 marzo, fu ratificata dal consiglio d’Arengo del 25 aprile. ... leggi Tra i compiti del bibliotecario c’era l’apertura al pubblico in tre giorni della settimana, due ore al mattino e due al pomeriggio. Il 26 aprile 1783 a G.G. venne assegnato l’importante incarico di riordinare l’archivio storico della comunità, dove nel frattempo stavano confluendo i fondi documentari dell’ospedale di S. Antonio, delle pie fraterne e degli archivi notarili privati. Si decise che l’enorme massa di documenti venisse riordinata per oggetto, stravolgendo purtroppo in modo definitivo la precedente struttura dell’ordinamento per serie, nella quale i documenti stessi erano nati, erano stati raccolti e si erano via via stratificati. Il bibliotecario lavorò ininterrottamente per circa due anni, giungendo a confezionare, con il materiale raccolto, centoquarantaquattro volumi distinti per materia, all’interno dei quali i documenti erano disposti in ordine cronologico e provvisti di relativi indici. I volumi, tuttora esistenti nella confezione originale, rivestiti in pergamena, precedono negli scaffali tutte le rimanenti carte dell’archivio, raccolte nelle consuete cartelle. Un lavoro analogo gli venne successivamente assegnato per registrare in forma sintetica tutte le delibere del consiglio d’Arengo a partire dall’anno 1700. Nel 1797, infine, ebbe la cattiva ventura di dover consegnare al francese Gaspare Monge, membro della commissione delle scienze nell’Armata d’Italia, una scelta di manoscritti e incunabuli tra i più preziosi della libreria, segnalati dal Liruti nella sua opera sui letterati del Friuli, volumi trasportati a Parigi, dove per la maggior parte si trovano tuttora. G.G. C. morì l’anno dopo, il 18 dicembre 1798 e gli subentrò nel ruolo di bibliotecario il fratello Giovanni Battista, fino al 1812, quando, probabilmente per motivi di salute, abbandonò l’incarico; già il 21 febbraio dell’anno successivo è infatti registrata la sua morte. Presso la Biblioteca esiste una raccolta di ben dodici grossi volumi, più due di indici, che va sotto il nome di Collectanea manuscripta Coluta, segnata con il n° 273 del catalogo Mazzatinti: si tratta per lo più di trascrizioni di documenti, molti dei quali non più conservati, di regesti e sunti vari riguardanti la storia locale, nonché di carte in originale. A quale dei tre Coluta sia ascrivibile questa raccolta, o almeno la sua confezione finale, non è dato sapere, probabilmente all’ultimo, ma certamente anche gli altri vi collaborarono, tanto più che il primo, Gian Domenico, è definito nei documenti come «raccoglitore assai industre di memorie patrie» e il Mazzatinti stesso assegna i Collectanea a tutti e tre i bibliotecari.

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Bibliografia

Sono innumerevoli le scritture di G.G. C. presso la Guarneriana, tra queste si segnalano, oltre ai citati Collectanea e Catalogus, alcuni fascicoli nella busta no 145 dell’archivio storico, dove sono documentati i suoi incarichi e i rapporti con il consiglio d’Arengo e dei Dodici. Per le date di nascita e morte si vedano i libri dei battezzati e dei morti presso l’archivio parrocchiale di San Daniele.

G. NARDUCCI, Notizie Storiche della Biblioteca Comunale di San Daniele del Friuli, Venezia, Tip. del Commercio di M. Visentini, 1875; L. CASARSA, Gli inventari antichi della Biblioteca Guarneriana di San Daniele del Friuli, Udine, Del Bianco, 1984; A.M. TONEATTO, Contributo per una storia dell’Archivio dell’antica comunità di San Daniele del Friuli, «Quaderni Guarneriani», 11 (1991), 53-96; R. TOSORATTI, La ‘Pubblica Libraria’ ora ‘Civica Biblioteca Guarneriana’ dal lascito Fontanini alla fine del XVIII secolo, «Quaderni Guarneriani», n.s., 2 (2002), 77-102; C. VENUTI, Frammenti di storia locale tra XVIII e XIX secolo, ivi, 103-112.

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