COMPARETTI PIETRO

COMPARETTI PIETRO (1759 - 1835)

selvicultore

Nacque il 24 dicembre 1759 a Visinale di Pasiano, da Francesco e Maria Trevisan. Sia il padre, grosso proprietario terriero, sia il nonno materno erano imprenditori del trasporto fluviale sul sistema Noncello-Meduna-Livenza-Laguna veneziana. Ben presto cominciò ad interessarsi di boschi e legname: il padre possedeva anche vaste aree boschive nel territorio di Visinale e Pasiano e al porto di Cecchini, sulla “Riva dei roveri”, confluivano i grossi tronchi di quercia che poi venivano trasportati all’arsenale della Serenissima. Come tutti i borghesi e nobili del Friuli occidentale che intendevano accedere ai gradi superiori dell’istruzione, anche il C. studiò al seminario di Portogruaro prima di trasferirsi a Padova dove si laureò in giurisprudenza civile. Fratello del più famoso Andrea, medico e botanico, si occupò di politica ed economia agraria, ma anche di vari ambiti scientifici. Si definiva un “filosofo”, nell’accezione illuministica del termine, e nei suoi scritti fa spesso riferimento alla Encyclopédie e alle opere del Duhamel. Il C. fu protagonista del dibattito culturale che ferveva nel Friuli della seconda metà del Settecento e che aveva per protagonisti anche Antonio Zanon e Fabio Asquini. Quest’ultimo, grande innovatore nel campo agrario, sperimentava nelle sue tenute di Fagagna delle protoindustrie che avrebbero dovuto garantire lavoro ai contadini durante i periodi di stasi dei lavori agricoli. Le fornaci che aveva avviato necessitavano tuttavia di grandi quantità di combustibile e l’Asquini, per sopperire alla scarsa disponibilità di legname, anche su suggerimento dello Zanon e di Pietro Arduino, aveva tentato l’uso della torba come fonte di calore. ... leggi Il C. se ne fece convinto sostenitore, preoccupato com’era dell’uso massiccio del legname di quercia nelle fornaci. Si appassionò al problema della coltura e della conservazione dei boschi, anche ricorrendo a sperimentazioni scientificamente corrette, dimostrando in questo di aver ben assimilato il rigoroso metodo sperimentale che il fratello Andrea, docente di medicina all’Università di Padova, utilizzava nella vasta produzione scientifica. Riconoscendogli grande competenza e rigore nelle analisi, il governo della Repubblica di Venezia chiese il suo parere sul “Piano di sistemazione forestale” decretato nel 1792. Nel 1798 pubblicò il Saggio sulla coltura e governo de’ boschi che dedicò ad Andrea Quirini, presidente dell’Arsenale e comandante di marina. Nell’opuscolo, denso di questioni tecniche, il C. ribadisce come il bosco sia da considerare un bene collettivo al quale uno Stato deve prestare la massima attenzione per tutti i servigi, non solo economici che sa garantire. Nel secondo opuscolo, del 1814, Riflessioni sulle ceppaie, ovvero zocche de’ boschi di quercia esamina il problema dei boschi di quercia, sempre più minacciati di impoverimento, fondamentali per garantire legname pregiato per l’arsenale e quindi preziosi anche per «la forza dello Stato». Tra i due saggi prettamente selvicolturali, il C. diede alle stampe nel 1802 il lavoro che gli avrebbe dato ampia notorietà: Analisi sui fidecommissi perpetui e sulle loro conseguenze, in cui dimostrava come l’organizzazione agricola basata sui latifondi fosse economicamente e socialmente dannosa. Questi ed altri scritti gli valsero l’iscrizione alle Accademie di scienze, lettere ed arti di Udine, Oderzo, Treviso, Padova e Verona, nonché all’Accademia dei Georgofili di Firenze. L’opera del C., che mostrava di aver ben assimilato le idee dei maestri della selvicoltura europea del Settecento, quali Franklin, Bonnet, Duhamel, de Buffon, P. Arduino e Targioni Tozzetti, influenzò la tecnica forestale per tutto l’Ottocento e viene ancora considerata come l’inizio della moderna selvicoltura. Il C. si interessò attivamente di amministrazione pubblica, in qualità di “deputato” al comune di Pordenone. Morì in quest’ultima città nel 1835.

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Bibliografia

P. COMPARETTI, Saggio sulla coltura e governo de’ boschi, Padova, Brandolese, 1798; ID., Analisi sui fidecommissi perpetui e sulle loro conseguenze prese in dettaglio nei loro rapporti, con l’aggiunta di una modificazione dei medesimi e dei vantaggi risultanti dalla stessa, Firenze, [s.n.], 1802; ID., Saggio sull’agricoltura, arti e commercio di un determinato spazio del Dipartimento del Tagliamento, Padova, Seminario, 1808; ID., Riflessioni sulle ceppaie, ovvero zocche de’ boschi di quercia, che possono servire d’aggiunta ed illustrazione al Saggio sulla coltura e governo de’ boschi, Padova, Seminario, 1814.

G.P. FABRICI, Comparetti (Pietro), in E. DE TIPALDO, Biografia degli italiani illustri nelle scienze, lettere ed arti del secolo XVIII e de’ contemporanei, X, Venezia, Cecchini, 1845, 170-174; A. BÉRENGER, Saggio storico della legislazione veneta forestale dal secolo VII al XIX, Venezia, Libreria alla Fenice, 1845 (= Bologna, Forni, 1977), 380; DI MANZANO, Cenni, 65-66; MARCHETTI, Friuli, 956; Mille protagonisti, 129-130; A. BENEDETTI, Brevi notizie sui Pordenonesi illustri, «Il Noncello», 2 (1952), 5-70; A. CASSINI, Gli antesignani della riforma agraria in Friuli, «Il Noncello», 28 (1969), 33-45; P.C. BEGOTTI - S. FREGOLENT, La selva selvaggia e il bosco governato: introduzione agli scritti di Pietro Comparetti, in Per un museo dell’agricoltura in Piemonte, V: Il Bosco e il legno. Convegno di studio nel decennale dell’Associazione Museo dell’agricoltura del Piemonte, Torino, Associazione Museo dell’agricoltura del Piemonte, 1987, 153-173.

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