CORONINI CRONBERG MATHILDE

CORONINI CRONBERG MATHILDE (1816 - 1901)

benefattrice

Immagine del soggetto

La contessa Mathilde Coronini Cronberg (Gorizia, Fondazione Palazzo Coronini Cronberg).

Nacque a Walincourt presso Cambrai il 22 agosto 1816 da Michele e da Sophie de Fagan (1792-1857), nobile francese di origini irlandesi. Dopo aver trascorso i suoi primi anni di vita nella dimora dei Fagan in Francia, C., insieme con la madre e i fratelli (Alfredo, Ernesto e Carlo), cominciò a venire a Gorizia, dove nel 1820 il padre aveva acquistato all’asta il palazzo e tutta la proprietà Grafenberg. I soggiorni erano brevi e saltuari poiché Sophie era spesso in viaggio dovendo curare i suoi interessi all’estero. Comunque C., dalla fine degli anni Venti, visse stabilmente a Gorizia, ospite delle madri orsoline, dove ricevette la sua prima educazione e nel 1830 la prima comunione. Solo negli anni Quaranta Sophie decise di stabilirsi definitivamente a Gorizia con la figlia e amministrò quello che restava del patrimonio di famiglia a nome del marito, il quale invece continuò a viaggiare moltissimo. La formazione religiosa e la tradizione familiare di impegno sociale contribuirono a sviluppare nella contessina una sensibile attenzione alle classi povere che, in città e nel contado, pativano più di tutti gli effetti disastrosi dei conflitti di metà secolo, di cui le malattie, la denutrizione, i bambini abbandonati o orfani e le fanciulle prive di ogni forma di educazione e sostentamento erano l’espressione più dolente. Madre e figlia non fecero mai mancare il loro sostegno alle attività assistenziali delle istituzioni religiose della città, quali le “suore grigie”, cioè le suore della carità, l’Istituto Contavalle, i poveri borghi della città e, organizzando lotterie di beneficenza, riuscirono anche a raccogliere delle cifre considerevoli. ... leggi Dopo la morte di Sophie (1857) C. continuò da sola il suo impegno e anzi lo intensificò riuscendo a concretizzare molte iniziative. Nel 1858 ottenne l’autorizzazione all’apertura di un asilo per bambini sotto la direzione di due nobili suore scolastiche di Notre Dame. Questa esperienza ebbe subito successo, grazie alla professionalità e abnegazione dimostrate dalle suore, però, purtroppo, si esaurì dopo cinque anni per mancanza di fondi. C., ritenendo l’aiuto di queste suore una risorsa insostituibile, riuscì a convincere la fondatrice dell’ordine, madre Teresa Gerhardinger, a mandare altre suore da Monaco per aprire una scuola privata: dal 1860 quindi l’Istituto Notre Dame fu fra le più valide istituzioni educative della città. In quegli anni il soccorso filantropico era veramente generoso e incessante, perché le numerose guerre lungo il confine meridionale dell’Impero avevano aggiunto allo squallore della miseria la pesante eredità di una moltitudine di soldati ammalati o feriti. Nel 1867 C. fu tra i promotori e fondatori della Fondazione delle Signore goriziane a sollievo di militari feriti e ammalati, che ebbe lo scopo di raccogliere le generose offerte dei cittadini a favore di questi poveri soldati goriziani e delle loro famiglie. Nel 1873 fu nominata presidente della Pia Unione delle figlie di Maria; nello stesso anno acquistò in borgo Castello la cinquecentesca casa Tasso, che volle destinare ad ospizio, dove accogliere gratuitamente ragazze o donne che si trovassero senza tetto e senza lavoro. La contessa comperò anche il viottolo che separava la casa Tasso e l’Istituto Contavalle e su questo fece erigere una chiesetta, che nel 1874 venne benedetta dall’arcivescovo e servì alle funzioni di entrambe le istituzioni. Nel frattempo, da Grafenberg, C. si era trasferita nel palazzo Rabatta, che divenne il fulcro di numerosissime serate e manifestazioni benefiche a cui parteciparono, come intrattenitori, anche i fratelli Ernesto e Carlo e, tra gli illustrissimi ospiti, i conti di Chambord. Erano in molti a chiedere aiuto alla contessa, la quale, con discrezione, non negò il suo soccorso a nessuno, fino a trovarsi lei stessa in difficoltà finanziarie. Nel 1870 col matrimonio del nipote Alfredo con Carolina Ritter de Zahony, figlia del barone Enrico e di Angiolina Sartorio, i Coronini si imparentarono con la ricca famiglia Ritter. Il comune obiettivo umanitario consolidò l’amicizia tra C. e Angiolina e assieme organizzarono molte iniziative, tra le quali vanno ricordate le allegre feste natalizie in casa Coronini, dove veniva allestito un bel presepe, attorno al quale si radunavano fanciulli e fanciulle dei giardini infantili della città, accompagnati dalle loro maestre. Angiolina provvedeva ad acquistare o confezionare personalmente i vestiti per i fanciulli poveri e C., non avendo la disponibilità finanziaria dell’amica, concorreva al successo di queste attività caritatevoli mettendo sempre a disposizione la sua casa e il prestigio del suo nome. Nel 1880 fu anche tra i membri fondatori dell’Asilo S. Giuseppe, che ospitò ragazze di povera estrazione, mettendole in grado di guadagnarsi da vivere. All’età di quasi ottantacinque anni, dopo breve malattia, C. si spense a Gorizia il 7 febbraio 1901. Il funerale, grande e solenne, fu l’attestazione più sincera della gratitudine di tutta la città per questa donna che aveva dedicato la vita intera agli altri.

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Bibliografia

ASG, Archivio storico Coronini Cronberg, Atti e documenti; ibid., Materiali di studio; ibid., Capitanato Circolare di Gorizia; ibid., Pretura urbana di Gorizia; Gorizia, Archivio dell’Istituto “Nostra Signora”.

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