CORRADINI ANTONIO

CORRADINI ANTONIO (1688 - 1752)

scultore

Immagine del soggetto

Statua di Sara, marmo di Antonio Corradini (1720 ca.) dall'altare delle Anime Purganti nella chiesa udinese di S. Giacomo.

Nacque a Venezia nel 1688 (ma a lungo si è ritenuto che fosse nato ad Este nel 1668), ed ebbe formazione presso la bottega dello scultore Antonio Tarsia del quale sposò la figlia nel 1719. Divenne presto celebre per la grande capacità tecnica nella materia marmorea, raggiungendo le vette del virtuosismo, in particolare nelle cosiddette “velate”, ovvero figure il cui volto e le membra apparivano ricoperti da panneggi che ne lasciavano intravedere le fattezze, offrendo un esito strabiliante quanto fine a se stesso. Il C. risulta presente nel 1710 nella decorazione della facciata di S. Stae a Venezia; del 1713 circa è invece la statua di Sant’Anastasia nel Museo civico di Zara, proveniente dalla locale chiesa di S. Donato. Tra il 1716 e il 1719, partecipò alla realizzazione di busti e statue destinate al Giardino d’Estate di San Pietroburgo. Nello stesso periodo scolpì un Monumento al maresciallo von Schulenburg e una Velata, assai ammirata dai contemporanei, oggi al Louvre. Al 1720 data la statua di Sant’Ambrogio in S. Stae a Venezia. Dal suo atelier lagunare il C. inviava opere in Carinzia (per la cattedrale di Gurk nel 1721) e a Dresda (dal 1719 al 1728). Per la chiesa del Carmine di Venezia nel 1722 gli furono commissionate sei statue (tra quelle eseguite se ne conosce solo una, la Verginità), mentre all’anno seguente si colloca la Pietà per S. Moisè e l’avvio dell’esecuzione dell’altare del Santissimo per il duomo di Este. In seguito alla commissione di parte della decorazione plastica della Josephbrunnen nell’Hoher Markt di Vienna nel 1729, il C. si trasferì nella capitale imperiale, dove nel 1733 ricevette la nomina a scultore di corte, incarico in cui fu riconfermato nel 1742. All’inizio del quarto decennio lavorò per Györ in Ungheria ed eseguì il modello ligneo del monumento a S. Giovanni Nepomuceno per la cattedrale di Praga. Nel 1735-37 scolpì quattro Allegorie femminili per la Karlkirche di Vienna. ... leggi Alla fine del 1742 lasciò la capitale austriaca per Roma, dove, tra l’altro, realizzò il Busto di Benedetto XIV (ora all’Università La Sapienza) e inviò a Lisbona due Angeli per la chiesa di S. Rocco. Nel 1749 il C. si trasferì a Napoli, dove decorò la cappella della famiglia di Sangro; inoltre lavorò per la chiesa di S. Nicola di Andria (1750 circa). Nella capitale del Regno borbonico venne a morte nel 1752. Opere del C. sono presenti anche a Udine: nel duomo, per il quale eseguì nel 1717-18 le statue della Religione e della Fama, collocate nel mausoleo Manin di sinistra (lavori documentati); inoltre gli sono attribuite le statue dell’Angelo Raffaele e di Sara ai lati dell’altare delle Anime Purganti nella chiesa di S. Giacomo, opere sulla cui paternità non esistono dubbi, ma dall’incerta cronologia: ritenute dell’inizio degli anni Venti (quindi quasi contemporanee a quelle del duomo), oppure da collocarsi negli anni Quaranta (durante il periodo romano), datazione legata a una notizia che indica come loro committente Giuseppe de Masotti, il quale le avrebbe fatte giungere da Roma.

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Bibliografia

B. COGO, Antonio Corradini. Scultore veneziano. 1688-1752, Este, Libreria Gregoriana Estense, 1996 (con bibliografia precedente); S. ZANUSO, A. C., in La scultura a Venezia da Sansovino a Canova, a cura di A. BACCHI, Milano, Longanesi, 2000, 726-730; M. KLEMENČIČ, Antonio Corradini: appunti e proposte, in Artisti in viaggio 1600-1750. Presenze foreste in Friuli Venezia Giulia. Atti del convegno (Udine/Villa Manin di Passariano, 21-23 ottobre 2004), a cura di M.P. FRATTOLIN, Udine/Venezia, Itineraria/Cafoscarina, 2005, 289-304; S. GRUND, La “Pudicizia” di Antonio Corradini: la donna velata e la sua fortuna tra Venezia e Napoli, in “Napoli è tutto il mondo”: Neapolitan art and culture from Humanism to the Enlightenment, a cura di L. PESTILLI - I. D. ROWLAND - S. SCHÜTZE, Pisa, Serra, 2008, 309-328.

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