CORRADO DA MARTIGNACCO (?-1302)

CORRADO DA MARTIGNACCO (?-1302)

notaio, canonico

Immagine del soggetto

Signum del notaio Corrado da Martignacco.

Attivo a Cividale nella seconda metà del Duecento, il notaio C., che ebbe fra i suoi clienti privati cittadini e istituzioni ecclesiastiche, svolse anche saltuariamente mansioni di notaio patriarcale. La prima pergamena da lui vergata, scritta a Cividale nella casa di Berengero il 25 gennaio 1250, oltre a documentare un’importante transazione – la concessione in appalto della muda di Cividale a Raniero Rustichini e ad altri mercanti senesi da parte di Bertoldo di Andechs-Merania – è anche l’unico documento che permette di individuare il notaio col suo toponimico (de Martiniaco) che C. usò qui, a quanto pare, per la prima e ultima volta: tutti gli altri suoi documenti, aventi lo stesso signum (circa una sessantina), furono sottoscritti con la semplice formula Conradus imperiali auctoritate notarius. L’8 maggio 1257, a Venezia, C. redasse un’operazione di cambio valutario fra Raniero Rustichini e Raniero Turco, Senesi di stanza a Cividale, con altri mercanti di Siena. Sette anni dopo, il 26 maggio 1264, su mandato di Gregorio di Montelongo il notaio esemplò in publicam formam, da una copia autenticata di Ognibene (3 agosto 1215), la concessione dei diritti di avvocazia e albergaria su alcuni feudi dell’abbazia di Moggio al conte Engelberto di Gorizia, scritta dal notaio Pietro de Meldis il 13 dicembre 1202. Sempre nel 1264 (31 luglio), Provenzano del fu Raniero da Siena chiese a C. di certificare l’avvenuta ricezione del «quaternus bombacinus» in cui erano contenuti tutti i crediti e i pegni che la società dei fratelli Rustichini aveva in Friuli, consegnatogli da Tiberio di Altovito da Siena (suo predecessore quale rappresentante della società senese a Cividale). Anche le monache del monastero di S. Maria in Valle di Cividale rogarono frequentemente il notaio, ma la maggior parte degli instrumenta di C. furono scritti per conto del locale capitolo. ... leggi Di questo collegio ecclesiastico egli divenne canonico nell’ultimo quarto del secolo: le sole due altre testimonianze di un «Conrado notario de Martingaco» si trovano, infatti, in due instrumenta di Giuliano da Rizzolo, rispettivamente del 1270 (22 agosto) e del 1272 (22 marzo); ma già dal 26 marzo 1275 egli è menzionato quale canonico e in seguito le testimonianze in tal senso si fanno numerose (fino all’ultima del 31 giugno 1301), mentre diviene più rarefatta la sua attività di notaio: l’ultimo documento noto di C. è del 31 ottobre 1283, ma gli altri instrumenta del notaio non vanno oltre l’anno 1277. Forse in questa attività fu sostituito dal nipote, tale Giacomo da Martignacco detto Tisant: menzionato come scolaris ancora nel 1273, era già notaio nel 1276 (febbraio 25); in ogni caso esercitava quella professione negli anni 1277-1279. Il 4 luglio 1294 il canonico C. da M. accettò di far da garante a Bartolomeo, allorché egli vendette la sua prebenda di mansionario al collega Benvenuto da Pertica. Il 22 febbraio del 1298, C. vendette al medesimo mansionario Benvenuto, ricevente a nome proprio e del capitolo, una casa nella corte detta del Cervo (con allusione a tale Enrico detto Cervo, vissuto a Cividale nella prima metà del Duecento). Quattro anni dopo, il canonico morì a Cividale, il 6 febbraio 1302.

Chiudi

Bibliografia

ACU, ms. 1277, 298v, 308r; BCUFondo Principale, ms. 1479, 30r, 53v; Firenze, Archivio di Stato, Fondo Ricci (Acquisto), ni  14201, 15687, 17054; Gemona, Archivio Comunale, Fondo Pergamene, b. 1646 n°5; per un elenco completo delle pergamene autografe di A. da C. cfr. Blancato, I notai del Patriarcato, 321-322 n. 189. ASUNA, b. 667/4, 1r, 5v, 15r; 667/5, 66r, 106r; 669/9, 42r; BCUFondo Principale, 1230, sub anno 1282; MANCPergamene Capitolari, VI ni 72, 109; VII ni 9, 30, 34, 42-43, 44/1, 70, 99, 137; VIII ni 13, 38, 46, 47/1-2, 58, 73, 82, 98, 104, 121; IX ni 4, 11, 19, 21/1, 26, 29/1-2, 37, 43-44, 78, 115. Biasutti, Cancellieri, 36; Blancato, I notai del Patriarcato, 321-324, 522-523 n° II, 529-531 ni VII-VIII, 539 n° XIV; Carte di S. Maria in Valle,  60-61 n° 40, 105-106 n° 68, 114-115 n° 73, 155-159 ni 98-99, 161-164 n° 102, 171 n° 107, 182-184 n° 114, 182-183 n° 114, 192-194 n° 120, 244-247 n° 149, 409 n° 4*, 411 n° 8*; Scalon, Libri degli anniversari, 234 e n. 17.

Nessun commento

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *