CORRADO DI GEMONA (†1230)

CORRADO DI GEMONA (†1230)

vescovo

Figlio di Enrico di Gemona (poi di Prampero), e di Gisla di Manzano, fu fratello di Enrico Tassot, la cui progenie si sarebbe stabilita a Cividale. Ottenne la prebenda canonicale di Cividale solo dopo essere stato eletto vescovo di Trieste, già nel maggio del 1213. Il 1° agosto 1213, C. vescovo di Trieste eletto effettuava un’investitura in quanto avvocato, signore e amministratore dell’Ospedale dei Colli di Gemona: poiché questo è il primo documento pervenuto su quell’istituzione, se ne desume che fosse stata fondata poco prima con beni della sua famiglia (i di Prampero risultano patroni dell’Ospedale ancora nel 1328). Al seguito del patriarca Folchero da Erla, C. partecipò alla dieta di Augusta del 1214, dove Federico II gli concesse ‘regalia’ per la sua diocesi. L’anno successivo il vescovo triestino partecipò al concilio provinciale di Aquileia e al IV Concilio Lateranense. Nel 1216 C. concesse le cappellanie e le relative decime della città di Trieste ai canonici del capitolo della cattedrale e istituì un tredicesimo canonicato. Si recò nella sua Gemona nel 1217, assieme al patriarca, per incontrare il duca Leopoldo VI in viaggio dall’Austria per la crociata. Nel 1218, C. ottenne finalmente la consacrazione a vescovo dal neoeletto patriarca Bertoldo di Andechs-Merania. Nel 1221 fu incaricato da papa Onorio III di sciogliere il complotto di quei signori che avevano congiurato con il comune di Treviso contro il patriarca Bertoldo e partecipò alla stipulazione della pace di Treviso: proprio perché mediatore fra il patriarca e il comune veneto, il presule triestino fu incaricato dall’allora cardinale vescovo di Ostia e Velletri, Ugo di Anagni (il futuro Gregorio IX), di sciogliere il patriarca dalla scomunica cui era incorso per gli atti di violenza svolti nel corso della guerra. ... leggi Alla fine di giugno del 1222 C. era a Venezia al seguito del patriarca a presenziare alla conclusione di un importante trattato con il doge Pietro Ziani. Durante il suo vescovato, nel 1229, fu fondato a Trieste un convento francescano. Quello stesso anno il vescovo di Cittanova,  Gerardo, vicario del patriarca, consacrò la chiesa dei SS. Martiri di Trieste, filiale dell’abbazia benedettina di S. Giorgio di Venezia. Nel 1230, ad Anagni, Federico II, al quale C. aveva dato sostegno, riconfermava al vescovo quei privilegi della Chiesa triestina concessi nel 950 da Lotario II. C. di G. morì l’11 novembre 1230.

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Bibliografia

ACG, Pergamene, b. 1649, n° 1; MANC, PC, t. III, ni 37-2, 38.  G. MAINATI, Croniche ossia memorie storiche sacro-profane di Trieste, Venezia 1817, t. I, 158-172; P. KANDLER, Codice Diplomatico Istriano, II, Anni 1200-1299, Trieste 1862-1865 (r. anastatica Trieste 1986), 398 n° 217, 405 n° 223, 409 n° 226, 411-412 ni 228-29, 419-420 n° 235, 429 n° 243; EUBEL, Hierarchia, 477 (confuso con Corrado Boiani); P. PASCHINI, Il patriarcato di Wolfreger di Ellenbrechtskirchen (1204-1218), MSF, 10 (1914), 361-413: 412; MSF 11 (1915), 20-39: 30; ID., Bertoldo di Merania patriarca d’Aquileia (1212-1251), MSF, 15 (1919), 6 s.; F. BABUDRI, Nuovo sillabo cronologico dei vescovi di Trieste, «Archeografo Triestino» s. III, IX (1921), pp. 157-243: 189-192; L. TAVANO, Konrad (Corrado) Tassot, in Die Bischöfe des Heiligen Römischen Reiches 1198 bis 1448. Ein biographisches Lexikon, hsg. von E. Gatz, Berlin 2001, 811-812; I patti con il patriarcato di Aquileia (880-1255), a cura di R. HÄRTEL con la collaborazione di U. Kohl, Roma 2005 (Pacta Veneta, 12), 98-103, n. 6*.  

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