COSTA SBARDILINI BARTOLOMEO

COSTA SBARDILINI BARTOLOMEO (1390 - 1480)

architetto, capomastro

Immagine del soggetto

Facciata del duomo di Cividale. Il cornicione orizzontale separa la parte inferiore che sarebbe stata progettata ed eseguita da Bartolomeo delle Cisterne nel 1457.

Nacque a Capodistria e visse dal 1400 circa al 1480. Sposò donna Flora di ser Domenico di Isola d’Istria. Deve il suo soprannome al fatto di essersi specializzato nel costruire cisterne per contenere acqua. Architetto-capomastro, non troppo dotato sul piano tecnico, a giudicare dal risultato di alcuni suoi lavori, legò il suo nome ad alcuni dei monumenti più importanti del Friuli, dal ponte del Diavolo a Cividale al campanile del duomo ed alla loggia comunale di Udine. Si conquistò notevole credito, anche se spesso i risultati del suo lavoro furono sconcertanti: la torre da lui costruita nel 1439 alla chiusa di Venzone crollò nel 1440 per le troppe piogge; la parte anteriore del duomo di Cividale, costruita su suo progetto nel 1457, cadde una cinquantina d’anni dopo. Nel 1454 il notaio udinese Giacomo Bertrando propose al consiglio di privare B. dello stipendio annuale che non meritava, facendo così risparmiare al comune 40 ducati; e se comunque il comune avesse voluto spendere tale cifra, meglio sarebbe stato allora spartirla fra due maestri muratori. Una simile proposta venne avanzata il 29 settembre 1461 anche da Bartolo Cortellari, secondo il quale B. era «inutile». Per il comune di Udine questi aveva costruito per dieci anni, a partire dal 1429, molte cisterne, diventando di fatto cittadino udinese, senza tuttavia dimenticare la terra natale: nel testamento redatto il 9 ottobre 1438 ordinò infatti di essere sepolto nella chiesa di S. Francesco a Udine, ma lasciava alcuni beni – tra cui un calice d’argento – alla chiesa di S. Maria di Oliveto a Isola d’Istria. ... leggi Nel 1430 il comune di Udine aveva deciso di erigere un nuovo campanile del duomo sull’area del preesistente battistero ottagonale, cioè della cappella di S. Giovanni fatta costruire nel 1348 dal patriarca Bertrando, e nel 1441 ne affidò il progetto all’architetto Cristoforo da Milano (Cristoforo Orsini), che si servì per la direzione dei lavori del capomastro B. Venne irrobustito il perimetro ottagonale della cappella, ma durante i lavori di costruzione si verificarono alcuni cedimenti nelle fondazioni, tanto che, forse su consiglio dello stesso B., nel 1469 la massiccia costruzione venne interrotta a 48 metri d’altezza. B. legò il suo nome anche alla costruzione della loggia comunale: venne infatti scartato il progetto da lui presentato nel 1442 ed approvato invece il disegno del 1448 di Nicolò Lionello, ma il primo venne comunque chiamato a coordinare i lavori in qualità di capomastro, anche se ciò portò, per diversità di vedute, a qualche screzio tra i due, soprattutto per la dislocazione delle finestre nella stanza del camino, giacché, si legge in un documento d’epoca, «unus habet unam intencionem, et alius alteram». Nel 1457 B. si accinse alla ricostruzione del duomo di Cividale, distrutto dal terremoto del 1448. L’incarico era prima stato affidato ad Erardo da Villacco che però era morto nel 1453. Eresse la parte inferiore della facciata per la quale ordinò al maestro Iacopo Veneziano il bel portale maggiore eseguito nel 1465 e stese un progetto che prevedeva una chiesa a tre navate divise tra loro da robusti pilastri ottagonali. Nel 1475, evidentemente malato e non più in grado di badare a se stesso, chiese ed ottenne di essere ospitato nell’ospedale di S. Maria della Misericordia e nel 1480 vi morì, non riuscendo a portare a termine l’opera intrapresa. I lavori procedettero a rilento, ma nel 1502 una delle colonne vicino alla facciata cedette trascinando nel crollo la navata centrale, tutta la copertura e gran parte della chiesa. Venne quindi chiamato da Venezia l’architetto Pietro Lombardo che, con l’aiuto del figlio Tullio e di Giovanni Antonio Pilacorte, costruì la parte superiore della facciata e il duomo stesso.

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Bibliografia

Ms ACAU, AOSM, Squarzi di conseglio, f. 107v.

JOPPI, Contributo quarto, 118-120; GRION, Guida, 330-331; L. PLANISCIG, Lessico degli artisti friulani e di quelli che nel Friuli operarono, «Forum Iulii», 3/3 (1912), 160; A. RIZZI, Profilo di storia dell’arte in Friuli. Il Quattrocento e il Cinquecento, Udine, Del Bianco, 1970, 15-18; BERGAMINI - TAVANO, Storia; G. BERGAMINI, Bartolomeo delle Cisterne, in AKL, 7 (1993), 280; Il palazzo comunale di Udine dalla loggia di Nicolò Lionello all’opera di Raimondo D’Aronco, Udine, Senãus, 2006, 26-28.

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