CRISAI GIOVANNI BATTISTA

CRISAI GIOVANNI BATTISTA (? - 1702)

ecclesiastico, arcidiacono di Gorizia

Figura di particolare autorevolezza ed importanza per la vita goriziana del secondo Seicento, succedette nel 1660 allo zio Giacomo Crisai (o Križaj) alla guida della parrocchia di Gorizia e, dal 1674, unì alla carica di parroco quella di arcidiacono. Fu anche abate a Rosazzo. Il C. svolse incarichi di un certo rilievo sia a favore della contea che per conto di Vienna: nel 1691, infatti, fu inviato dal governo cittadino a Graz in una delle delegazioni che, periodicamente, erano organizzate per gestire i rapporti finanziari tra Gorizia e l’imperatore. Nel 1694, invece, stese un’“informazione” richiesta dall’imperatore per avere notizie sui presunti abusi di potere del capitolo di Cividale. Negli anni in cui il patriarca di Aquileia cercava di ribadire la propria influenza nei territori dell’Austria Inferiore, l’arcidiacono si prodigò per accentrare su di sé poteri propri dell’autorità secolare, al punto da indurre il capitano della contea, Carlo Turriano, a proibire, il 21 luglio 1670, che laici ed ecclesiastici si rivolgessero al C. per la risoluzione delle cause civili, prassi, questa, divenuta da tempo una consuetudine. In seguito le ambizioni del C. si innestarono facilmente sui progetti di erezione di un vescovato a Gorizia o, comunque, sui tentativi di accrescere l’autonomia ed il potere della chiesa locale. In particolare l’arcidiacono presentò all’imperatore un progetto, rimasto senza seguito, con cui sperava di mutare la propria parrocchia in prepositura. Morì nel 1702.

Bibliografia

MORELLI, Istoria, 233, 234; 253-256, 260-261; G.D. DELLA BONA, Osservazioni ed aggiunte sopra alcuni passi dell’Istoria della contea di Gorizia di Carlo Morelli di Schönfeld, Gorizia, Paternolli, 1856, 232; L. TAVANO, La vita religiosa a Gorizia: fisionomia e influsso sociale, in Gorizia barocca, 163-188: 168, 169, 174.

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