DE APOLLONIA SEBASTIANO

DE APOLLONIA SEBASTIANO (1792 - 1864)

ecclesiastico, docente di filosofia

Immagine del soggetto

Sebastiano De Apollonia, incisione nell’Epistola poetica di Antonio Rosmini a De Apollonia data alle stampe il 10 agosto 1818 (Udine, Biblioteca del Seminario).

Nacque il 7 luglio 1792 a Romans di Varmo (Udine), da Antonio e Laura Vau, da Pozzecco. Nel 1804 iniziò gli studi presso il Seminario di Udine, ricevendo l’ordinazione sacerdotale nel 1816. Gli ottimi risultati accademici gli permisero di continuare gli studi presso l’Università di Padova, dove conseguì la licenza nel 1817. A Padova fu compagno di Antonio Rosmini con il quale strinse un’intensa amicizia, che sarebbe durata fino alla morte. Nell’estate del 1819, D. A. visitò Rosmini a Rovereto e i due fondarono la “Società degli amici”, con lo scopo di «rendere gli uomini amatori della religione cattolica», operando in forma discreta, ma non settaria, ossia rimettendosi sempre all’approvazione delle autorità civili e religiose. Nel 1820 Rosmini ricambiò la visita in Friuli: avviarono allora una sezione friulana della Società, coinvolgendo giovani sacerdoti locali. La Società non operò mai nel modo sperato, ma tutta l’attività matura dei suoi membri friulani sarebbe stata segnata da questa esperienza. Dal 1818, D. A. insegnò filosofia e istruzione religiosa presso il Seminario di Udine. Nel 1853, su insistenza delle autorità asburgiche, il vescovo mons. Giuseppe Trevisanato lo sospese dall’incarico presso il seminario, assieme ad altri tre sacerdoti (Francesco Fantoni, Valentino Liccaro e Tommaso Turchetti). Secondo gli investigatori imperiali, D. A., con gli altri tre, avrebbe attivamente fomentato le insurrezioni del 1848 a Udine, pur ritirando il proprio appoggio al momento della fuga di Pio IX a Gaeta. Dal momento della sospensione, D. A. fu prima vicario patriarcale e poi canonico capitolare a Cividale del Friuli, dove morì il 13 dicembre 1864. Nonostante le sollecitazioni del Rosmini, D. A. non si decise mai a pubblicare alcunché, pur affidando le proprie idee ai trattati che scriveva per i corsi e che rielaborava continuamente. ... leggi Sette suoi manoscritti sono conservati presso la Biblioteca civica di Udine e uno presso quella del Seminario diocesano. Solo nel 2004 è stata stampata la sua opera filosofica più matura e completa, il Compendium philosophiae. Da un punto di vista filosofico, D. A. cerca di sostenere razionalmente la metafisica classica, contro gli attacchi del sensismo e del razionalismo, ripensando spesso certe posizioni del Rosmini. Nonostante un’indiscutibile attitudine teoretica, D. A. sembra però accompagnare solo parzialmente la speculazione rosminiana, e le soluzioni originali che propone spesso non sono in grado di superare il formalismo scolastico appreso all’Università di Padova. Da un punto di vista politico, il suo sostegno ai moti del 1848 va letto nel contesto della sua convinzione che lo Stato debba sottostare all’insegnamento morale della Chiesa: egli intendeva reagire all’uso strumentale della religione da parte delle autorità asburgiche e alla loro interferenza nelle questioni ecclesiali. Il fatto che abbia repentinamente rivisto le proprie posizioni sui moti, al momento della fuga di Pio IX, mostra come non avesse compreso la radicalità teoretica e pratica della rivoluzione.

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Bibliografia

Mss BCU, Principale, 1203-1209; Joppi, 50; ms BSAU, S. De Apollonia, Scritti di istruzione religiosa.

S. DE APOLLONIA, Compendio di Filosofia, a cura di G. DE ANNA, Udine, Forum, 2004.

U. PELLEGRINO, Sebastiano De Appollonia e Antonio Rosmini. Ricerche sul rosminianesimo del Friuli, 1-2, Milano, Marzorati, 1973; G. DE ANNA, Il pensiero filosofico e politico di Sebastiano De Apollonia. Un’introduzione, Udine, Forum, 2006; ID., Sebastiano De Apollonia nel pensiero politico del suo tempo, in Il logos in Friuli Venezia Giulia, a cura di G. SCHIFF, Cividale del Friuli, ADIF, 2009, 27-46.

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