DE ZIGNO ACHILLE

DE ZIGNO ACHILLE (1813 - 1892)

geologo, paleontologo

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Il geologo Achille De Zigno.

Nacque a Padova il 14 gennaio 1813 da Marco, discendente di una nobile e ricca famiglia padovana e da Maria Creagh Marquire di antico e blasonato casato irlandese. Non frequentò le scuole pubbliche, ma ricevette una solida istruzione dai genitori stessi e da alcuni insegnanti privati. Fin da giovane manifestò grande interesse per le osservazioni naturalistiche, aiutato e stimolato dalla madre, una donna molto colta che lo introdusse allo studio della botanica. Due lunghi viaggi che fece con la famiglia in Svizzera e in Italia, dove soggiornò per un periodo piuttosto prolungato a Firenze, furono l’occasione per compiere le prime osservazioni. A quel tempo iniziò, per diletto, a scrivere memorie scientifiche in italiano, in francese e in inglese; durante il viaggio in Italia costituì un ricco erbario. Rientrato definitivamente a Padova nel 1833, pubblicò le sue prime opere scientifiche di argomento botanico e iniziò a frequentare l’Orto botanico patavino per fare pratica sul riconoscimento delle piante. Qui incontrò e strinse amicizia con due illustri geologi veneti: Tommaso Antonio Catullo e Nicolò da Rio e si appassionò agli studi geologici. Frequentò le lezioni di Catullo all’Università di Padova e si procurò alcuni testi fondamentali sull’argomento. Da allora, durante le sue escursioni botaniche, iniziò a osservare anche le particolarità geologiche e i fossili delle aree che investigava. Pochi anni dopo, costretto ad abbandonare per un po’ l’uso del microscopio a causa di alcuni problemi alla vista, si dedicò con molto impegno alla geologia iniziando con alcuni lavori stratigrafici, e quando, con l’avanzare dell’età, le forze non gli consentirono più escursioni, si rivolse allo studio sistematico dei fossili in laboratorio. ... leggi In cinquant’anni di attività, tra il 1842 e il 1892, produsse oltre cento lavori di argomento geologico e paleontologico, interessandosi principalmente del Veneto e della Lombardia. Compì studi approfonditi su resti fossili di invertebrati e di vertebrati, dedicandosi, tra gli altri, ai pesci fossili del famoso giacimento di Bolca. Molto importanti furono anche i lavori scientifici sui vegetali fossili del Veneto per i quali poté valersi delle conoscenze di botanica che aveva acquisito nei primi anni di attività. Del Friuli si occupò solo marginalmente in alcuni studi a carattere generale sulla geologia delle Province venete, pubblicati tra il 1847 e il 1858, ma il contributo che diede allo sviluppo della geologia della regione fu molto importante. Nella memoria del 1851 dal titolo Coup d’oeil sur les terrains stratifiés des Alpes Vénetiennes riconobbe correttamente l’età senoniana (Cretacico superiore) della “scaglia rossa”, una formazione la cui età, all’epoca, non era ancora stata definita. Stabilì, inoltre, per primo su base paleontologica l’esistenza dell’Eocene in Friuli studiandone i rapporti con le equivalenti formazioni del Veneto. Assieme a Giulio Andrea Pirona, che aveva conosciuto nel 1855 e del quale era diventato amico, curò la parte dedicata alle Province venete della bibliografia geologica e paleontologica d’Italia pubblicata nel 1881 in occasione del congresso geologico internazionale che si tenne a Bologna: un’opera molto importante, la prima nel suo genere a comprendere anche il Friuli. D. Z. rifiutò sempre gli incarichi accademici, preferendo dedicarsi alla pura ricerca scientifica, ma assunse importanti cariche pubbliche durante il periodo di governo austriaco. Fu, tra l’altro, podestà di Padova dal 1847 al 1856 e dovette affrontare, durante il suo mandato, il delicato periodo delle insurrezioni risorgimentali e delle repressioni austriache cercando, con la sua influenza, di risparmiare alla città ritorsioni peggiori. Le sue palesi simpatie per il governo austriaco gli crearono alcune inimicizie anche nell’ambito scientifico e, dopo l’annessione del Veneto all’Italia, lasciò la vita pubblica dedicandosi completamente agli studi scientifici. Nel 1872 venne eletto sindaco di Vigodarzere, carica che mantenne fino al 1884. La sua opera scientifica ottenne numerosi riconoscimenti; fu socio di molte accademie e società scientifiche e presidente della Società geologica italiana nel 1885. Morì a Padova il 15 gennaio 1892.

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Bibliografia

A. DE ZIGNO, Coup d’oeil sur les terrains stratifiés des Alpes Vénetiennes, «Haidinger’s Naturwiss. Abt.», 4 (1851), 1-16; A. DE ZIGNO - G.A. PIRONA, Bibliographie géologique et paléontologique de l’Italie. Les Provinces Vénitiennes, Bologna, Zanichelli, 1881, 433-491.

A. TELLINI, Achille de Zigno, «Rassegna delle scienze geologiche in Italia», 2/1-2-4 (1892), 1-7; G. OMBONI, Commemorazione del socio Achille de Zigno, «Atti Ist. Ve.», s. VII, 8 (1897), 111-150; TELLINI, Giulio Andrea Pirona, 96.

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