DOMENICO DA OSOPPO (†ante 1324)

DOMENICO DA OSOPPO (†ante 1324)

prete, notaio

 

L’attività di un notaio attivo a Osoppo sul volgere del XIII e l’inizio del secolo successivo ci è stata restituita da un piccolo registro di imbreviature che riporta note scritte negli anni 1297-1302 non in ordine cronologico. Sulla logora coperta si leggono indicazioni, forse del secolo XVIII, che riportano i termini cronologici anzidetti e il nome «Francesco di Osoppo, notaio», che corrisponde anche all’indicazione nei repertori d’archivio. Che abitasse a Osoppo non ci sono dubbi: la località costituisce la data topica di un centinaio di note (che permettono peraltro di arricchire molto la toponomastica locale), e inoltre, almeno due volte, il notaio fece riferimento alla sua casa che si trovava «in Osopio in via publica». In nessuno di quegli atti, tuttavia, egli scrisse il suo nome, eccetto in una postilla in cui un notaio di nome Francesco aveva personalmente cancellato due  «breviature». Ma la grafia di questa indicazione aggiunta a margine differisce dal resto delle note ed è verosimile ipotizzare che quel notaio fosse Francesco Sibelli da Gemona, il quale in un suo documento del 1324 scrisse di aver redatto in ‘publica forma’ una nota dell’anno 1303 «sub breviatura olim presbiteri Dominici notarii de Osopio contenta». Poiché anche una nota di Ermanno di Giovannibono da Gemona dell’anno 1300 testimonia di un atto di procura di Flordelcamp al marito Princivallo della Torre, rogato dal notaio Domenico da Osoppo, non c’è alcun motivo per non attribuire questo nome all’unico notaio che si conosce scrivere atti in quella terra in quel periodo. Come il coevo collega prete-notaio, Giacomo da Moruzzo, in quegli stessi anni rogatario nei paesi circostanti la pieve di cui era vicario, il notaio D. da O., prete, scrisse le sue note non solo a Osoppo, ma anche per una serie di signorotti arroccati sulle due rive del Tagliamento: Flagogna, Forgaria, Ragogna, Pinzano, Cornino, Braulins, Trasaghis, Avasinis, e ancora a Susans, Mels di Colloredo, Buia e Gemona. ... leggi Il 28 novembre 1300 scriveva il testamento di Ermanno del fu Duringo di Ragogna, che nominava suo fideiussore il decano di Cividale, Bernardo di Ragogna, evidentemente un suo congiunto. Nonostante la formazione ecclesiastica, D. denuncia nei suoi scritti una conoscenza del latino e delle formule notarili abbastanza approssimativa, e ciò rende la lettura dei documenti, per certi versi, anche più interessante perché testimonia forme grafiche e lessicali ibride, non ancora volgarizzate, ma certo lontane dalla lingua latina coeva. Altro di questo notaio non è dato sapere, né si conosce la data della sua morte, avvenuta evidentemente prima dell’anno 1324.

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Bibliografia

ASU, NA, b. 3253, fascicolo 1, protocollo attribuito a Francesco di Osoppo. BLANCATO, I notai del Patriarcato,  67, 91 n. 61, 381.

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