EMILIANI MARCANTONIO E LAPRO

EMILIANI MARCANTONIO E LAPRO

cronisti

Furono entrambi discendenti dalla famiglia di Giovanni, detto Quinzio, e del figlio Vegenzio, detto il Cimbriaco, tutti e due nominati conti palatini da Massimiliano I d’Asburgo nel 1498. M., vissuto nel sec. XVI, fu figlio di Vegenzio; L., vissuto a cavallo tra XVI e XVII secolo, fu bisnipote di Giovanni, di ramo parallelo a quello di M. Questi iniziò a riportare su un tomo cartaceo osservazioni metereologiche e fatti di cronaca cittadina dal 1532 al 1576; Lapro continuò a compilare lo stesso manoscritto dal 1593 al 1616. Le note del primo, molto scarne, informano sull’esondazione del Tagliamento del 1567, su duelli e faide; quelle del secondo, più ampie, registrano la costruzione della fortezza di Palma, la peste del 1598 a Monte Maggiore sopra Cividale, il sinodo diocesano del 1605 del patriarca F. Barbaro soffermandosi sulla disputa di precedenza che divise il capitolo di Udine e quello di Cividale, l’interdetto del 1606, lo scontro tra la città di Udine e i castellani del 1607, la questione delle monache di S. Chiara ancora aperta nel 1609, per chiudersi con cenni alla guerra di Gradisca. Il manoscritto fu pubblicato nel 1881 a cura di Giulio Andrea Pirona, che però espunse alcuni passi relativi a questioni ereditarie della famiglia Emiliani.

Bibliografia

ms BCU, Joppi, 704, M. A. - L. EMILIANI, Cronaca dal 1532 al 1616 (autografo, f. 286v-288v di mano di M. A., f. 288v-192v di mano di L.).

M.A. - L. EMILIANI, Cronaca udinese dal 1532 al 1616, a cura di G. A. PIRONA, Udine, Doretti, 1881 (nozze Sartorelli-Bergamo).

OCCIONI BONAFFONS, Bibliografia, I, 312.

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