ERBICCHIO GREGORIO

ERBICCHIO GREGORIO (1600 - ?)

ecclesiastico, insegnante

Nacque nei dintorni di Gorizia. Carlo Morelli dice che non era noto né il luogo preciso né la data che, secondo Pietro Antonio Codelli coinciderebbe con il principiare del secolo XVII. Lo stesso Codelli ipotizza che il luogo di nascita sia il sobborgo goriziano di San Rocco, mentre S. Kočiančič ritiene possibile anche San Pietro di Gorizia/Šempeter pri Gorici. Certamente l’E. studiò nel collegio gesuita goriziano, completando il corso di studi di teologia in quello di Graz, il celebre Ferdinandeum. In quella città fu anche ordinato sacerdote, da parte del vescovo di Seckau, cosa che poté avvenire grazie al sostegno economico giuntogli dalla munificenza arciducale: «liberalissima patrimonii irrigatione ad Sacerdotium excretum», come egli stesso ebbe a scrivere. Passò poi a Vienna dove ottenne il dottorato in filosofia e seguì gli studi di teologia. Le sue qualità di uomo di cultura e di insegnante furono in seguito apprezzate dal conte Ferdinando Guido di Porcia e Brugnera, che lo volle come educatore di famiglia, affidandogli i figli Gerolamo e Giovanni Antonio. Ferdinando Guido, appartenente ad una famiglia importante tanto nella Repubblica di Venezia quanto nell’impero era ciambellano dell’elettore di Colonia e del duca di Baviera. Al servizio del nobile, l’E. visse diversi anni e nel palazzo comitale compose le sue opere. Dapprima vide la luce l’Opusculum morale, uscito a Venezia nel 1659, poi il Promontorium humanae felicitatis nel 1661, presso lo stesso editore. Opusculum morale, dedicato a Ferdinando Guido, è un testo che l’autore riteneva utile a tutti coloro che volevano vivere secondo i precetti divini, ma in particolare ai sacerdoti che si dedicavano alla cura d’anime e che insegnavano la dottrina cristiana. ... leggi In essa tratta dapprima la legge naturale divina con la spiegazione e l’analisi dei dieci comandamenti, poi quella positiva con i sette sacramenti. Passa indi alla legge ecclesiastica precettiva, dando un quadro delle norme in materia di benefici, parrocchie, ordini regolari, obblighi morali e pratici di re, principi ed esercenti varie professioni pubbliche e private. A conclusione la legge penale ecclesiastica, con quanto si doveva conoscere in merito a scomuniche, interdetti, sospensioni a divinis e via dicendo. Insomma uno svelto manuale, reso più fruibile da un ampio indice analitico di facile ed utile consultazione. Il titolo completo del secondo testo è Promontorium humanae felicitatis de domestica illustrium adulescentium institutione, eorumque in morali philosophia informatione libr. 5, authore Gregorio Herbicchio Goritiensi sacerdote AA. LL. et phil. doctore, nec non ss. theolog. alumno, erectum in illustrium familiarum prospectum et beatum finem. Il titolo indica già chiaramente l’argomento, il cui scopo è delineare metodo e contenuti per l’istruzione e la formazione, nell’educazione domestica, dei giovani rampolli delle grandi famiglie, quale quella che egli ebbe in sorte di servire. Contiene anche una metafora, relativa al promontorio, rilievo che s’alza dalle acque salse del mare, inteso come simbolo dell’ascesa della conoscenza che, da «amarulentae radices», via via s’eleva, certo attraverso la fatica dello studio, fino ai frutti soavissimi che si trovano sulla cima. Nell’opera l’autore consiglia dapprima i genitori sulla cura dell’educazione e del benessere dei figli, poi gli istitutori sia sulla scansione temporale dell’insegnamento delle lingue e della retorica sia sul modo di impegnare gli “illustri” discepoli, tenendoli lontani dall’ozio, ma pure dalla familiarità con i «pueri ex villa et abiecti», la cui lingua rustica ed i cui giochi volgari ne comprometterebbero l’educazione. La parte maggiore dell’opera è dedicata, però, alla descrizione ed alla spiegazione dell’essenza delle diverse virtù, con lo spazio più ampio per l’amicizia, in quanto per l’E. la vera nobiltà non risiede nel sangue (unica è l’origine degli uomini) e nemmeno nell’antichità della famiglia, anche se ciò certo aiuta con gli esempi che ne possono venire, ma propriamente nel possesso delle virtù e nel loro costante esercizio. Senza questo impegno anche le più grandi famiglie possono decadere. L’opera era già scritta nel 1658, ma vide la luce tre anni dopo, dedicata all’imperatore Leopoldo, che mostrò di gradirla e ne fece distribuire molte copie a Vienna. Il favore imperiale e l’influenza della famiglia Porcia permisero nel 1665 all’E. la nomina a parroco di Prevacina/Prvažina, ove esercitò la cura d’anime fino al 26 novembre 1682. Suo successore fu Stefano Herbichio, probabilmente un parente.

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Bibliografia

G. ERBICCHIO, Opusculum morale, Venezia, Valvasense, 1659; ID., Promontorium humanae felicitatis[…], Venezia, Valvasense, 1661.

CODELLI, Scrittori friulano-austriaci, 109-111; MORELLI, Istoria, III, 344-345; S. KOČIANČIČ, Historia Archidioceseos Goritiensis, Goritiae, 1875 (estratto da «Folium Periodicum Archidioceseos Goritiae»), 161; S. KOČIANČIČ, Parochia S. Petri prope Goritiam, «Folium Periodicum Archidioceseos Goritiae», (1878), 133; S. KOČIANČIČ, Prvačina, «Folium Periodicum Archidioceseos Goritiae» (1879), 122 e 131; FORMENTINI, Contea di Gorizia, 51; DI MANZANO, Cenni, 81; Primorski Slovenski Biografski Leksikon, Gorica, Goriška Mohorjeva Družba, 1987; M. DE GRASSI, Libri per Gorizia nel Seicento: la produzione del Friuli veneto, in Gorizia barocca, 350; B. MARUSIČ, Gli sloveni del Goriziano dalla fine del medioevo ai giorni nostri, in Cultura slovena nel Goriziano, a cura dell’Istituto di Storia Sociale e Religiosa di Gorizia, Udine, Forum, 2005, 49.

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