FABRIS RINALDO

FABRIS RINALDO

Presbitero, biblista, teologo, docente

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Il sacerdote e biblista Rinaldo Fabris.

Nacque a Pavia di Udine il 1° dicembre 1936, secondogenito di Enrico e di Rosalia Spizzamiglio, che dopo di lui ebbero altri due figli. La famiglia era modesta: viveva in affitto e il padre lavorava alcuni campi del beneficio parrocchiale. Nel 1947 entrò nel Seminario minore di Castellerio. Durante le medie fu uno studente normalissimo, mentre al ginnasio e al liceo emersero la sua spiccata intelligenza e la notevole forza di volontà, unite a un temperamento metodico e rigoroso. Dopo la maturità fu inviato al Seminario romano. Nell’Urbe ricevette la tonsura e gli ordini minori e nel 1959, dal vicegerente monsignor Luigi Traglia, il Suddiaconato e il Diaconato. Il 12 marzo 1960, con dispensa per ‘defectus aetatis’, fu ordinato presbitero nella chiesa del Seminario di Udine dall’arcivescovo monsignor Giuseppe Zaffonato. Dopo l’ordinazione proseguì gli studi all’Università Lateranense – dove nel 1960 ottenne la licenza e nel 1963 il dottorato in Teologia – e al Pontificio Istituto Biblico, conseguendo nel 1962 la licenza e nel 1973 il dottorato in Scienze Bibliche. Si perfezionò anche a Gerusalemme presso lo Studium Biblicum Franciscanum. Nel 1965 fu richiamato in diocesi come direttore spirituale del Seminario e nel 1967 succedette a monsignor Aldo Moretti sulla cattedra di Sacra Scrittura. Iniziò così per F. il lungo e brillante magistero di docente, apprezzato da molte generazioni di presbiteri formatisi nel seminario di Udine e in quello interdiocesano di Castellerio e dalle numerose realtà laicali a cui si dedicò dentro e fuori diocesi. ... leggi L’intensa attività di docente e il servizio pastorale nella parrocchia di Remanzacco non distolsero F. dalla pubblicazione di lavori scientifici e di alta divulgazione. L’elenco di titoli della sua bibliografia occupa nove cartelle tra volumi, articoli di riviste, opere collettive e scritti di occasione. Alcuni dei contributi più significativi: La legge della libertà in Giacomo (1977, la sua tesi dottorale al Biblico); Bibbia popoli e lingue (1998); Matteo (19962); Marco (2005); Luca (2003); Giovanni (20032); Gesù di Nazareth. Storia e interpretazione (19996); Paolo di Tarso (2008); Il sigillo dell’apostolo. Commento breve alla Prima Lettera ai Corinzi (2010); Gesù il “Nazareno”. Indagine storica (2011); Corpo, anima e spirito nella Bibbia. Dalla creazione alla risurrezione (2014); le voci redatte per il Dizionario teologico interdisciplinare e per il Nuovo dizionario teologico e la curatela del Dizionario biblico storico-critico. F. fu attivo in vario modo nel campo ecclesiale, culturale-formativo e nell’apostolato biblico. In diocesi, nel 1968 fu nominato preside dello Studio teologico del Seminario, nel 1981 presidente della Scuola Cattolica di Cultura, nel 1984 direttore della Commissione per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso e nel 1986 assistente dell’Unione Cattolica Italiana Insegnanti Medi. Ha avuto un ruolo di rilievo nel Sinodo Diocesano Udinese V – di cui ha redatto il testo delle costituzioni –, ha curato la formazione dei presbiteri di recente ordinazione, ha contribuito alla traduzione della Bibbia in lingua friulana e dal 2003 al 2013 è stato moderatore del Consiglio Presbiterale. In ambito nazionale, dal 1975 ha collaborato stabilmente con l’Équipe Campi Bibbia dell’AGESCI, dal 1995 al 2005 ha diretto la Rivista Biblica e dal 2002 al 2010 è stato presidente dall’Associazione Biblica Italiana. Nel 1988 fu nominato canonico onorario del Capitolo Metropolitano di Udine – incarico a cui rinunciò nel 1990 per non trascurare il servizio a Remanzacco – e nello stesso anno prelato d’onore di Sua Santità. Scrive il biblista e suo allievo Stefano Romanello: «Il Concilio afferma come inderogabile per l’interpretazione della Bibbia la ricerca attenta, per mezzo di strumenti linguistici e storici, dell’intentio eius auctoris e le riconosce lo statuto di testo imprescindibile per la formazione del popolo di Dio e di tutti i suoi membri. F. aveva fatto interamente propri, con passione e convinzione, questi assunti. Al ritorno in diocesi la novità del suo insegnamento, congiunta ad alcune sue prese di posizione decisamente innovatrici nel cammino ecclesiale postconciliare, gli attirarono non poche critiche, soprattutto da settori tradizionalisti. Egli visse quei frangenti da autentico uomo di comunione, cercando costantemente il dialogo». Pur viaggiando molto a motivo della sua ampia notorietà, la dimensione diocesana rimase per F. centrale e irrinunciabile. Di tratto signorile e con un carattere che univa modestia, riservatezza e giovialità, coltivò un profondo senso dell’amicizia e della convivialità, che esprimeva particolarmente con gruppi-famiglie, confratelli, colleghi, allievi e con i suoi compagni di ordinazione, per i quali organizzava annualmente ritiri di studio e di riflessione. Nel 2014, mentre stava guidando una serie di incontri biblici, fu repentinamente aggredito dal male che gli minò il fisico ma non intaccò la sua ferrea volontà. Finché le forze glielo permisero, continuò ad accettare inviti per conferenze e laboratori biblici e fino alla vigilia della morte non interruppe la sua dedizione alla Scrittura. Chiuse gli occhi sul testo dell’Apocalisse di Giovanni, il cui commento incompiuto costituisce la sua ultima fatica. F. morì il 9 ottobre 2015 nella sua stanza presso il seminario di Castellerio. Le esequie, presiedute dall’arcivescovo Andrea Bruno Mazzocato, si tennero il 12 ottobre nella cattedrale di Udine, alla presenza di numerosissimi presbiteri e di una folla di fedeli. È sepolto nel cimitero di Pavia di Udine, suo paese natale.

 

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Bibliografia

Su F. non esiste ancora una bibliografia specifica né gli è stata dedicata una biografia “ufficiale”. Le notizie raccolte in questo contributo sono state reperite nella cartella Fabris Rinaldo conservata nell’Archivio corrente dell’Arcidiocesi di Udine, in alcuni siti on line (it.radiovaticana.va; www.paoline.it; www.lazione.it; www.associazionebiblica.it, consultati il 3 ottobre 2017), dai risvolti delle sue pubblicazioni e dai ricordi personali di chi scrive e di altri che lo hanno conosciuto e frequentato.

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