FAIDUTTI LUIGI

FAIDUTTI LUIGI (1861 - 1931)

ecclesiastico, politico, deputato al parlamento di Vienna

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Il sacerdote Luigi Faidutti, deputato al parlamento di Vienna nel 1907 e nel 1911 (Gorizia, Istituto di storia sociale e religiosa).

Nacque a Scrutto di San Leonardo, in provincia di Udine, l’11 aprile 1861, da una famiglia di modeste condizioni economiche. Da suddito austriaco, nel 1866, dopo l’annessione del Veneto e del Friuli udinese all’Italia, diventò cittadino italiano. Completate le scuole elementari a Cividale, passò al Seminario arcivescovile di Udine, dove frequentò anche i due corsi preparatori di teologia. Nel 1880, grazie all’interessamento di monsignor Eugenio Carlo Valussi, allora preposito del Capitolo metropolitano di Gorizia, fu accolto, previa concessione della cittadinanza austriaca, nel Seminario centrale di Gorizia, dove studiò fino al 1884 ed ebbe come professori, fra gli altri, Anton Gregorčič di teologia fondamentale e Štefan Kociančič di lingua ebraica, archeologia biblica ed esegesi dell’Antico Testamento. Fu ordinato sacerdote dall’arcivescovo Luigi Mattia Zorn, a Gorizia, il 7 giugno 1884 e poi mandato come cooperatore nella parrocchia di S. Rocco di Gorizia, dove rimase fino al settembre dell’anno successivo. Quindi fu inviato al Frintaneum, l’imperial regio Istituto superiore per la formazione del clero secolare di Vienna, dove rimase dal 30 settembre 1885 al 18 giugno 1888, giorno in cui conseguì il dottorato in teologia presso l’Università di Vienna. Ritornato a Gorizia, svolse per oltre un anno l’incarico di direttore spirituale del Seminario centrale e poi, nel 1889, iniziò l’insegnamento di studi biblici dell’Antico Testamento presso lo studio teologico del Seminario centrale. Il primo ottobre 1902 fu nominato preposito del Capitolo metropolitano di Gorizia, ma continuò a insegnare fino all’anno scolastico 1904-1905. Nel mese di ottobre del 1905, accusato di gravi mancanze morali, fu allontanato dall’insegnamento per volontà del pontefice Pio X, in quanto ciò era stato chiesto formalmente dai vescovi suffraganei della provincia ecclesiastica di Gorizia. ... leggi Naturalmente F. chiese di potersi difendere in un regolare processo ecclesiastico dalle accuse che gli venivano mosse e la sua richiesta venne accolta, per cui fu istituito presso il tribunale ecclesiastico di Trieste un processo, dal quale risultò completamente innocente dalle accuse mossegli. Tuttavia i suoi accusatori, Josip Gabrijevčič, Franc Žigon, Andrej Pavlica e Giovanni Tarlao, non accettarono il giudizio del tribunale ecclesiastico di Trieste ed il processo, per volontà del papa, fu istruito a Gorizia dall’arcivescovo Sedej, ma chiuso a Roma dalla sacra Congregazione del concilio, la quale, dopo anni di indagini, il 29 novembre 1909 «rilevava esser evidente l’insussistenza delle accuse a carico di monsignor Faidutti», ma anche «esprimeva il fondato timore di gravi scandali se si procedesse ‘ad ulteriora’», dando parere contrario a che fosse emanata «una vera sentenza». E così Pio X diede ordine alla sacra Congregazione del concilio di «dare notizia delle surriferite conclusioni all’arcivescovo di Gorizia, non in forma di sentenza, ma di semplice comunicato». Infatti l’arcivescovo Sedej ricevette il decreto del 17 dicembre 1909, in cui la sacra Congregazione del concilio dichiarava «essere stato raggiunto lo scopo per cui il processo era stato imposto dalla Santa Sede, e quindi non doversi procedere ‘ad ulteriora’, né ammettersi ricorso ad altro tribunale, perché dagli atti l’innocenza del predetto mons. Faidutti dalle accuse mossegli è luminosamente dimostrata». F. si dedicò soprattutto all’attività sociale e politica nella parte italiana della provincia di Gorizia, in concorrenza con un altro sacerdote friulano, Adamo Zanetti. Per iniziativa di F., fu costituita a Capriva, il 22 marzo 1896, la prima cassa rurale del Friuli austriaco, alla quale ne seguirono molte altre che il 6 aprile 1899 si associarono in un’organizzazione pure da lui promossa: la Federazione delle casse rurali e dei sodalizi cooperativi per la parte italiana della provincia di Gorizia-Gradisca, di cui lo stesso F. fu eletto presidente. Il 29 novembre 1906, in previsione delle prime elezioni politiche a suffragio universale maschile in Austria, che si svolsero nel 1907, F. promosse la costituzione e divenne il presidente dell’Unione cattolica popolare del Friuli, in cui confluirono anche i seguaci di Adamo Zanetti, ormai da anni a Pola. Nella costituzione dell’Unione F. tenne presente sia l’esperienza del Partito cristiano-sociale austro-tedesco di Karl Lueger sia quella del movimento cattolico italiano dell’Opera dei congressi, di cui aveva una conoscenza diretta, avendo seguito, come corrispondente de «L’eco del Litorale», il congresso cattolico di Bologna del novembre 1903. F. fu eletto deputato al parlamento di Vienna nel 1907 e nel 1911 e deputato dietale nelle elezioni provinciali del 1902, 1908, 1909 e 1913. Il 25 settembre 1913 fu nominato dall’imperatore Francesco Giuseppe capitano provinciale della contea di Gorizia e tale rimase fino al crollo dell’Impero asburgico. Durante il suo mandato fu approvata la legge provinciale sul colonato del 24 maggio 1914, detta legge Bugatto, che avrebbe migliorato le condizioni dei contadini se lo scoppio della guerra tra Austria e Italia non ne avesse impedito l’applicazione. Alla fine della prima guerra mondiale, F. non poté ritornare a Gorizia, in quanto fu minacciato di morte dai fascisti se fosse tornato in quella città. Perciò rimase fino al novembre del 1921 a Vienna, dove pubblicò, nel dicembre del 1919, insieme all’altro deputato cattolico popolare friulano Giuseppe Bugatto, un’autodifesa anonima, contro le accuse di traditore e rinnegato, intitolata L’attività del partito cattolico popolare friulano negli ultimi venticinque anni (1894-1918). Nel novembre del 1921 poté stabilirsi a Roma e nel gennaio del 1924 la Santa Sede lo destinò alla nunziatura della Lituania come uditore del nunzio Antonio Zecchini, che trasferì la sua sede a Riga, in Lettonia, mentre F. rimase a Kaunas come incaricato d’affari e diede un importante contributo alla restaurazione dei rapporti diplomatici tra la Lituania e la Santa Sede, approvati dal governo della Lituania il 15 gennaio 1927. Morì in un ospedale di Königsberg, l’attuale Kaliningrad, il 18 novembre 1931  e fu sepolto nella cripta della cattedrale di Kaunas.

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Bibliografia

ASVat, Segreteria di stato, anno 1909, Rubrica 247, f. 5, atti vari del periodo 1905-1909 aventi per oggetto “Canonico Faidutti: processo, posizione”.

I. SANTEUSANIO, Luigi Faidutti (1861-1931), in Frintaneum, 222-224.

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