FASSER ANTONIO

FASSER ANTONIO (? - 1889)

artigiano, imprenditore

Immagine del soggetto

L'imprenditore Antonio Fasser.

Oriundo di Brescia, si stabilì a Udine nel 1847 e fu «l’antesignano delle arti fabbrili» in Friuli. Ricco d’ingegno e dotato di notevoli cognizioni tecniche, impiantò la sua prima minuscola officina di fabbroferraio nei pressi del Giardino pubblico, in società con certo Luigi Perubini, eseguendo lavori per enti pubblici e per privati, e distinguendosi per la produzione di manufatti in ferro «con eleganti disegni». «Intraprendente ed energico», dopo qualche anno creò in via Prefettura un’officina propria, dove si fabbricavano cancelli, inferriate, pregevoli parapetti di pergoli e scale, serrature di ogni genere, svariati oggetti in ferro battuto, ottone, rame. Presso il suo laboratorio, divenuto un’autentica scuola, numerosi artigiani appresero i segreti dell’arte: in effetti F., lungi dall’essere geloso delle proprie competenze, ebbe sempre l’attitudine a insegnare quanto sapeva e andava sperimentando. Per migliorare la produzione sotto l’aspetto sia qualitativo che quantitativo, acquistò utili «macchinette» e attrezzature, senza tuttavia provvedere inizialmente alla loro meccanizzazione. In un secondo tempo cominciò a costruire «con gran cura» anche «meccanismi industriali», mobili pregiati, filande complete per la trattura della seta – tra le quali quella del noto imprenditore di Venzone Carlo Kechler –, pompe e persino dei parafulmini. Nel 1868, assunta la commessa di fabbricare alcune migliaia di contatori da applicare ai mulini per la riscossione della tassa sul macinato, trasformò la sua officina in vero e proprio stabilimento meccanico con motrice a vapore verticale di sei cavalli, aggiungendo nuovi torni acquistati dal Neville di Venezia e altri moderni macchinari. Effettuò lavori «pregevoli per esattezza e solidità», non privi di una certa eleganza; costruì, tra l’altro, caldaie e motrici a vapore – le prime fabbricate a Udine uscirono proprio dalla sua officina –, trasmissioni, piccole turbine, strumenti agrari non escluse le trebbiatrici, trombe di ogni fatta, casseforti, opere in ferro per costruzioni civili e stradali, e svariati altri congegni meccanici. ... leggi Eseguiva inoltre direttamente le fusioni in bronzo, mentre si avvaleva di importanti fonderie per le fusioni in ghisa. Gli operai che lavoravano nella sua officina, da F. sempre trattati «come figli», giunsero a superare, nella fase di massima espansione, il centinaio. Tuttavia attorno alla metà degli anni Ottanta la crescente concorrenza e la diminuzione degli ordini ne ridussero il numero a una ventina, pur cercando il proprietario di fare il possibile per offrire lavoro ai disoccupati. L’officina Fasser fu conosciuta anche al di fuori dei confini provinciali, tant’è che nel 1885, ad esempio, in essa furono costruite un paio di filande destinate all’Ungheria. L’imprenditore udinese fu premiato in varie esposizioni provinciali, ottenendo, in particolare, la medaglia d’argento con distinzione nell’Esposizione del 1883. Uomo del popolo, F. fu patriota di idee moderate e favorì «col suo obolo» l’emigrazione politica friulana durante la dominazione straniera. Fu ferito e imprigionato dalla «sbirraglia» austriaca per aver difeso un operaio. Nel 1866, dopo la liberazione di Udine, venne posto a capo della squadra incaricata di mantenere l’ordine pubblico. Per sua iniziativa si formò un comitato di operai e artigiani al fine di fondare la Società operaia di mutuo soccorso, favorita dal commissario regio Quintino Sella. Di tale benemerito sodalizio delle classi lavoratrici egli fu eletto primo presidente, ricoprendo tale carica fino al 1868; successivamente ne fu pure vicepresidente e direttore. Morì nel dicembre 1889, lasciando la moglie e un figlio. Nel giugno 1890 fu murata, in sua memoria, una lapide nei locali della Società operaia generale di Udine, «eseguita per oblazioni spontanee dei soci», nella quale si legge che F. fu «delle arti fabbrili maestro in Friuli, ottimo patriota, laborioso artista, fra i fondatori prescelto primo presidente della Società operaia generale».

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Bibliografia

Il necrologio e altre informazioni sono rinvenibili ne «La Patria del Friuli», 3 e 4 dicembre 1889, 25 giugno 1890; si vedano inoltre: A. PICCO, Ricordi popolari dall’anno 1820 al 1866 intorno agli operai di Udine e provincia, Udine, Tip. Patria del Friuli, 1884, 110; G. FALCIONI, Industrie udinesi in particolare, in G. OCCIONI BONAFFONS, Illustrazione del Comune di Udine, Udine, Società alpina friulana, 1886 (= Udine, Del Bianco, 1983), 303-304; [A. MANZANO], 1866-1966. Centesimo anniversario della Società operaia generale di mutuo soccorso ed istruzione di Udine, Udine, Società operaia di mutuo soccorso ed istruzione, 1966, voce.

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