FLOREANI FLORIANO DETTO CANTINELLA

FLOREANI FLORIANO DETTO CANTINELLA (? - 1511)

pittore

Immagine del soggetto

Due esempi di cantinelle del secolo XVI da un palazzo udinese (Udine, collezione Fondazione Cassa di Risparmio di Udine e Pordenone).

Figlio di Alberto da Tolmezzo (attivo questi a Udine dal 1462 al 1498, morto il 15 maggio 1506) è ricordato dal 1492. Entrambi sono ancora definiti «theotonici» per via dell’avo (padre di Alberto), Giovanni da Vienna, pure lui pittore. F. era pittore e “cantinellario” (falegname che costruiva con le “cantinelle”, ovvero assicelle, soffitti e tramezzi che poi dipingeva). Da questo termine i Floreani (o Floriani), una delle più importanti famiglie di pittori-intagliatori friulani, attiva a Udine dalla metà del Quattrocento nella bottega di Mercatovecchio, presero l’appellativo “delle Cantinelle”, come è attestato da un documento del 5 settembre 1536 riguardante Francesco, il più noto di essi. F. è chiamato anche semplicemente “Cantinella”, “delli Cantinelli”, o “Cantenellarius”. Non si conoscono o conservano sue opere, né di pittura né d’intaglio. Nel 1496 avrebbe eseguito una pala d’altare, perduta, per la chiesa di S. Andrea di Venzone. Il Valentinis gli attribuisce erroneamente la pittura di uno stendardo, perduto, per il duomo di Udine che appartiene invece a Francesco, considerata anche la sua datazione al 1548. Oltre che in documenti d’archivio citati nelle pubblicazioni, quasi tutti relativi a fatti privati, da cui per esempio si apprende che era membro della fraternita di S. Cristoforo in Udine, il suo nome ricorre in altri, inediti, del 1504 e del 1505, rispettivamente per un atto notarile stipulato in casa sua e per un pignoramento a suo carico. Morì a Udine nel 1511; data confermata anche da un documento del 27 aprile 1512, riguardante il genero Gaspare Negro, pittore di origine veneziana, dove risulta già morto.

Bibliografia

ASU, NA, Matteo Scala, 5326, 21 instr., f. 35v-36v (1504.05.29); Ivi, Roberto da Latisana, 5341, Prot. 1496-1533/2, f. 10 (1505.09.01), f. 13v (1505.09.06).

AKL, ad vocem, 12 (1966), 117; E. BÉNÉZIT, Dictionnaire critique et documentaire des peintres, sculpteurs, dessinateurs et graveurs (1911-23), Paris, Gründ, 1999, V, 526; DI MANIAGO, Storia, I, 39, 229; II, 20; G.U. VALENTINIS, Distinta d’opere d’arte perdute, in CAVALCASELLE, La pittura, 295; JOPPI - BAMPO, Nuovo contributo, 62-63; JOPPI, Contributo secondo, 88; BAMPO, Contributo quinto, 96-97; MARCHETTI - NICOLETTI, Scultura lignea, 83, 132; G. BERGAMINI, Il Pordenonismo in Friuli, in Il Pordenone. Catalogo della mostra a cura di C. FURLAN, Milano, Electa, 1984, 157, 174; BERGAMINI - TAVANO, Storia, 360; G. BERGAMINI, Francesco Floreani pittore, «Udine. Bollettino delle civiche istituzioni culturali», 1 (1992), 60-61; Galleria arte antica I, 86-87, 206.

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