FRANCOVICH (DE) GÉZA

FRANCOVICH (DE) GÉZA (1902 - 1996)

storico dell’arte, docente universitario

Nato a Gorizia il 28 agosto 1902, frequentò la sezione di lingua tedesca dello Staatsgymnasium di Gorizia, dal 1912 al 1915, affidato alla nonna Karoline von Rauchmüller Ritter von Záhony. A parte questi legami stretti suoi e della sua famiglia, che era di origini ungheresi attraverso Fiume, molti dei suoi studi si sono volti alla “sua” terra e in particolare a Cividale. Discepolo e assistente di Pietro Toesca a Torino e poi professore ordinario di storia dell’arte medievale nell’Università di Roma (a Roma morì alla fine del 1996), acquistò grande autorità in ambito storico-artistico. Affrontò molti temi essenziali sostenendo per lo più l’interpretazione dell’arte altomedievale come espressione dei modelli bizantini e omayyadi del Vicino Oriente: di principi extraclassici, dunque, o piuttosto extranaturalistici, distinguendosi dalle tesi pregiudizialmente orientalistiche di Josef Strzygowski. I suoi saggi-guida possono essere indicati nell’ampio lavoro apparso in «Commentari» (1951), L’arte siriaca e il suo influsso sulla pittura medievale nell’Oriente e nell’Occidente, e in quello uscito nella «Rivista dell’Istituto nazionale d’archeologia e storia dell’arte» (1963), L’Egitto, la Siria e Costantinopoli. Problemi di metodo. F. rientra bene nell’orizzonte regionale anche per vari studi che pubblicò, sia per inquadrare le opere d’arte altomedievale, per esempio di Cividale, sia per dimostrare molto analiticamente il valore storico-formale di quei monumenti, con il ricorso a una ricchissima documentazione iconografica mediante la quale ha applicato autorevolmente un convincente metodo comparativo: ne hanno tratto vantaggio e luce l’altare di Ratchis (1961), la scultura cosiddetta “longobarda” (1952) e gli stucchi di S. Maria in Valle (Tempietto longobardo, 1962, 1969). Il suo alto insegnamento concorse a porre su basi storico-formali e non semplicemente iconografiche l’analisi e la valutazione delle opere d’arte medievale.

Bibliografia

La bibliografia di F. (con una cinquantina di titoli) è stata raccolta da V. PACE nel volume antologico G. DE FRANCOVICH, Persia, Siria e Bisanzio nel Medioevo artistico europeo, Napoli, Liguori, 1984; ID., Il problema delle origini della scultura cosidetta “longobarda”. Atti del I congresso internazionale di studi longobardi, Spoleto, Cisam, 1951, 266-273; ID., Osservazioni sull’altare di Ratchis a Cividale e sui rapporti tra Occidente e Oriente nei secoli VII e VIII d. C., in Scritti di storia dell’arte in onore di Mario Salmi, Roma, De Luca, 1961, 173-236; ID., Il problema cronologico degli stucchi di S. Maria in Valle a Cividale, in Stucchi e mosaici altomedioevali. Atti dell’VIII congresso di studi sull’arte dell’alto medioevo, Milano, Ceschina, 1962, 65-85.

S. TAVANO, G. de F., «Borc San Roc», 14 (2002), 7-12.

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