FURLAN ITALO

FURLAN ITALO

studioso d’arte, collezionista

Immagine del soggetto

Lo studioso d'arte Italo Furlan.

Nato a Pordenone il 9 agosto 1933, primogenito dello scultore Ado e di Ester Scaini, si è spento il 9 gennaio 2014 a Padova. Cresciuto in un contesto familiare improntato alla vivacità culturale, fin dall’età giovanile F. dimostrò particolari interessi artistici e, dopo i promettenti studi pianistici svolti con Pia Tallon Baschiera, affiancò il padre Ado nell’organizzazione delle rassegne d’arte che tra il 1952 ed il 1956 si tennero a Pordenone. Sempre insieme con il padre, nel 1957 fondò a Pordenone – in via Mazzini – la galleria d’arte “Il Camino”, la prima in città, che operò fino al 1967, con una particolare attenzione per la grafica contemporanea (da Maccari a De Pisis, da Picasso a Mirò), e alla valorizzazione di giovani artisti, tra i quali spicca il nome di Carlo Ciussi. Inoltre, nel 1962 fondò a Milano la galleria d’arte “Stendhal”, che ospitò esposizioni di profilo internazionale, dedicate ai grandi dell’arte contemporanea, dei quali fu anche attento collezionista. Dopo la laurea patavina conseguita nel 1957 sono numerosi gli interventi di F. sull’arte friulana, dall’alto medioevo al XVIII secolo, densi di novità e precisazioni filologiche. In quell’ampio percorso di studi possiamo individuare come principale nucleo tematico l’opera del Pordenone, indagata nel contesto veneto-friulano a cavallo tra XV e XVI secolo, anche per meglio definirne il ruolo nel panorama artistico locale. ... leggi Molti di questi scritti sono da considerarsi pionieristici, poiché in essi F. affronta argomenti fino ad allora pressoché trascurati, creando le premesse per ulteriori approfondimenti. Ai titoli incentrati sull’arte friulana, devono aggiungersi altri saggi relativi all’area veneta. Parallelamente agli interessi friulano-veneti, durante gli anni Sessanta F. cominciò ad occuparsi di arte bizantina, studiando sia le testimonianze presenti in ambito italiano – veneto in special modo – sia prendendo parte a spedizioni di ricerca nel Medio Oriente. Dal 1971 iniziò a insegnare Storia dell’arte bizantina all’Università di Padova, mantenendo tale incarico fino al 2011-2012. Anche in questo settore disciplinare la sua produzione fu assai ampia, raggiungendo esiti di notevole importanza per lo sviluppo della materia (specialmente le pionieristiche ricerche sui codici greci illustrati della Marciana). Oltre all’attività prettamente scientifica, F. si dedicò con passione a ideare e organizzare eventi culturali, il cui elenco dettagliato appare quasi impossibile, tante sono state le mostre e le rassegne da lui curate. Tuttavia, vanno ricordate in particolare le molte esposizioni realizzate dalla Fondazione Ado Furlan – della quale fu presidente fin dalla sua creazione nel 2004 – a Spilimbergo e a Pordenone, con una costante attenzione all’arte contemporanea, nonché all’attività del padre Ado e al contesto in cui operò.

 

 

Chiudi

Bibliografia

Nella vastissima bibliografia di Italo Furlan, segnaliamo in particolare: Un problema di attribuzione: la Natività di Pescincanna, «Il Noncello» 7 (1956), 39-58; Motivi di pittura riminese del Trecento in Friuli, «Memorie storiche forogiuliesi», 43 (1958-1959), 259-264; La componente tizianesca nella formazione di Jacopo Bassano, «Arte Veneta», 13-14 (1959-1960), 72-78; Il Calderari nel quarto centenario dalla morte, «Il Noncello», 21 (1963), 3-30; Giovanni Antonio Pordenone, Pordenone/Milano, Banca Popolare Cooperativa/Stendhal, 1966; Dario di Pordenone, «Il Noncello», 28 (1969), 3-32; Venezia e Bisanzio, catalogo della mostra (Venezia, 8 giugno-30 settembre 1974), a cura di I.F., Venezia, Alfieri, 1974; Aspetti di cultura greca a Venezia nell’XI secolo, la scuola di Salonicco e lo stile monumentale protocomneno, «Arte Veneta», 29 (1975), 28-37; Pomponio Amalteo disegnatore, «Il Noncello», 41 (1975), 3-40; I codici greci illustrati della Marciana, 1-6, Milano/Padova, Edizioni Stendhal/Università di Padova, 1978-1997; Le icone bizantine a mosaico, Milano, Stendhal, 1979; Accertamenti a Dara, Padova, 1984; Venezia, Costantinopoli, Palestina, aspetti e circolazione della pittura "crociata", «Saggi e memorie di storia dell’arte», 28 (2004), 15-32; Su Mantegna scultore, in La scultura al tempo di Andrea Mantegna tra classicismo e naturalismo, a cura di V. Sgarbi, Milano, Electa, 2006, 35-45; Venise et son empire du levant, carrefour de circulation d’idées et d’œuvres d’art au XIIIe siècle, in Orient et occident méditerranéens au XIIIe siècle. Atti dei colloqui internazionali (Atene, École française d’Athènes, 2-4 aprile 2009), Paris, Picard, 2012, 177-196. Su Italo Furlan: G. VALENZANO, «Arte Veneta», 69 (2012 [ma 2014]), 207-210 (in appendice la bibliografia, a cura di Fabio Bossetto); P. PASTRES, «Atti dell’Accademia “San Marco” di Pordenone», 16 (2014), 963-968.

Nessun commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *