FUSETTI GIOVAN PAOLO

FUSETTI GIOVAN PAOLO (1620 - 1690)

frate minore, organista, compositore

Frate minore conventuale, organista e compositore, nato a Monza presumibilmente intorno al 1630. Nulla si sa della sua formazione musicale, peraltro non difficile da conseguire all’interno della famiglia francescana. La prima notizia documentata sul suo conto risale al 2 maggio del 1657 quando risultava già essere organista, non si sa da quanto tempo, in S. Francesco ad Este. Il 29 giugno del 1658 venne nominato maestro di cappella in duomo a Montagnana (Padova) in sostituzione di Gianmario Guaringo: il suo contratto prevedeva uno stipendio di 125 ducati annui con l’obbligo dell’insegnamento del canto fermo e della polifonia ai chierici. Si licenziò dal servizio nel 1660, prima della scadenza prevista, per assumere l’incarico di organista nel convento e nella chiesa di S. Lorenzo a Vicenza. Di qui passò, il primo luglio del 1662, col medesimo compito al convento dei Frari in Venezia. Il 16 giugno 1664 padre F. «in arte canendi peritissimo» venne eletto maestro di cappella del duomo di Udine e in quella circostanza ottenne una mansioneria e l’altare di S. Odorico (in seguito ebbe anche quello di S. Gregorio). Era un periodo di decadenza per l’istituzione, scriveva infatti P. Pironeo cancelliere capitolare: «il clero di Udine ama l’ozio ed i piaceri anziché lo studio e le arti belle, e specialmente la musica è disprezzata, dovendosi eleggere alle mansionerie sacerdoti forestieri». Il F. mantenne questo incarico per lunghi anni fino alla morte, insegnando canto e organo a molti scolari, in cattedrale e nel suo convento, e assumendosi anche l’insegnamento della musica gratis alle fanciulle della locale Casa secolare delle Zitelle, oltre, naturalmente, ad attendere alla composizione di opere musicali e alla esecuzione delle medesime; per questo motivo il 6 giugno 1672 gli venne affiancato un vice maestro nella persona del mansionario G.A. Flora (nel 1676 sostituito da don G. Grazia) e il 17 agosto 1673 gli fu portato lo stipendio da 60 a 100 ducati. ... leggi Fu forse grazie alla presenza di un vice che, il 13 agosto 1674 quando si dimise il primo organista don A. Vitali, il F. poté proporsi ed ottenere dal capitolo di supplire al posto vacante in cambio di un compenso contenuto ed a condizione che nelle feste solenni privilegiasse il ruolo di maestro di cappella trovandosi a sue spese un organista sostituto. È probabile abbia mantenuto questo ulteriore incarico fino all’elezione di un nuovo titolare, don Carlo Natolo, il primo febbraio 1587, nonostante i problemi di salute che lo costrinsero nel giugno 1682 a portarsi a Venezia in cerca di consigli medici e medicamenti per recuperare la salute. Da una sua lettera del primo novembre 1589 al confratello padre Zaccaria Tevo, compositore e grande teorico della musica, emerge l’immagine di un uomo schivo che non cercava onori, rifuggiva gli «intrichi di frataria» vivendo ai margini del proprio ordine, tutto dedito al lavoro di musicista. Il F. morì a Udine e venne sepolto nella chiesa di S. Francesco dei minori conventuali il 14 aprile 1690. Della sua produzione musicale restano solamente alcune composizioni manoscritte: Cum invocarem, a quattro voci, due violini ad libitum e basso continuo; Dixit Dominus, a sei voci, due violini, basso e basso continuo; Exurgite mortales, per soprano, tre violini, viola, violoncello e basso continuo; Magnificat, a quattro voci, due violini e basso continuo; In te Domine speravi, a quattro voci, due violini e basso continuo (anonimo, ma attribuito a Fusetti) si conservano nella Christ Church Library di Oxford. Victoria, victoria, C mag., Mottetto a 2 voci per tenore e basso per qualsivoglia Santo o Santa. Aggiuntovi due violini concertati ad libitum. Adì 5 luglio 1683. In contumacia. Capodistria, forse autografo, si conserva nell’Archivio vescovile di Capodistria (il mottetto presenta una sinfonia d’introduzione e ritornelli strumentali nello stile veneziano; che la «contumacia» citata nel titolo sia un soggiorno per ragioni di salute?). Salmi di terza (Legem pone mihi Domine, Memor esto verbi tui, Bonitatem fecisti cum servo tuo) a otto voci, tiorba, violone, basso continuo e organo sono custoditi nell’Archivio capitolare di Udine (si tratta di tre sezioni del salmo 118 realizzate secondo la tecnica dei cori spezzati della tradizione policorale veneta. Risultano invece perduti i Salmi di terza a 4 voci e strumenti registrati in un inventario del 1975 e le parti musicali per i ruoli di Osirio e di Lubione nell’Iphide greca di Nicolò Minato (le altre musiche erano di G.D. Partenio, D. Freschi e G. Sartorio) con la quale era stato inaugurato il 14 gennaio 1672 il Contarini, il primo teatro pubblico udinese, ricavato nella sala grande del palazzo comunale.

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Bibliografia

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