GALANTE ANGELO

GALANTE ANGELO (1920 - 1962)

sindacalista, partigiano, impiegato, amministratore pubblico

Immagine del soggetto

Il sindacalista Angelo Galante.

Nacque il 21 febbraio 1920 a San Vito al Tagliamento (Pordenone) da Luigi e Maria Trevisan. Dopo aver frequentato le scuole elementari e l’avviamento professionale, iniziò l’apprendistato come falegname. Studiò poi al ginnasio presso il collegio Marconi di Portogruaro e successivamente all’Istituto magistrale Percoto di Udine, fino alla chiamata alle armi nel 1940. Partecipò alla guerra in Jugoslavia e rientrò a San Vito dopo l’8 settembre 1943. Lavorò come facchino allo zuccherificio Eridania, quindi si arruolò nell’agosto 1944 nel battaglione garibaldino Mazzini II, poi Fratelli Roiatti. Nel febbraio 1945 fu catturato insieme con altri due partigiani: gli altri furono uccisi e G. visse questo dramma con un grande senso di colpa, anche dopo la liberazione nell’aprile successivo ed il chiarimento con il comando del suo reparto. Iniziò quindi a lavorare come organizzatore della Camera del lavoro di San Vito, iscrivendosi nel febbraio 1946 al Partito socialista italiano di unità proletaria (PSIUP), di cui fu vicesegretario locale. Nel dicembre successivo si iscrisse al Partito comunista italiano (PCI), di cui divenne rapidamente dirigente provinciale, oltre che segretario della forte sezione della frazione di Ligugnana di San Vito. È probabile che si trattasse di un “prestito” di un quadro socialista al PCI, ritenuto ancora debole nella zona, secondo le analisi dei dirigenti provinciali. Nel corso del 1947 G. guidò la grande agitazione contadina del Sanvitese seguita da una fortissima repressione da parte della polizia, che a San Vito al Tagliamento e a Cordovado aggredì con reparti celeri i manifestanti. Ne scrisse con forte carica evocativa Pier Paolo Pasolini. Nel novembre 1948, nel clima di rivincita agraria seguito alla vittoria democristiana del 18 aprile, G. venne arrestato; la sua persecuzione provocò un vasto movimento di protesta, durato fino alla liberazione dopo quarantacinque giorni di carcere. ... leggi Diventato dirigente della Federmezzadri provinciale nel 1948, G. fu il principale organizzatore di nuove agitazioni che culminarono nel 1950 in manifestazioni a San Vito al Tagliamento e nell’epico “sciopero a rovescio” del Cormôr nella bassa friulana (i lavori di bonifica agraria furono iniziati con un’azione diretta da parte dei disoccupati, nonostante l’opposizione delle autorità politiche, fino alla vittoriosa conquista di stanziamenti statali, che permisero l’assunzione di parte dei lavoratori attraverso le cooperative). Divenuto segretario della Camera del lavoro di Pordenone nel 1953, nell’estate di quello stesso anno gestì la durissima vertenza del Cotonificio veneziano a Pordenone. Il PCI lo obbligò alle dimissioni adducendo a pretesto formale gli avvenimenti seguiti al suo arresto nel 1954. Si trattò di una pesante intromissione nel sindacato della CGIL. Lo stesso PCI ritornò sui suoi passi, riproponendolo l’anno successivo come segretario della Camera del lavoro, iniziativa bloccata dai vertici nazionali del partito. A questo punto G. fu costretto ad impiegarsi come guardiano notturno della Vittadello, azienda di abbigliamento, finché i compagni di Ligugnana lo fecero assumere nel 1956 come amministratore della cooperativa locale e della latteria della vicina frazione di Madonna di Rosa. Nel frattempo G., eletto nel consiglio comunale di San Vito nel 1951, fu confermato nel 1956 e nel 1960. Morì prematuramente il 17 febbraio 1962.

Chiudi

Bibliografia

Roma, Fondazione Istituto Gramsci, Fondo PCI, Federazioni di Pordenone ed Udine; Archivio Casa del popolo di Torre, Federazione PCI di Pordenone; Testimonianza di Vincenzo Marini, Cormons, 2006.

P.P. PASOLINI, Il sogno di una cosa, Milano, Garzanti, 1962; L. ARGENTON, Angelo Galante (1920-1962). Biografia di un sindacalista di San Vito al Tagliamento, «Storia contemporanea in Friuli», 19/20 (1989), 57-79; L. VIDAL, Le lotte contadine del secondo dopoguerra fattore decisivo per lo sviluppo economico e sociale del Sanvitese, «Storia contemporanea in Friuli», 21/22 (1991), 185-195; P. GASPARI, Il sogno friulano di Pasolini. La vera storia de “I giorni del Lodo De Gasperi” a San Vito al Tagliamento, Udine, Gaspari, 2008.

Nessun commento

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *