GALINA PIETRO

GALINA PIETRO (1919 - 2003)

scultore, medaglista, pittore

Immagine del soggetto

Lo scultore Pietro Galina con il rilievo per la latteria sociale di Villanova di San Daniele, 1953 ca., fotografia di Tarcisio Baldassi (collezione privata).

Nacque a Buia (Udine) nel 1919, orfano di padre. Dopo le scuole elementari frequentò con successo la Scuola professionale di disegno nel paese natale dal 1934 al 1936. Lavorò come falegname, apprendendo il mestiere di intagliatore, e intorno al 1935 realizzò le sue prime opere d’arte: medaglie intagliate su legno. Durante gli anni Quaranta frequentò la Scuola d’arti e mestieri Albino Candoni di Tolmezzo e lo scultore Antonio Franzolini. Nel 1943 espose un ritratto scultoreo nella I Mostra d’arte per militari e dopolavoristi di Udine. Membro dell’Accademia buiense degli accesi, espose nella prima mostra d’arte organizzata dall’associazione, nell’agosto del 1945, decidendo di firmarsi «Galina», con una sola elle, per rendere la firma più rapida. Nella seconda metà degli anni Quaranta, G. espose statue e ritratti scultorei di carattere figurativo in esposizioni regionali a Tricesimo (1946, 1949), Cormons (1949) Monfalcone (1949), alla Mostra d’arte moderna di Gorizia e alla galleria dello Scorpione di Trieste, riscuotendo un notevole successo di pubblico e critica. Nel 1952 realizzò le formelle della porta della chiesa di Avilla di Buia, in collaborazione con gli amici Guerrino Mattia Monassi ed Enore Pezzetta. Negli anni Cinquanta raggiunse la moglie Candida in Svizzera ed iniziò una nuova carriera artistica nella cittadina di Le Locle, nel cantone di Neuchâtel. Il lungo intermezzo estero, che si concluse nel 1977, fu fondamentale per la sua evoluzione artistica. Dalla seconda metà degli anni Sessanta abbandonò infatti progressivamente il “realismo” per nuove forme essenziali, che trovarono la loro espressione più notevole nel radicale astrattismo delle lamine. ... leggi Fu un artista in continua ricerca, che sperimentò la propria versatilità sia nel materiale sia nel formato, passando con disinvoltura dalla pietra al metallo, dal legno alla plastica, dal grande, come nei lavori per le chiese, al piccolo della medaglia, apportandovi però una personale e decisa carica sperimentatrice. A Le Locle, G. realizzò il monumento donato alla città dalla comunità italiana (1951-1955) e gli arredi sacri per la cappella cattolica e la chiesa dei Ss. Apostoli, partecipando a molte esposizioni: personali al Musée des Beaux-Arts di Le Locle (1955 e 1960), a Berna (1960) e Bienne (1971). Dalla metà degli anni Sessanta si dedicò anche alla medaglia; fu iscritto a diverse associazioni medaglistiche, come la FIDEM (Federazione internazionale della medaglia), la AIAM (Associazione italiana amici della medaglia) e la AMES (Associazione medaglistica esaltazioni storiche); espose in tutto il mondo, partecipando regolarmente alla Triennale della medaglia d’arte di Udine dal 1966 al 1999. Il lento e graduale distacco dai classici moduli figurativi e plastici e la continua ricerca della sintesi e dell’essenzialità lo portarono, nei tardi anni Sessanta, all’astrazione con superfici metalliche sagomate da pieghe e tagli, sull’esempio di Lucio Fontana e Getulio Alviani. Nel 1972 fu insignito del titolo di cavaliere dell’ordine al merito della Repubblica italiana e nel 1977 fece definitivamente ritorno in Friuli diventando un punto di riferimento nell’ambiente buiese, dove realizzò molte opere pubbliche. Espose in diverse mostre personali, tra le quali si possono ricordare l’antologica presso la galleria Cjabertòs di Santo Stefano nel 1978, presso la galleria d’arte Il Ventaglio di Udine nel novembre 1979, a Santo Stefano nel 1980. Negli ultimi anni per problemi di salute fu costretto ad abbandonare gradualmente l’attività scultorea optando per la pittura e la medaglistica, che segnò un notevole distacco dalla tradizione buiese. Tra le antologiche più importanti si segnalano “Vita ed Itinerario di un artista”, organizzata nel municipio di Buia nel 2000, e quella postuma organizzata dalla provincia di Udine nella chiesa di S. Antonio. Artista poliedrico ed innovativo, uomo dotato di grande umanità ed ironia, si spense a San Daniele il 27 febbraio del 2003. Sue opere si trovano nella Galleria d’arte moderna di Udine e in numerose collezioni private.

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Bibliografia

P. KRAMER, Un sculpteur italien établi au Locle espose à Paris. Pietro Galina: une certaine représentation de l’homme, «L’Impartial», 7 gennaio 1966, 5; P. C., Le défi au métal de Pietro Galina à la Galerie de la Foule, «FAN Express», 31 ottobre 1972; G. ZANONI, Pietro Galina, in Omaggio a Pietro Galina. Pieghevole della mostra (Buia, 23 febbraio - 2 marzo 1974), Buia, s.n., 1974; D. ZANNIER, Pietro Galina: la comunicabilità delle forme, «Il Punto», 9 (1978), 41; ID., L’arte di Pietro Galina, «Friuli nel Mondo», febbraio 1980, 4; L. DAMIANI, La scultura di Pietro Galina, «Buje pore nuje», 9 (1990), 18-20; G.C. MENIS, Pietro Galina scultore, ibid., 16 (1997), 55-57; Pietro Galina. Tra scultura e medaglia d’arte. Catalogo della mostra (Udine, 29 maggio-27 giugno 2010), a cura di G. BUCCO, Udine, Provincia di Udine, 2010.

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