GIACOMELLO GIORDANO

GIACOMELLO GIORDANO (1910 - 1968)

chimico, docente universitario

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Il chimico Giordano Giacomello ad un convegno.

Nacque a Montereale Valcellina (Pordenone) il 26 luglio 1910 da Pietro e Luigia Torresin. Nel 1933 conseguì la laurea in chimica e farmacia presso l’Università di Padova, dove fu allievo di Carlo Sandonnini. Proseguì gli studi all’estero, frequentando i più rinomati centri di ricerca europei: al Politecnico di Zurigo, nel laboratorio diretto da Leopold Ruzicka (Nobel nel 1939), si dedicò per oltre un biennio a ricerche sui terpeni e politerpeni, «gettando le basi per un nuovo approccio concettuale e metodologico della chimica organica delle sostanze naturali»; a Vienna, nell’Istituto diretto da Hermann Mark, sviluppò le tecniche di diffrazione dei raggi X, la cui applicazione lo portò, in collaborazione con Otto Kratky, alla determinazione della struttura dei composti coleinici; al Crystallografich Laboratory di Cambridge, dove strinse una profonda amicizia con Dorothy Crowfoot Hodgkin (Nobel nel 1964) e Max Ferdinand Perutz (Nobel nel 1962), avviò pionieristici studi sui metodi fisici di indagine cristallografica. Al rientro in Italia, nel 1937, fu chiamato all’Istituto chimico dell’Università di Roma, dove divenne assistente di Nicola Parravano e, successivamente, di Guido Bargellini. Nel 1948 ottenne la cattedra di chimica farmaceutica e tossicologica presso l’Università di Roma e assunse la direzione dell’Istituto di chimica farmaceutica, che rilanciò, attrezzandone i laboratori di ricerca e fondando una scuola multidisciplinare dalla quale uscirono molti allievi chiamati a ricoprire cattedre universitarie in tutta Italia. ... leggi L’Istituto stimolò la nascita di diversi centri di ricerca, che, oltre alla chimica del farmaco, svolgevano attività anche nel campo della strutturistica chimica, della chimica nucleare e della radiobiologia. Tra il 1952 e il 1954 compì ulteriori studi all’estero, lavorando all’Istituto di chimica nucleare dell’Università di Uppsala, diretto da Theodor Svedberg (Nobel nel 1926), e all’Istituto di ricerca per la chimica organica dell’Università di Stoccolma, guidato da George de Hevesy (Nobel nel 1943), dove approfondì le tecniche dei radioisotopi e realizzò una reazione nucleare di grande interesse teorico: la trasformazione della piridina in benzolo mediante bombardamento di neutroni. La vasta produzione si caratterizza sia per l’eclettismo dei suoi interessi scientifici, che superano le tradizionali barriere tra chimica inorganica e organica, sia per la visibilità internazionale, soprattutto nell’ambito delle ricerche di strutturistica, radiochimica e chimica organica. G. fu direttore dei centri di chimica nucleare e di strutturistica chimica del CNR, direttore incaricato dell’Istituto superiore di sanità (1961-1964), membro del comitato scientifico e tecnico dell’Euratom, membro del Consiglio superiore della sanità e del Consiglio superiore dell’agricoltura e foreste. Nel 1967 diede vita all’Associazione italiana di cristallografia. Fu socio corrispondente dell’Accademia nazionale dei Lincei e accademico pontificio. Nel 1949 fu tra i promotori del Fogolâr furlan di Roma e nel 1988 venne insignito alla memoria del premio Giovanni da Udine. Morì a Roma il 23 giugno 1968.

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Bibliografia

A. ROMEO, Giacomello, Giordano, in DBI, 54 (2000), 150-152; F. D’APRILE, L’eredità scientifica e culturale di Giordano Giacomello. La nascita della strutturistica chimica organica italiana, Roma, Museo della strumentazione del CNR, 2008 (cd fuori commercio).

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