GIACOMO DI OTTONELLO DA CIVIDALE

GIACOMO DI OTTONELLO DA CIVIDALE (? - 1317)

giurista, vescovo di Concordia

Immagine del soggetto

San Marco con il leone, assiso a scrivere il suo Vangelo, affresco del battistero di Concordia.

Questo ecclesiastico è tradizionalmente identificato come un membro della famiglia di Ungrispach, sebbene non tutti gli storici siano ancora concordi al riguardo. Figlio del “magister” Ottonello, che nella seconda metà del Duecento detiene numerosi feudi assegnatigli dal conte di Gorizia, il giovane G. consegue una formazione giuridica di buon livello. Verso il 1268 ottiene un canonicato nella collegiata di Cividale, sua città natale, di cui nel 1278 diviene vicedecano. In questi anni egli intesse relazioni proficue con le istituzioni ecclesiastiche e religiose di Cividale, che ne aumentano il prestigio a livello diocesano e ne favoriscono l’inserimento nel capitolo cattedrale di Aquileia. Nello stesso periodo è chiamato a ricoprire l’ufficio di arcidiacono di Concordia dal vescovo Fulcherio di Zuccola, divenendo in breve tempo uno dei suoi più stretti collaboratori sia in ambito ecclesiastico che civile. Alla morte del presule, avvenuta nel 1293, G. è scelto dal capitolo cattedrale come suo successore, ottenendo anche il consenso del patriarca Raimondo della Torre, che vede in questa elezione un elemento di continuità con il buon governo di Fulcherio. I primi passi del nuovo vescovo sembrano dare ragione alle aspettative. All’inizio del 1294 G. indice, infatti, un sinodo in cui non solo riconferma tutte le disposizioni dei suoi predecessori ma, nella sua funzione legislativa, ne emana anche delle nuove, relative al capitolo cattedrale. Nello stesso periodo il presule si impegna in prima persona nella diffusione del culto eucaristico in diocesi, favorito in questo anche dal manifestarsi di un evento miracoloso a Gruaro. ... leggi Più difficoltosa si rivela, invece, sin da subito la gestione delle prerogative signorili della cattedra di S. Stefano. Coinvolto prima negli scontri armati per l’eredità spilimberghese (1294-1299) e poi in quelli tra i da Camino e il patriarcato (1305), G. è chiamato a confrontarsi anche con le aspirazioni autonomistiche della comunità di Portogruaro, capeggiata dalla famiglia Squarra. Costretto a lasciare più volte la diocesi e a ritornarvi solo grazie all’intervento patriarcale, il vescovo dimostra comunque la volontà di governare la chiesa che gli è stata affidata, servendosi all’occorrenza di vicari qualificati. In momenti di relativa tranquillità, egli rivela una certa disponibilità a ridefinire anche i rapporti con la comunità del Lemene. A questo riguardo assume particolare rilievo la decisione di pubblicare nel 1300 i nuovi statuti del borgo di Portogruaro, che diverranno un esempio per tutta la statutaria della Destra Tagliamento. Nonostante questi provvedimenti i rapporti con gli Squarra non migliorano. Il vescovo, non potendo contare sul sostegno di una forte consorteria nella Destra Tagliamento, è costretto ad affrontare il continuo stato di conflitto, indebitando enormemente l’episcopato, dando in pegno i suoi castelli e addirittura il tesoro della cattedrale. Di qui l’intervento del patriarca Ottobono dei Razzi, che nel 1312 lo priva della giurisdizione temporale e dell’amministrazione dei beni della cattedra di S. Stefano, invitandolo ad esercitare solo le sue funzioni “in spiritualibus”. G. si ritira, quindi, a Cividale con un vitalizio e un prestito concesso dal patriarca per pagare i debiti. Alla morte di Ottobono, nel 1315, il presule rientra in possesso di tutte le sue prerogative, non riuscendo però a far fronte alle numerose difficoltà amministrative ed economiche della diocesi. Muore il 10 dicembre del 1317.

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Bibliografia

ADP, Capitolo della Cattedrale, Codice Bianco; BNMV, Manoscritti Latini, cl. IV c. 52 (= Iura Episcopatus Concordiensis et Portusgruariensis).

E. DEGANI, Il comune di Portogruaro: sua origine e sue vicende, Udine, 1890; IULIANI CANONICI Civitatensis Chronica, a cura di G. TAMBARA, Città di Castello, Editrice Lapi, 19055 (RIS, 24), 14; DEGANI, La diocesi di Concordia; G.M. DEL BASSO, I sigilli di Giacomo di Ottonello vescovo di Concordia, «MSF», 69 (1989), 11-26; C. G. MOR, Portogruaro: dalla fondazione alla semi autonomia comunale, «La Bassa», 9 (1984), 11-36; GIANNI, Istituzioni ecclesiastiche; GIANNI, Guglielmo; GIANNI, Vescovi e capitolo; SCALON, Libri degli anniversari, 133, 293, 321, 371, 493, 508, 921, 999, 1023.

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