GIOVANNI BATTISTA DA UDINE

GIOVANNI BATTISTA DA UDINE (1465 - ?)

pittore

Operò tra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento. Figlio di Giovanni Francesco, falegname di Sacile, e di Antonia, nacque intorno al 1475. Joppi scrive che nel 1504 G.B. lavorava nella bottega del pittore e intagliatore udinese Giovanni Martini e che nel 1509, insieme con Pellegrino da San Daniele, alla corte degli Estensi, a Ferrara, dipingeva decorazioni teatrali e scene diverse: non si sa però da dove lo studioso abbia tratto queste notizie. Dai pochi documenti che ci rimangono si ricava: il 27 novembre 1503 la chiesa parrocchiale di Sacile gli doveva pagare una pittura eseguita in casa di pre Giacomo de’ Bonasiis; fra il 1493 e il 1494 affrescava le figure di quattrodici fra sibille e profeti nel duomo di Sacile; nel 1494-95 era ancora presente a Sacile; il primo settembre 1500 il pievano di Cormons gli doveva ancora pagare parte dell’ancona eseguita; il 2 dicembre 1502 veniva pagato per una pittura fatta per la fraterna dei Calzolai di Udine; il 14 settembre 1506 si impegnava a fare un’ancona per la chiesa di Godia; il 4 giugno 1508 promise di affrescare la cappella di S. Antonio nella chiesa di Fraforeano; il 14 marzo 1509 stimò un’ancona intagliata da Bartolomeo dall’Occhio per la chiesa di Ciconicco; nel 1515 e nel 1517 è ricordato come presente a Udine; il 5 maggio 1527 stimava un’opera di intaglio di Marco di Bartolomeo dall’Occhio per la chiesa di S. Leonardo di Ronchis di Monfalcone. ... leggi Fino a qualche anno fa le sue opere erano assegnate a Giovanni Martini, sulla scorta dell’attribuzione al Martini, da parte del Cavalcaselle, di un dipinto con la Madonna con Bambino presente al Louvre (poi in deposito nel Museo di Bayonne, ora al Petit Palais di Avignone) che reca in un cartiglio la scritta JO[HAN]N[E]S BAP[TIST]A DE VTINO P[INXIT] / DISCIP[U]L[U]S ALOVISII/ VIVARINI. La somiglianza del nome, la vicinanza stilistica di quest’opera a dipinti documentati di Giovanni Martini, noto agli studiosi fin dai tempi del Vasari, il fatto che invece G. B. da Udine fosse del tutto sconosciuto agli storici dell’arte precedenti, avevano portato il Cavalcaselle – ed in seguito gli studiosi che a lui avevano fatto riferimento – a tale identificazione. In tempi recentissimi, tuttavia, si è proceduto ad una revisione dell’opera del Martini giungendo alla conclusione che Giovanni Martini e G.B. da Udine sono due personalità distinte. A quest’ultimo vengono assegnati tre dipinti firmati: quello del Louvre, una Madonna con Bambino ad Alexander City, coll. Kress, firmata e datata (1499?) già assegnata al Martini o a Giovanni Battista Grassi (Berenson), ed una Sacra Conversazione (Madonna con Bambino tra i SS. Giovanni Battista e Girolamo) nel Museo di Budapest, già ritenuta opera di Giovanni Bellini, del tutto simile nell’iconografia dei personaggi a dipinti di Alvise Vivarini e del Martini. Questi dipinti, che dimostrano come la cultura artistica di G. B. sia di matrice veneziana e come la dolcezza dei volti, la delicatezza del chiaroscuro differenzino in qualche misura la sua poetica da quella più dura e legnosa del Martini, permettono ulteriori attribuzioni, anche se non tutte quelle proposte da Fossaluzza (1996), che al pittore udinese attribuisce inspiegabilmente anche dipinti che conviene lasciare nell’ambito delle botteghe di Alvise Vivarini, Cima da Conegliano, Giovanni Bellini. A G.B. può essere assegnata una pala della parrocchiale di Romans che presenta i caratteri delle opere fin qui considerate e che è stata oggetto di interpretazioni diverse, fino ad essere creduta addirittura opera di Giovanni Bellini. Nei suoi primi affreschi, condotti insieme con Antonio Zago e raffiguranti, entro medaglioni dipinti, sibille e profeti nel duomo di Sacile, G.B. “traduce” nel suo linguaggio veneto stampe derivate da invenzioni del fiorentino Baccio Baldini.

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Bibliografia

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