GUBERTINO DA CIVIDALE

GUBERTINO DA CIVIDALE

pittore

Immagine del soggetto

Tavola con adorazione dei pastori e santi attribuita a Gubertino da Cividale (Cividale, Museo archeologico nazionale).

Figlio del pittore Giovanni da Padova (in un atto chiamato Giovanni da Bassano), G. è documentato dal 1358 al 1407. Pittore, abitante in Cividale del Friuli, sposa Giovannina, sorella del pittore Giovanni di Nicolò da Udine e da lei ha una figlia, Radeunda, morta il 24 maggio 1483. Rimasto vedovo, G. si risposa con Zubetta di Nicolò da Porta Brossana di Cividale dalla quale ha due figli, Giovanni, chierico, e Antonio. Dal documento di morte di Giovanni (13 luglio 1413) sappiamo che a quella data G. era già morto. Presente in Cividale, città in cui abita, in atti dell’11 gennaio e 28 ottobre 1358, G. viene pagato l’8 agosto 1368 per la dipintura della volta della chiesa di S. Francesco a Portogruaro (chiesa distrutta nell’Ottocento); nel 1396 dipinge per 8 denari alcune croci nella chiesa di S. Maria in Valle a Cividale e nel 1404 riforma alcune figure nella chiesa di S. Giovanni Battista dello stesso monastero. Essendosi ammalato, nel 1407 stila il testamento con il quale lascia eredi i due figli e tutrice la moglie e dispone di essere sepolto nel suo monumento nella chiesa di S. Giovanni Battista. La sua attività pittorica non è conosciuta: a partire dal Grion, gli viene attribuita (peraltro senza alcun fondamento documentario) una tavola, già nel tempietto longobardo ed ora nel Museo archeologico nazionale di Cividale, commissionata da Giovanna di Ragogna, badessa del monastero di S. Maria in Valle, e raffigurante l’Adorazione dei Magi e i ss. Domenico, Benedetto, Tommaso d’Aquino e Daniele profeta. La tavola è datata 1402 e presenta nell’iconografia, nella stesura del vivacissimo colore, nel rapporto figura-ambiente e nella forte caratterizzazione dei volti i caratteri della pittura friulana postvitalesca. Il Cavalcaselle ha attribuito il dipinto ad ignoto pittore cui spetterebbero anche gli affreschi del coro; Zuliani lo assegna ad anonimo artista, lo stesso che affrescò il coro della chiesa di S. Osvaldo a Partistagno ed alcuni busti nella pieve dei Ss. Gervasio e Protasio di Nimis. Questi ultimi affreschi sono però assegnati a G. (e a Giovanni di Nicolò da Udine) da Menis e Venuti.

Bibliografia

JOPPI, Contributo quarto, 7; GRION, Guida, 363; C. CECCHELLI, Il “Tempietto Longobardo” di Cividale del Friuli, «Dedalo», 3 (1923), 760; La vetusta chiesa dei Santi Gervasio e Protasio di Nimis, «La Panarie», 67 (1935), 55-56; A. SANTANGELO, Catalogo delle cose d’arte e di antichità d’Italia. Cividale, Roma, La Libreria dello Stato, 1936, 84; G. MARIONI - C. MUTINELLI, Guida storicoartistica di Cividale, Udine, Tipografia G.B. Doretti, 1958, 190, 507; G.C. MENIS, Plebs de Nimis, Udine, Società filologica friulana, 1968, 19; F. ZULIANI, Lineamenti della pittura trecentesca in Friuli, in 1° Convegno internazionale di storia dell’arte sul tema “La pittura trecentesca in Friuli e i rapporti con la cultura figurativa delle regioni confinanti” (Udine, 19-22 maggio 1970), Udine, AGF, 1971, 36; G.B. CAVALCASELLE, La pittura friulana del Rinascimento (1876), a cura di G. BERGAMINI, Vicenza, Neri Pozza, 1973, 124, n. 12; G. BERGAMINI, Cividale del Friuli. L’arte, Udine, Casamassima, 1977, 73-77; T. VENUTI, Chiesette votive da Tarcento a Cividale, Udine, La nuova base, 1977, 78; G. BERGAMINI - S. TAVANO, Storia dell’arte nel Friuli-Venezia Giulia, Reana del Rojale (Ud), Chiandetti, 1984, 255; C. FURLAN, La pittura del Quattrocento in Friuli: per un itinerario, in In domo habitationis. L’arredo in Friuli nel tardo Medioevo, a cura di G. FIACCADORI - M. GRATTONI D’ARCANO, Venezia, Marsilio, 1996, 39; C. SCALON, Libri degli anniversari, 159, 325, 382, 444-445, 928, 932, 936. 978, 1003, 1017.

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