LEITGEB VON OTTO

LEITGEB VON OTTO (1860 - 1951)

scrittore

Immagine del soggetto

Otto von Leitgeb.

Nacque a Pola, in Istria, nel 1860. Da qui la sua famiglia si trasferì a Trieste e successivamente a Gorizia, dove L. frequentò le scuole sino al ginnasio. Conseguita la laurea in giurisprudenza a Graz dopo aver studiato anche ad Heidelberg, condusse vita ritirata nella sua villa a Strassig dedicandosi agli studi, alla narrativa e alla scultura. Allo scoppio della guerra si trasferì in Carinzia nella tenuta di famiglia di Sandhof, dove morì nel 1951. Le sue opere principali risalgono quasi interamente al periodo goriziano. L. fu il primo narratore di lingua tedesca che abbia ambientato un ciclo di novelle e un romanzo in Friuli, in particolare nella Bassa e a Marano, Aquileia e Grado. La sua opera complessiva è costituita da una quarantina di novelle e quattro romanzi. I primi giudizi critici concordavano nel definire il romanzo psicologico Die stumme Mühle [Il mulino muto] il suo capolavoro. Nel suo primo romanzo, Sidera Cordis. Ein Roman aus Friaul del 1901, L. ricostruì le vicende storiche legate alla conquista della fortezza di Marano da parte dei veneziani nel XVI secolo. Le sue novelle interamente o parzialmente ambientate in Friuli sono sette e furono scritte tra la fine dell’Ottocento ed i primi del Novecento. Oltre a Das Gelübde [Il voto] e a Der verlassene Gott [Il nume abbandonato] fanno parte di questo ciclo Alte Rechnung [Vecchio conto], Am Galgenacker [Sul patibolo], Wellenschlag [Onde], Erste Liebe [Primo amore] e Vom armen Herrn Moretti [Del povero signor Moretti]. I pregi maggiori della narrativa leitgebiana si possono ravvisare nella precisione delle descrizioni paesaggistiche, nell’efficacia della caratterizzazione a volte umoristica incline al gusto del bozzetto e del quadro di genere, e infine nel dosaggio discreto di riferimenti storici. ... leggi Nelle sue storie il narratore assume spesso un tono fatalistico nei finali volti a sottolineare l’immutabile imperfezione della natura umana. Esemplare sotto questo punto di vista si rivela Il voto, novella suddivisa in sei capitoli incentrati su diversi episodi, culminanti in un voto corale pronunciato dagli abitanti di Aquileia al fine di scongiurare la perdita dei raccolti minacciati dal perdurare di una terribile siccità. Per la sua perfezione formale e strutturale, nonché per la convincente analisi psicologica, la novella Il nume abbandonato appare la più riuscita e la più originale del ciclo friulano. In essa la rappresentazione dell’ambiente naturale si fa più minuziosa e più attenta, perché è questo mondo particolare ai margini della bassa friulana, dove i confini fra la grande pianura e la laguna si fanno incerti, ad essere il vero protagonista della storia con il suo isolamento, le sue febbri malariche e il suo retaggio di superstizioni. Al Friuli occidentale L. ha dedicato un ampio reportage di viaggio uscito a puntate nel periodico monacense «Beilage zur Allgemeinen Zeitung» (n. 7/219 del 1894) dal titolo Unterwegs in Friaul. Si tratta di un testo ricco di annotazioni curiose e di appunti di vita quotidiana e di carattere culturale su Udine e la sua provincia. La recezione della narrativa leitgebiana in Italia registra un solo episodio: nel 1914 quattro sue novelle vennero raccolte per un’edizione italiana nella traduzione di Luigi Girardelli.

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Bibliografia

F. X. ZIMMERMANN, Otto von Leitgeb. Eine Studie, Triest, M. Quidde Verlag, 1911; H. KITZMÜLLER, Görz 1500-1915, Klagenfurt, Carinthia, 1995, 48-56.

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