LINUSSIO LORENZO LUIGI

LINUSSIO LORENZO LUIGI (1772 - 1852)

studioso

Figlio di Pietro Antonio, figlio a sua volta del noto imprenditore tessile Iacopo, e di Angela Calza (figlia di un facoltoso commerciante padovano), L. nacque a Tolmezzo nel 1772. A tutt’oggi non ci sono testimonianze sulla sua formazione scolastica e su eventuali titoli conseguiti. Dal suo epistolario si apprende che frequentò, nel periodo giovanile, l’ambiente culturale padovano e veneziano, e che ebbe modo di conoscere diversi insigni cattedratici e di compiere viaggi nel Lombardo-Veneto. Non fu particolarmente attratto dall’attività commerciale di famiglia, manifestò invece uno spiccato interesse per le scienze naturali. Le fortune personali di L. seguirono quelle dell’azienda. Dopo il crollo definitivo di quest’ultima, contemporaneo alla fine del Regno italico, si trovò senza lavoro e con un esiguo patrimonio personale. Celibe, dopo la morte dei genitori visse solo e in ristrettezze economiche. Morì a Tolmezzo nel 1852. Seppure isolato in un ambiente non propenso agli studi, si dotò di una notevole biblioteca, si mantenne informato attraverso la lettura delle gazzette e, come era uso a quei tempi, intrattenne una fitta corrispondenza scientifica con i maggiori studiosi europei collezionando così un gran numero di lettere autografe, da cui trasse il suo libretto Lettere scientifiche appartenenti alla corrispondenza del dottore Lorenzo Luigi Linussio di Tolmezzo con varii illustri dotti italiani e stranieri. Essendosi fatto una certa fama, ma soprattutto per il prestigio di cui godeva la sua famiglia, venne ricercato da alcuni studiosi, quali l’archeologo Gerolamo Asquini e l’orientalista S. Assemani, che gli posero quesiti su argomenti linguistici e antiquari riguardanti la Carnia. Questo materiale in massima parte è andato distrutto, per cui non è possibile ad oggi fare una valutazione sulla sua effettiva consistenza e sulla sua importanza scientifica. ... leggi Alcune teorie di L., quali ad esempio Delle cause che favoriscono la conservazione e la mummificazione dei cadaveri sepolti nella chiesa di Venzone, Memoria fisica sopra i Monti Canini, Della caduta di neve di tinta argillosa sui monti della Carnia, suscitarono nell’ambiente culturale udinese sentimenti di sufficienza se non di ilarità, tanto che fu oggetto di scherno da parte del suo coevo, il poeta vernacolare Pietro Zorutti. L. era dotato di un carattere assai poco propenso all’ironia e piuttosto incline all’ira, che probabilmente contribuì non poco al suo isolamento. Il geologo Achille Tellini si sofferma sulla sua corrispondenza che annovera naturalisti prestigiosi, sollevando, però, delle riserve sulla autenticità della parte di L. La cosa è da dimostrare. È invece documentato dai carteggi intercorsi tra L. e Giovanni Battista Lupieri di Luint (Ovaro) che quest’ultimo supervisionò la sua produzione scientifica. Probabilmente la verità su L. sta in quel che scrisse Vieusseux, in una recensione pubblicata in «Antologia. Giornale di scienze, lettere e arti», (43/3 (1831), 129), dopo aver letto le sue Lettere: «Gioverebbe al certo che questo lusinghiero esempio fosse dai dotti italiani seguito, e che più diretta e più frequente corrispondenza si stabilisse fra essi e quei d’oltremonte: giacché la fraternità delle lettere e il commercio delle idee possono seco portare col tempo altri vincoli ed altri commerci: e bello sarebbe e necessario che in tanta discrepanza di opinioni e in sì viva lotta d’interessi, la repubblica delle lettere almeno desse l’esempio d’una federazione generosa e potente. Ma chi conosce le difficoltà, volontarie in parte, che s’oppongono al regolare e fraterno commercio letterario nel seno dell’Italia stessa, troverà che lo zelo del sig. Linussio si può più facilmente lodare che sperar di vederlo imitato. Lontano com’è da ogni centro di scientifiche comunicazioni, tanto più difficilmente poteva il sig. Linussio soddisfare le sue dotte curiosità e venire in cognizione dei rapidi progressi che la scienza andò facendo in brevissimo spazio di tempo. Se questo non era, egli non avrebbe ad uomini tali dirette notizie e questioni che certo non hanno un gran merito di novità».

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Bibliografia

Lettere del Linussio, materiale manoscritto e l’articolo citato del Vieusseux si trovano presso l’archivio Lupieri Magrini di Luint di Ovaro. Ms BCU, Principale, 491, lettere di L. Linussio a I. Pirona; ms BBU, 159/161, lettere di L. Linussio a G. Asquini. La corrispondenza con S. Assemani è conservata alla Biblioteca del Museo Correr di Venezia, Epistolario Moschini.

L.L. LINUSSIO, Lettere scientifiche appartenenti alla corrispondenza del dottore Lorenzo Luigi Linussio di Tolmezzo con varii illustri dotti italiani e stranieri, Venezia, Alvisopoli, 1831.

TELLINI, Giulio Andrea Pirona, 97; B. AGARINIS MAGRINI, Una risposta a “Pagine Friulane”, Pietro Zorutti e Lorenzo Luigi Linussio, «Ce fastu?», 74/2 (1998), 297-313; EAD., L’ara sepolcrale della chiesa di San Giorgio di Comeglians. Un carteggio archeologico del secolo scorso, ibid., 75/1 (1999), 118-139; EAD., Lorenzo Luigi Linussio. Le confessioni di un naturalista incompreso, Montereale Valcellina (Pordenone), Circolo culturale Menocchio, 2004.

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