LINZI TORQUATO (1877-1956)

LINZI TORQUATO (1877-1956)

amministratore pubblico, studioso

Immagine del soggetto

Torquato Linzi.

Nato a Spilimbergo il 21 maggio 1877, sesto dei sette figli di Gaetano e di Paolina Vianello, si laureò in giurisprudenza nel 1899. Dopo la laurea, si impegnò nell’amministrazione comunale come  consigliere e assessore dal 1900 al 1908, quando fu nominato commissario prefettizio. Nel giugno 1914 sposò Eugenia Cosattini, sorella del noto esponente socialista udinese Giovanni Cosattini. Dal matrimonio nacquero due figli: Franco ed Emilia. Arruolato nel 1916 come sottotenente, prestò servizio dal gennaio 1917 al marzo 1919, assegnato ad un reparto di Milizia territoriale di stanza a Bologna. Rientrato dal servizio militare, nello stesso marzo 1919 gli fu affidato l’incarico di commissario prefettizio del comune di Spilimbergo, in attesa delle elezioni amministrative che si sarebbero svolte nell’ottobre dell’anno successivo. L. affrontò con determinazione i gravi problemi dell’immediato dopoguerra. Durante il periodo in cui L. era commissario si svolsero gli avvenimenti che causarono a Spilimbergo l’eccidio del 1919. Il 10 luglio L. tentò di controllare un’affollata manifestazione di protesta, ma mentre parlava un colpo di pistola venne sparato contro la folla. Il corteo si diresse verso il municipio, ma un reparto militare lo impedì e dopo momenti di concitazione, sparò sui dimostranti, provocando tre morti e tredici feriti. L. iniziò assai presto (1900) l’attività professionale di procuratore legale e poi di avvocato. Nel 1904 fu nominato giudice conciliatore a Spilimbergo. Mantenne tale carica fino alla fine dei suoi giorni, con una forzata interruzione tra il ’34 e il ’44, mancandogli l’indispensabile requisito dell’iscrizione al Partito Nazionale Fascista. ... leggi Nel 1931 una dolorosa tragedia colpì la sua famiglia: il suicidio della moglie Eugenia. Dieci anni dopo, il figlio Franco, ufficiale pilota, morì venticinquenne precipitando con il suo aereo militare. Dopo la guerra si ritirò dalla vita pubblica, trascorrendo gli ultimi anni di vita appartato, schivo, quasi dimenticato. Morì il 20 febbraio 1956. Nel corso della sua vita dedicò sempre molte energie a Spilimbergo. Nel 1923 venne inaugurato il ponte sul Tagliamento tra Spilimbergo e Dignano, avvenimento celebrato con la stampa di un Numero Unico dove L. auspicava la costruzione di una linea ferroviaria che unisse Spilimbergo a Udine e, in tempi successivi, a Maniago. Dal 1924 al 1930 L. si adoperò per la costruzione di un nuovo teatro a Spilimbergo. Fu costituita una «Società del Teatro di Spilimbergo» e individuata l’area da destinare all’edificio. Nonostante fossero avviate le pratiche per l’acquisto del terreno, qualche impiccio impedì la conclusione dell’iniziativa. Più fortunata fu un’altra iniziativa, legata al consistente lascito di Giovanni Tomat, morto nel 1938, per l’istituzione di una scuola di musica e canto corale che portasse il nome del figlio musicista, il maestro Gottardo Tomat, deceduto durante la prima guerra mondiale. L., esecutore testamentario, costituì la Fondazione Musicale Gottardo Tomat, la cui attività, da allora, non ha conosciuto interruzioni, pur con alterne vicende. Collaborò dal 1926 con la Società Filologica Friulana, divenendo componente del consiglio direttivo. Organizzò a Spilimbergo il VII congresso annuale della Filologica (1926), curando, per l’occasione, la pubblicazione del relativo numero unico. Si occupò inoltre attivamente della preparazione degli altri congressi tenutisi nella Destra Tagliamento: a Maniago nel ’29, a Cordenons nel ’33, a San Vito al Tagliamento nel ’37, fino a quello di Pordenone del ’53. Raccolse con cura notizie locali e testimonianze storiche riguardanti Spilimbergo che diffondeva in forma divulgativa e accessibile, sia sotto forma di articoli per le riviste friulane, sia come monografie, quali Il duomo di Spilimbergo e le chiese minori. A partire dal 1952 riprese a scrivere con sistematicità la cronaca storica di Spilimbergo dalle origini, pubblicandola a puntate nel bollettino parrocchiale. La serie di articoli destano ancora un certo interesse soprattutto perché vengono trattati con apprezzabile dettaglio i tempi più recenti, arrivando a toccare fatti che L. aveva vissuto in prima persona, qualche volta da protagonista. Gli ultimi capitoli, riguardanti il periodo compreso tra il 1918 e il 1949, uscirono postumi.

 

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Bibliografia

Fonti: Testimonianze orali della figlia signora Emilia Linzi Marconcini, e documentazione di famiglia fornita dalla stessa, deceduta del 2002.
Inaugurazione dell’acquedotto. Esposizione bovina. Inaugurazione della banda, Numero Unico, Spilimbergo 1897; Inaugurazione del ponte sul Tagliamento, Numero Unico, Spilimbergo-Dignano 1923. T. LINZI, Il duomo di Spilimbergo e le chiese minori, Udine, Del Bianco, 1952.
F. BORTOLUSSI, L’eccidio di Spilimbergo del 1919, «Il Barbacian», 22/1 (1985), 35-37; P. ALATRI, Giovanni Cosattini (1878-1954). Una vita per il Socialismo e la Libertà, Udine, Aviani Editore, 1994; R. PERESSINI, La figura dell’avvocato Torquato Linzi, «Il Barbacian», 40/1 (2003), 39-41.

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