LONDERO BRUNO (1931-2016)

LONDERO BRUNO (1931-2016)

preside, uomo di cultura, studioso

Immagine del soggetto

Bruno Londero.

Nacque a Gemona nel 1931. Nella cittadina pedemontana L. studiò fino alle medie per poi frequentare ad Udine il Liceo classico Jacopo Stellini dove, studente modello, si diplomò a pieni voti nel 1950. Dopo la laurea in Lettere classiche, conseguita all’Università di Trieste nel 1954, L. intraprese subito la carriera dell’insegnamento e dal 1958 al 1966 fu docente di Lettere italiane e latine al Liceo Stellini. Nel 1956 incontrò la collega fiorentina Isabella Bacetti che sposò e dalla quale ebbe due figlie. Nel 1966 fu comandato al Ministero degli Esteri nell’ambito delle relazioni culturali. Il primo incarico in questa veste fu a Barcellona all’Istituto di Cultura Italiana nonché come docente di Grammatica e linguistica italiana all’Università. Il biennio barcellonense costituì per L. preludio al successivo incarico: Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Buenos Aires fondato nel 1940 con il nome di “Centro Studi Italiano” nonché addetto culturale all’Ambasciata Italiana. A Buenos Aires L. si fermò sino al 1976. Durante questi anni non facili per l’Argentina (divisa tra il ritorno di Juan Peron e i militari) girò la grande nazione alla ricerca delle molte tracce di italianità e friulanità. Durante gli anni in Sudamerica fondò l’“Istituto italo-argentino di Studi Storici” (1969) e organizzò il convegno dei professori di lingua e cultura italiana a Mendoza (1972). Pubblicò saggi e studi su giornali e riviste, tra cui lo scritto Pasolini y su teorema («La Nacion», 1970) e fondò la rivista «Nuovi Quaderni Italiani in Argentina» che divenne strumento per portare alla luce le ragioni e la storia di una protratta emigrazione. ... leggi Dopo l’esperienza argentina, L. venne inviato a Vienna sempre nel ruolo di Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura e addetto culturale all’Ambasciata. Furono nuovamente anni di intensa attività nei quali promosse la lingua, la cultura e l’arte italiana attraverso vari canali: dall’Università alla collaborazione con gli organismi scolastici austriaci deputati alla formazione e all’aggiornamento degli insegnanti di italiano; dall’ideazione di mostre d’arte, fra cui quelle degli artisti friulani Luciano Ceschia e Giorgio Celiberti, alla creazione della rivista «Italienische Studien», tramite quanto mai utile per agevolare l’esplorazione delle aree romanze e mitteleuropee. Per questi e per altri assidui impegni profusi L. venne insignito nel 1979 della Croce d’Oro di prima classe “artibus et litteris” dal Ministero austriaco della Scienza e della Ricerca. Dopo aver rifiutato ulteriori prestigiose sedi estere come New York e Bonn, rientrò a Udine e dal 1983 assunse la presidenza dell’Istituto Magistrale Caterina Percoto, oggi Liceo, guidando e impostando i primi passi di un radicale rinnovamento attraverso le sperimentazioni quinquennali a indirizzo pedagogico e linguistico anticipatrici di future riforme nel mondo scolastico. La permanenza a Udine consentì a L. di attivarsi in favore dello sviluppo della cultura. Moltissimi sono gli Istituti e le Associazioni che lo videro come vivificatore. Così la Società Filologica Friulana lo designò a guidare i corsi di lingua. La Società Dante Alighieri trovò in L. un presidente (1993-2005) capace di rilanciare l’istituto. Di rilievo anche il ruolo assunto per l’Associazione degli Stelliniani che vide L. vicepresidente nominato già nella prima assemblea del maggio 1995. Altrettanto rilevante fu il ruolo svolto per mantenere ad alto livello la qualità dei corsi offerti dall’Università della Terza Età di Udine. L. fu Presidente dell’Accademia Udinese di Scienze Lettere e Arti dal 2009 al 2011. Nel 2006, anno dei festeggiamenti per i quattro secoli dell’Accademia, curò ed introdusse la pubblicazione «Annali dell’Ill.ma Accademia degli Sventati della città di Udine», testo che raccoglie in facsimile e in trascrizione il registro dei verbali stesi dal segretario Niccolò Aloij dal 1674 al 1705. Il 6 dicembre 2011 L. tenne una relazione su Un governatore illuminato. L’opera in Friuli nell’ambito di un convegno organizzato a Roma dall’Accademia dei Lincei su Quintino Sella scienziato e statista per l’Unità d’Italia. Il suo intervento nella prestigiosa sede alla presenza del Presidente della Repubblica fu occasione per far conoscere l’impegno profuso dall’Accademia Udinese di Scienze Lettere e Arti a ricordo di Quintino Sella, primo governatore del Friuli. Di quel convegno svoltosi a Udine il 27 e 28 settembre 2001 e della pubblicazione degli Atti fu curatore. L. Affiancò alla intensa attività profusa nel campo dell’istruzione e della cultura una vasta produzione editoriale che si esplicò attraverso la stesura di saggi, studi e monografie. L’attenzione verso il mondo della scuola lo portò a indagare i temi dell’istruzione in Friuli attraverso una serie di volumi usciti tra il 2005 e il 2013 ed editati per conto della Nuova Base che pubblica anche la rivista «La Panarie» ove L. dal 1984, risultò fra gli abituali collaboratori di redazione. Morì a Udine il 30 luglio 2016.

 

 

 

 

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Bibliografia

La nutrita (150 titoli) bibliografia di B. Londero è stata raccolta in Bruno Londero. “Le cattedre e gli utili insegnamenti”. Bibliografia degli scritti 1967-2015, a cura di A. Romano, Accademia Udinese di Scienze Lettere e Arti, 2017.

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