MARCOLINI FRANCESCO MARIA

MARCOLINI FRANCESCO MARIA (? - 1838)

medico, erudito, saggista

Immagine del soggetto

Ritratto del medico Francesco Maria Marcolini (collezione privata).

Nacque ad Aviano (Pordenone) da Giovanni, medico nella stessa Aviano. Nel 1793 M. si iscrisse a medicina all’Università di Padova, conseguendo la laurea nel 1797. Esercitò la professione dapprima a Valvasone, poi ad Alvisopoli, presso Alvise Contarini. Nel 1802 uscì la sua prima opera, Osservazione anatomo-patologica d’una gravidanza della tuba falloppiana, nata dall’esperienza acquisita a Valvasone. Nel 1807 si trasferì a Udine, dove fu medico stipendiato dal comune in una delle tre condotte in cui era divisa la città, incarico che comportava l’obbligo di assistere i poveri, provvedere alle vaccinazioni, compilare l’elenco dei pellagrosi, sorvegliare levatrici e parti. M. fu anche primario dell’ospedale di Udine, non si sa da quale data, ma è possibile che gestisse contemporaneamente condotta e primariato, almeno per un certo periodo. In ogni caso, la prima indicazione come «medico primario della R. città di Udine» risale al 1823 ed è la qualifica con cui egli viene designato quale autore di un saggio sui problemi della vaccinazione (Sulle complicazioni della vaccina, 1823). Fu anche medico del brefotrofio cittadino. Dopo un lavoro del 1809, Esposizione patologica-medica di due analoghe malattie, M. riprese a pubblicare scritti medici, che poi si susseguirono numerosi, a partire dal 1816 (Del clima d’Udine e della di lui influenza sulla economia animale de’ suoi abitanti), affrontando il tema del clima, su cui ritornò più volte nei suoi lavori successivi, stampati a Venezia e a Milano. Nel 1817, quando in concomitanza con la carestia si verificò a Udine un’epidemia di tifo petecchiale, M. ragionò sulle cause che facilitavano il contagio, individuando tra queste il clima e l’ignoranza della popolazione (Delle principali febbri tifiche di Udine nel sec. ... leggi XVI, 1817, e La costituzione dei tifi d’Udine nei due ultimi quartali dell’anno 1817, 1818). Fin dall’inizio della sua permanenza a Udine, M., che aveva già avviato – come risulta dalle sue opere – una vasta rete di relazioni con medici italiani e stranieri, fu impegnato nel dialogo con i colleghi udinesi, tra cui Agostino Pagani, che aveva sostenuto la vaccinazione in Friuli, e Bartolomeo Aprilis, con cui collaborò sia nell’epidemia di tifo del 1818 sia in quella di colera del 1836, calamità già da lui indagata l’anno prima a Venezia, quando era stato nominato membro della Commissione per il colera. Nel 1831 era uscita a Milano una sua memoria, Sulle mummie di Venzone, che si impose all’attenzione scientifica e fu riportata nel Dizionario classico di medicina edito da Antonelli a Venezia. Per la riconosciuta competenza, nel 1836 M. fu chiamato per un consulto da Carlo X di Borbone, in esilio a Gorizia. All’attività medica M. affiancò quella culturale, come socio e vicepresidente dell’Accademia agraria aquileiese. Fu inoltre associato a numerose accademie venete (Venezia, Treviso, Padova, Rovereto), ma anche di Modena e Livorno. Risale al periodo della sua venuta a Udine l’iscrizione alla massoneria, di cui conservava documentazione. Dopo la sua morte, avvenuta a Udine nel 1838, la polizia austriaca – che guardava con sospetto la massoneria, ufficialmente abolita nelle Province venete insieme con tutte le società segrete con un’ordinanza del 1814 – sequestrò i documenti relativi alla Loggia cittadina rinvenuti tra le carte di M., in quanto non dovevano essere consegnate agli eredi. L’elenco, pubblicato per la prima volta nel 1930 da Angela Mariutti, formato da ottantacinque pezzi, registra informazioni sulla massoneria, su persone che avevano chiesto l’iscrizione, su iscritti, notizie di opere di beneficenza sotto forma di inviti a raccolte di denaro per indigenti, un discorso massonico dello stesso M. Secondo D’Agostini, M. sarebbe stato con Aprilis anche carbonaro, ma la notizia non è confortata da alcuna documentazione; non soltanto, non è provata neppure la costituzione di un gruppo carbonaro a Udine. La ricca biblioteca di M. fu venduta all’asta dal nipote Giovanni Battista Marcolini di Aviano, suo erede, nel 1839, smembrata in ottantacinque lotti. Il Catalogo, redatto per l’asta, testimonia un aggiornamento costante in campo medico, oltre che interesse anche per altri settori. Alle settecentine e alle numerosissime opere del primo Ottocento attinenti alla professione medica si affiancano, infatti, opere di storia naturale, botanica, chimica, fisica, filosofia, ma anche classici latini e italiani, autori contemporanei francesi e poeti inglesi (Byron, Young), a conferma di quanto asserisce l’anonimo estensore del Catalogo, secondo cui M. avrebbe continuamente arricchito la sua biblioteca «con sollecitudine e gusto».

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Bibliografia

Catalogo di libri del fu F.M. Marcolini di Aviano medico primario dell’ospedale civile di Udine…, Udine, Vendrame, 1839; E. D’AGOSTINI, Ricordi militari del Friuli (1797-1870), I, Udine, Bardusco, 1881, 325, 423; A. MARIUTTI, Organismo ed azione delle società segrete del Veneto durante la seconda dominazione austriaca (1814-1847), in Miscellanea di storia veneta, III, Venezia, R. Deputazione Editrice, 1930, 169-172; SOMEDA DE MARCO, Medici, 162-164; A. CELOTTI, Francesco Maria Marcolini (1779-1838), «AAU», 81 (1988), 217-230; ID., La massoneria in Friuli. Prime ricerche sulla sua esistenza ed influenza, Udine, Del Bianco, 20062, indice.

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