MARPILLERO GINA

MARPILLERO GINA (1912 - 2008)

scrittrice

Immagine del soggetto

La scrittrice Gina Marpillero.

Nata ad Arta Terme (Udine) il 18 febbraio 1912, dai vent’anni visse a Udine, dove sposò il notaio Giacomo Zaina e lavorò come segretaria presso la Società filologica friulana ai tempi di Ugo Pellis, Ercole Carletti e Pier Silverio Leicht. Sessantottenne (suo unico precedente letterario Vee di fieste, breve prosa nella parlata di Arta, apparsa nel 1930 su «Ce fastu?») esordì come scrittrice con Essere di paese (Milano, 1980; Pordenone, 1999), un libro di memorie d’infanzia in cui l’autobiografia si amplia ad affresco sociale; per esso nel 1981 ricevette il premio Nonino Risit d’Aur. Nello stesso anno pubblicò alcune liriche in friulano su «Sot la nape» (Poesies ponetes), «La Panarie» e sul numero unico della Società filologica friulana Darte (Tornâ a Darte). Dopo la buona accoglienza da parte della critica (Giorgio De Rienzo, Giuseppe Bernardi, Marialivia Serini, Domenico Porzio, Claudio Marabini, Giulio Nascimbeni, Gabriella Monticelli, Angelo Scandurra) e il notevole successo di pubblico (fu per molti mesi tra i libri più venduti), a Essere di paese fecero seguito Int e pinsîrs a slàs (poesie, 1984), Storie di cortile e di corriera (racconti, 1989), Aghe ch’a côr (poesie, 1994), Mê mari a diseve (raccolta di proverbi, modi di dire, filastrocche e racconti popolari, 1997), Storie di donne friulane (racconti, 1998, poi col titolo Donne friulane), Novecento friulano (romanzo epistolare, 1999), Avere vent’anni oppure ottanta (poesie, 2000), Le voci dei fiori (bozzetti naturalistici, 2001), Dai bauli della memoria (frammenti autobiografici, 2002). Nelle opere in prosa, l’esercizio della scrittura passò dalla naïveté di Essere di paese a una più saputa consapevolezza, e l’evocazione memoriale andò organizzandosi per temi e dilatandosi dall’autobiografismo al quadro d’epoca. ... leggi In genere, l’idealizzazione del passato si sottrae alla facile retorica grazie al contemperarsi di verve e humour giovanili con un’altrettanto spontanea attitudine sapienziale (secondo nome di M. era Minerva). Meno convincenti le prove poetiche che peraltro, scritte in “marilenghe”, permettono di meglio individuare nell’italiano dei suoi testi, apparentemente ruvido, sgrammaticato, la trasposizione di forme lessicali e sintattiche proprie del friulano. Fuori commercio, nel 1998 diede alle stampe il breve poemetto L’inventario del mio giardino. Nel 1996 ricevette il premio speciale del comune di Latisana, sezione del premio Latisana per il Nord-Est, nel 1999 il premio Ventaglio d’argento assegnatole dal Centro culturale “Il ventaglio delle muse”, nel 2005 il premio Altino. Morì a Palmanova il 9 settembre 2008.

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Bibliografia

A. CICERI, Gina Marpillero. Essere di paese, «Sot la nape», 32/3-4 (1980), 148; M. QUARGNOLO, Lontane cronache di Arta come una cronaca in poesia, «MV», 21 settembre 1980; C. SGORLON, Veli sull’eros campestre, «Giornale nuovo», 5 ottobre 1980; N. NALDINI, Paese mio, così lontano…, «Corriere della sera», 16 novembre 1980; A. DE LORENZI, Gina Marpillero. Essere di paese, «La Panarie», n.s., 14/51 (1981), 87-89; G. ZIGAINA, Prefazione a Int e pinsîrs a slàs, Udine, La Nuova Base, 1984; A. CICERI, Gina Marpillero. Int e pinsîrs a slàs, «Sot la nape», 37/1 (1985), 92-93; M. VISINTINI, Gina Marpillero, Int e pinsîrs a slàs, «La Panarie», n.s., 18/67 (1985), 97-98; G. D’ARONCO, Passato prossimo e remoto nei ritratti di Gina Marpillero, «Ce fastu?», 63/2 (1987), 381-382; M. SPINELLA, Prefazione a Aghe ch’a cor, Reana del Rojale (Udine), Chiandetti, 1994; A. BRUSINI, Gina Marpillero, Aghe ch’a cor, «Sot la nape», 46/1 (1994), 186-187; C. TAYLOR, Language to language. A practical and theoretical guide for Italian/English translators, Cambridge, Cambridge University Press, 1998, 180-184; M. TURELLO, Gina Marpillero si racconta, «MV», 9 luglio 2000.

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