MIOTTI TITO

MIOTTI TITO (1913 - 2002)

medico, storico, erudito, partigiano

Immagine del soggetto

Lo storico Tito Miotti.

Per la sua complessa attività e per aver lasciato un contributo fondamentale in tutte le differenti discipline che appassionatamente esplorò, M. può a ragione essere considerato un tipico rappresentante moderno di quel “far cultura” ad ampio raggio di matrice rinascimentale. Nato a Udine il 25 giugno 1913 da un’antica famiglia trasferitasi da Cividale a Conoglano (Cassacco) fin dal XIV secolo, dopo gli studi classici presso il Liceo Iacopo Stellini di Udine e quelli di medicina all’Università di Torino – non senza aver partecipato in seguito alla Resistenza nella Divisione Osoppo-Friuli, ottenendo alcuni riconoscimenti al merito – intraprese una brillante carriera clinica dapprima a Venezia e poi, per un trentennio, in Friuli (Casa di cura di Tricesimo e primario del reparto lungodegenti chirurgici dell’ospedale di Udine). Nonostante molte fra le sue pubblicazioni riguardino argomenti medici (che gli valsero la libera docenza e, nel 1940, il premio nazionale Guzzoni degli Ancarani), lo studioso impiegò il tempo libero dalla professione in interessanti e spesso all’epoca ancora quasi inesplorati filoni di studio in ambito storico-artistico. Nel 1962 uscì il volume Il collezionista di disegni e sei anni dopo la monografia sul pittore sei-settecentesco, udinese d’adozione, Paolo Paoletti, allora praticamente sconosciuto, opere, queste, ove confluiva la profonda esperienza maturata come “connaisseur” colto e raffinato. Con il 1972 iniziò la lunga “crociata” sulla valorizzazione e l’emancipazione del mobile antico friulano, con un volume edito nella prestigiosa collana riguardante gli arredi regionali della casa editrice Görlich e che avrebbe trovato il suo coronamento nel corposo Nobiltà del mobile friulano del 1991 – vasto repertorio di pezzi di committenza “colta”, spesso di difficile reperimento e da lui rinvenuti in collezioni private –, dedicato «Al museo dei miei sogni», ovvero a quell’auspicata istituzione riservata agli arredi del territorio per la quale tanto s’adoprò. Ma la più grande avventura, che lo coinvolse in particolare nella seconda parte della vita, fu lo studio dell’architettura fortificata locale, passione coltivata sul campo alla ricerca di resti spesso dimenticati, istituzionalizzata già nel 1963 con la fondazione della sezione friulana dell’Istituto italiano dei castelli, di cui fu primo presidente, e concretizzata da principio nei due volumi editi da Doretti negli anni Sessanta. ... leggi In seguito, a partire dal 1976, videro la luce i quattro volumi ove sono censite tutte le opere fortificate del Friuli allora conosciute, con aggiunti altri tre, in collaborazione con diversi studiosi, concernenti l’evoluzione dell’arte fortificatoria, la vita castellana e, in ultimo, la materializzazione di un altro suo grande sogno, l’identificazione dell’articolato sistema difensivo longobardo. Nel 1994 un ulteriore volume si aggiunse alla serie, Antichi insediamenti umani nelle prealpi friulane. Ricerche di superficie fra Natisone e Piancavallo, anche questo realizzato in collaborazione con alcuni appassionati seguaci. Ancor oggi, nonostante l’evoluzione della ricerca e dei metodi d’indagine, queste opere costituiscono un prezioso e insostituibile punto di partenza. Premio Epifania 1981, Nemas Ceschia 1988, Paul Harris Fellow del Rotary international 1989 e Nadâl furlan 1994, socio effettivo della Deputazione di storia patria per il Friuli e dell’Ateneo veneto, socio benemerito dell’Accademia di scienze lettere e arti di Udine, impegnato nella tutela del patrimonio culturale (fu ispettore onorario della Soprintendenza alle antichità e vicepresidente dell’Istituto regionale ville venete), M. si spense a Udine il 19 marzo 2002.

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Bibliografia

Udine, BCU, inv. 363318, T. Miotti, Ottant’anni di ricordi, dattiloscritto, [1993].

Opere di T. Miotti: Nota genealogica sulla famiglia Miotti, Udine, G.B. Doretti, 1941; Il collezionista di disegni, Vicenza, Neri Pozza, 1962; Le nature morte di Paolo Paoletti, Udine, G.B. Doretti, 1968; Il mobile friulano, Milano, Görlich, 1972 (19752); Castelli del Friuli, I. Carnia, feudo di Moggio e capitaneati settentrionali, Udine, Del Bianco, 1976 (19782); Castelli del Friuli, II. Gastaldie e giurisdizioni del Friuli centrale, Udine, Del Bianco, 1979 (19842); Castelli del Friuli, III. Le giurisdizioni del Friuli orientale e la Contea di Gorizia, Udine, Del Bianco, 1980; Castelli del Friuli, IV. Feudi e giurisdizioni del Friuli occidentale, Udine, Del Bianco, 1981; Castelli del Friuli, V. Storia ed evoluzione dell’arte delle fortificazioni in Friuli, a cura di T. MIOTTI, Udine, Del Bianco, 1982; Castelli del Friuli, VI. La vita nei castelli friulani, a cura di ID., Udine, Del Bianco, 1982; Castelli del Friuli, VII. I sette castra di Paolo Diacono ed altri studi castellologici, a cura di ID., Udine, Del Bianco, 1988; Nobiltà del mobile friulano, Udine, Del Bianco, 1991; Antichi insediamenti umani nelle prealpi friulane. Ricerche di superficie fra Natisone e Piancavallo, a cura di ID., Udine, Del Bianco, 1994.

DBF, 532; Per gli ottant’anni di Tito Miotti, [a cura di A. RIZZI], s.l., s.n., [Reana del Rojale (Udine), Chiandetti], 1993; M. BLASONI, È morto lo storico dei castelli friulani, «MV», 21 marzo 2002; M. RIGOTTI, La cultura ha perso un riferimento, «MV», 21 marzo 2002.

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