MODOTTI SALTARINI PIETRO

MODOTTI SALTARINI PIETRO (1869 - 1950)

fotografo

Immagine del soggetto

Manifesto della prima mostra d'arte della Scuola friulana d'avanguardia, disegnato dal cofondatore Angelo Modotto (Treviso, Museo civico).

Nacque a Udine nella zona di porta Gemona il 28 giugno 1869. Negli anni Novanta, dopo il servizio militare, iniziò l’apprendistato frequentando, molto probabilmente, lo studio fotografico di Luigi Pignat in via Rauscedo. Nel 1898 si sposò a Cormons con Maria Huber che gli diede quattro figli: Fanny, Cora, Dino e Lucio. Ben presto si mise in proprio e per qualche anno realizzò ingrandimenti nello studio udinese di via Villalta 23. Nel 1909 anche il giovane M., come tanti friulani, partì in cerca di fortuna verso l’America, ma dopo un solo anno preferì tornare a Udine per costruire (in via Carducci 1, angolo via Cavallotti) l’atelier della propria vita di «Operatore della Scuola inglese» con «Specialità fotografie artistiche e Secession» come recita un inserto del 1910 sulla Guida delle Industrie e del Commercio del Friuli. In quello studio la giovanissima nipote Tina Modotti constatò l’esistenza di un metodo per realizzare immagini, le cui raffinate ed espressive tecniche imparò in seguito dal maestro Edward Weston durante gli anni creativi nel Messico post-rivoluzionario. La bottega venne frequentata da diversi giovani apprendisti, tra i quali Silvio Maria Buiatti che entrò nella schiera dei più premiati e quotati fotografi pittorialisti del Novecento italiano. M. si affermò principalmente come ritrattista di studio e nel 1926 una sua immagine di bambina venne premiata da «American Photography»; attirò l’attenzione di critici e storici della fotografia per le sue indagini sulla luce, su innovative applicazioni tecniche e sulla ricerca di immagini “artistiche”: fotografia “a lume di candela”, lampo al magnesio, tecnica del viraggio, effetto flou, stampa al bromolio e alla gomma bicromata. ... leggi M. pubblicò alcuni saggi su riviste specializzate e si tenne costantemente aggiornato sui progressi della tecnica fotografica consultando riviste italiane e straniere: «La gazzetta della fotografia», «Il progresso fotografico», «The American Annual of Photography». Dopo una vita dedicata con pura passione alla fotografia, si spense a Udine il 7 febbraio 1950 lasciando alla figlia Cora la gestione dello studio di via Carducci.

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Bibliografia

G. ELLERO, Pietro Modotti, Udine, Ribis, 1994; ID., I castelli del Friuli nell’interpretazione di Pietro Modotti, «Sot la nape», 49/3 (1997), 55-58.

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